martedì 10 marzo 2026

Regione boccia la proposta di un piano territoriale per Malpensa

 Da fb social street parco del Ticino area Malpensa 

L’altro ieri, 03 marzo, nel corso del Consiglio regionale è stata data la motivazione a giustificazione della bocciatura dell’odg del Gruppo Verdi e Sinistra che chiedeva il reperimento delle necessarie risorse per attivare l’iter per la formazione di un nuovo piano territoriale d’area Malpensa e relativa Valutazione ambientale strategica.

Prima motivazione: “La redazione del PTRA comporta una procedura di approvazione (da 2 a 4 anni), un tempo di fatto non coerente con le istanze del territorio...il territorio necessita di risposte più celeri”.

Contro motivazione.

Il vecchio piano è scaduto da ben 16anni (aprile 2009) e il nuovo piano, varato dalla Regione nel dicembre 2009, non è mai andato oltre lo studio preliminare di VAS e lasciato volutamente decadere. In tal modo venendo meno all’impegno assunto presso il ministero dell’Ambiente finalizzato ad “assicurare che l’assetto del territorio nel quale si inserisce l’aeroporto sia pianificato e gestito nel rispetto della verifica ambientale strategica in atto”(Tavolo Tecnico – Ministero dell’Ambiente – Relazione finale 13.01.2011 a seguito avvio del PTRA Malpensa).

Limitandoci poi alla richiesta di un nuovo piano d’area, riproposta dai Comuni del CUV nel 2019, sono passati 6 anni pieni. Ben più dei 4 indicati dall’Assessore regionale al Territorio, Gianluca Comazzi.

Viene poi citato il Protocollo del giugno 2022, quello che con l’avvallo dei sindaci del CUV, acconsentiva alla realizzazione dei nuovi capannoni cargo nella brughiera di Gaggio-Tornavento. Il Protocollo, che sulla nuova area cargo ha rimediato una sonora bocciatura da parte della Commissione VIA del Masterplan 3025, ha di fatto assunto il ruolo di strumento pianificatorio/programmatorio del nostro territorio.

Al Protocollo e ai tavoli tecnici regionali da esso derivati, viene assegnata la finalità di “concertare con i soggetti territorialmente interessati le necessarie opere connesse di accessibilità e compensazione ambientale al fine di garantire un equilibrio tra lo sviluppo dello scalo aeroportuale, il rispetto dell’ambiente e la creazione di positive ricadute occupazionali e socioeconomiche per il territorio”.

Ricordate la mozione regionale, proposta dal PD regionale ed approvata all’unanimità dal Consiglio regionale il 26 luglio 2019 che forniva alla Giunta la scappatoia per evitare il nuovo piano d’area?

Ecco, è così che si è materializzato il fantomatico strumento “altro”, alternativo al piano d’area e pure alla VAS.

Il dispositivo finale impegnava la Giunta:”ad avviare il procedimento del PTRA ovvero di altro strumento di programmazione idoneo e più efficiente ed efficace, al fine di facilitare una adeguata programmazione dei territori siti sul sedime dell’aeroporto e limitrofi”.

L’Assessore prosegue poi affermando che:”le principali trasformazioni urbanistico-territoriali e infrastrutturali che interessano l’area vasta intorno a Malpensa sono ad oggi presidiate dai soggetti istituzionali sottoscrittori del Protocollo d’intesa del 06.06.2022”.

Come si potrà presidiare (alias governare) positivamente i processi di trasformazione territoriale in un’ottica di risparmio di suolo, di corretto inserimento dei manufatti, di adozione di misure di compensazione territoriale e di garanzia di miglioramento della qualità della vita per i cittadini. in assenza di una strumento di pianificazione e verifica preventiva degli impatti cumulativi delle opere già realizzate e di quelle in procinto di esserlo, resta un mistero.

Seconda motivazione. La valutazione preventiva e cumulativa degli impatti ambientali e sanitari connessi all’attuazione del Masterplan 2035, pur in assenza di VAS territoriale, è stata garantita della compatibilità ambientale data al progetto aeroportuale dal Decreto VIA n. 282/2023. Inoltre l’istituzione dell’Osservatorio Ambientale garantirà che le prescrizioni ambientali dettate dal provvedimento di VIA siano ottemperate: “così da garantire la trasparenza e la diffusione delle informazioni relative a tali attività”. E ci mancherebbe pure!. Però la VAS territoriale è un’altra cosa. Il Decreto VIA ha sancito la compatibilità ambientale delle opere interne al sedime aeroportuale, la VAS mira a verificare la capacità di carico ambientale del territorio che ha già subito pesanti trasformazioni e altre sono alle viste (poli logistici e infrastrutture di viabilità locale). Infrastrutture e insediamenti attratti dal “magnete” aeroportuale che andranno a collocarsi in un ambito territoriale che ha già sulle spalle una perdita di suolo vergine da primato nazionale.

La terza motivazione chiama in causa l’accordo tra Regione, Parco del Ticino, Fondazione Lombardia Ambiente e Sea per la realizzazione di interventi finalizzati al miglioramento delle brughiere di Gaggio-Tornavento e del Campo della Promessa. Ora questi interventi sono un fatto certamente positivo e pure dovuti, se non altro perché l’area ex poligono militare era prevista tra le aree dove attuare le mancate compensazioni a seguito della realizzazione di Malpensa 2000. Niente di regalato quindi. Si deve però ricordare che la Regione ha bocciato la realizzazione di un Sito di interesse comunitario su tali aree. Il sito Natura 2000, se istituito, avrebbe rappresentato sotto la supervisione europea una tutela molto forte per la preservazione futura dell’area. Non è così, purtroppo. La convenzione stipulata tra le parti per dar corso all’intervento è chiara: futuri progetti di livello superiore (chissà quali...proviamo ad indovinare) potranno comunque intervenire nell’area compromettendo gli investimenti/interventi effettuati.

In parole chiare: L’area resta riserva di capacità a disposizione di Sea per eventuali future necessità di sviluppo aeroportuale.

Conclusione

Quanto detto dall’Assessore al Territorio era più che prevedibile. Era tuttavia necessario costringere la Regione a motivare e giustificare le proprie scelte politiche. Perché di questo si tratta e di non altro: scelte politiche che pongono gli interessi commerciali di Malpensa sopra ogni altro interesse! Ed è opportuno continuare a tampinarli sul punto. Non deve essere il calcolo del risultato a guidare l’azione di tutti quelli che sostengono che una infrastruttura come Malpensa 2000 debba essere innanzitutto compatibile con il Territorio e che solo a fronte di questa verifica può avere significato l'eventuale indotto economico ed occupazionale.

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N:B: Copia e incolla libera, ma con citazione della fonte, grazie.

Da 

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