mercoledì 8 luglio 2026

Per Laura Ghilardi. Basta morti in strada. 8.7.2026

 Milano. Zona fiera, via Gattamelata 

Mercoledì 8 luglio 2026



In memoria di Laura Ghilardi 


Video diretta quiMilano 

 https://www.facebook.com/share/v/1Jrzf8W3Eq/











Intervento di Gilberto Rossi 


Ossona. I motivi delle dimissioni dell'assessore.

Pubblichiamo la nota stampa in merito alle dimissioni dell'assessore, della giunta di Giovanni Venegoni di Ossona,  Fabio Porzio

“La mia decisione è sopraggiunta a seguito di alcune comunicazioni e del clima creatosi, dal mio personale punto di vista , non più idoneo per proseguire in questo impegno. Con rammarico mi sono visto costretto a questa scelta, ben consapevole di non essere riuscito a portare alcuno dei cambiamenti che in campagna elettorale avevamo prospettato, sia nei confronti dei cittadini sia dei servizi resi e che mi avevano convinto a candidarmi. Nel tempo, al contrario, ho assistito ad un progressivo scostamento rispetto agli impegni inizialmente assunti. In questi mesi, ho raccolto anche lo sfogo di tanti cittadini che mi hanno manifestato il loro senso di disagio e smarrimento ad interfacciarsi con “una macchina comunale percepita come un organismo vessatorio”.

“L’obiettivo principale, invece, dovrebbe essere considerare il cittadino come un utente da servire con efficienza, trasparenza e cortesia adottando procedure semplici e comunicazioni chiare. La soddisfazione dei cittadini dipende infatti non solo da tempi e risultati, ma anche da disponibilità, comunicazione e qualità della relazione umana.

In questi mesi ho incontrato tra i dipendenti del Comune di Ossona molte figure che con competenza e sacrificio svolgono diligentemente il loro compito, altre invece, anche con funzioni apicali, hanno mostrato atteggiamenti inadeguati nei confronti dei cittadini e dei colleghi. Questi sono i contenuti della mia nota di dimissioni che, oltre a segnalare la necessità di un pluralismo quale linfa vitale della vita democratica e del corretto confronto politico, conferma l’instaurarsi di un clima non più da me condivisibile.”



Basta morti in strada. H. 19 via Gattamelata Milano 8.7.2026

 Milano, luglio 2026

Da arttribune



Artista, esploratrice, animatrice di atelier e di relazioni, Laura Ghirardi ha fatto della pittura, della ceramica, del metallo e del collage un linguaggio per dare forma alle storie. 

Nelle Ghirardie, nelle mostre che organizzava ma soprattutto nei suoi laboratori di pittura ha profuso un’energia generosa, libera e feconda. E l’invito a guardare la vita con immaginazione.

Nell’ambito di uno scontro stradale (in un paese che si ostina a non voler essere accogliente e sicuro per pedoni e ciclisti)

 Laura Ghirardi è stata uccisa oggi 7 luglio 2026 a Milano all’ora di pranzo in Via Colleoni, sotto i grattacieli di CityLife e non lontano da casa sua, mentre si spostava in bici nel suo quartiere.


Mercoledì 8 luglio 






martedì 7 luglio 2026

Magenta. Cittadini 15 Datacenter 0. E domani, 8.7.2026 1500 firme

 Cittadini 15, datacenter 0, in quel di Magenta, se si trattasse di una partita. 

Non solo Magenta, assessori che cadono come foglie a novembre in tutta la città metropolitana di Milano. 

Ma chi ha fatto i gol? 

E soprattutto contro chi han fatto gol? 

Di sicuro, contro il progetto datacenter, poi, che la squadra datacenter fosse composita e articolata, è quello che è emerso dagli eventi. 

Se per scorciatoia cognitiva, pubblicità o colpo di effetto, un assemblea intitolata Nodatacenter, promossa da quelli delle mitigazioni e compensazioni, tra cui, sinistra italiana, che a Bollate visto che hanno il vicesindaco, va benissimo e stesso discorso per Legambiente che lì ha ritirato il ricorso. 

E lì i primi 3 gol, i cittadini portano i partiti promotori a prendere una posizione,  nonostante dal palco la palla venisse buttata sistematicamente in tribuna, dopotutto PD, sinistra italiana e rifo, pensavano alla solita assemblea di autoriflessione in 5 per le elezioni comunali del 2027, e invece, 340 cittadini presenti, hanno chiesto conto al PD del perché non ha presentato le osservazioni al Pgt. (Anticipo, il sesto gol è del sindaco del gobbo che dice che da febbraio 2025 i consiglieri di minoranza hanno il documento sul Datacenter... A dopo!).

La sala chiede una moratoria immediata per un anno di tutti i datacenter in Lombardia. 

M5S e PD, ringraziano sinistra italiana per aver affossato la proposta, poi chiediamoci perché il 50% non vota. Nota, in questo, anche il sindacato di base è stato sussunto assumendo uno di sinistra italiana, e di fronte a uno stipendio, se non hai le lotte alle spalle, lo credi quasi normale. 

Questo era il quarto gol. 

Poi ci sono una serie di gol sulla comunicazione.

A breve per il proseguo.

Nel frattempo, scrivetemi i vostri pareri. 

People have the Power in sottofondo, ovviamente 



Datacenter. Consulta ecologia a Buscate

 Dopo le mobilitazioni in tutta la provincia di Milano, le varie amministrazioni comunali provano a coinvolgere la cittadinanza.

Nota, addirittura Legambiente aveva già fatto una iniziativa.

Buscate 



Nasce il Rho Fiera Hockey 6.7.2026

 Devi allargare una finestra, un qualsiasi lavoretto, ma c'è di mezzo l'ufficio tecnico e devi attendere le risposte, se poi è un attività, le conferenze dei servizi. 

Se invece, come ha spiegato l'alcaldesa di Barcellona, fai parte del "potere", permessi e finanziamenti. 

Qua siamo alla farsa, mentre divampano le polemiche per Milano paradiso dei palazzinari, grattacieli nei cortili, nei parcheggi e nei parchi, gli extra costi di santa Giulia, gli scali ferroviari scippati al pubblico e regalati ai privati.

Senza le conferenze dei servizi che devono coinvolgere gli enti sovracomunali e i comuni confinanti,il consiglio comunale di Rho, il primo luglio, 5 giorni fa, con un voto, crea un grave precedente. Si descrive da solo. 

Nel mentre, a Milano non ci sono palazzetti del ghiaccio. 

Qua il comunicato del comune, nel frattempo la battuta è se si chiamerà Rho Hockey o Fiera Hockey.

Sublime la gaffe di Fontana che davanti ai rossoblu già saima, cita il rosso e il nero dei Devil. Meglio di Vanzina!!! 

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Con la posa del primo pilastro avvenuta questa mattina prendono ufficialmente il via i lavori della Fiera Ice Arena, la nuova struttura dedicata agli sport del ghiaccio che sorgerà nel quartiere espositivo di fieramilanorho grazie a un investimento di 7 milioni di euro interamente sostenuti da Fondazione Fiera Milano. L’impianto che sorgerà davanti a Porta Sud sarà operativo dal prossimo ottobre e, in occasione dell’avvio del cantiere, è stata presentata FRIA, la società che lo avrà in gestione, completando così il percorso che accompagna il progetto dalla fase di ideazione a quella di realizzazione e futura gestione. Condividiamo il comunicato stampa di Fondazione Fiera Milano con qualche integrazione, ricordando che il Consiglio comunale di Rho ha approvato all’unanimità nella seduta del primo luglio il permesso di costruire in deroga e una convenzione consentirà ai ragazzi della città di pattinare nella Fiera Ice Arena a condizioni calmierate.


All’avvio del cantiere erano presenti il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Sindaco di Rho Andrea Orlandi, il Presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti e il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio Andrea Gios insieme ai rappresentanti delle istituzioni, del mondo sportivo e dei partner del progetto. Tra i presenti anche Riccardo Lorello, bronzo nel pattinaggio di velocità sui 5mila metri ai Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, di casa a Rho, l’ad di Fiera Milano Francesco Conci e l’assessore allo Sport del Comune di Rho Alessandra Borghetti.

I lavori si articoleranno in diverse fasi che porteranno al completamento dell'impianto entro il prossimo ottobre, nel rispetto del cronoprogramma previsto. Dopo le attività preliminari di allestimento del cantiere e la posa del primo pilastro, i lavori proseguiranno con il completamento della struttura portante dell'arena. Successivamente saranno realizzati la copertura, gli impianti tecnologici e il sistema di refrigerazione, quindi la pista del ghiaccio, le tribune e gli spazi destinati ad atleti, pubblico e servizi.


Entro fine agosto sarà completata la struttura portante e la posa del telo della tendostruttura per consentire gli allestimenti degli interni della Fiera Ice Arena. Nel mese di settembre, prenderanno forma le tribune, gli impianti di illuminazione e condizionamento e nelle ultime settimane, verrà attivato il sistema refrigerante per la formazione del ghiaccio della pista. La progressione dei lavori ha come obiettivo consentire l'avvio delle attività sportive del Milano Hockey Club secondo il calendario programmato, che prevede il primo match casalingo il 10 o 11 ottobre prossimo.

«Detto, fatto. A poco più di tre mesi dalla presentazione del progetto, la posa del primo pilastro segna il passaggio dalla progettazione alla realizzazione della Fiera Ice Arena. È una delle prime e più concrete espressioni della legacy olimpica di Milano Cortina 2026 e un tassello della strategia con cui vogliamo rendere fieramilano un luogo sempre più vivo durante tutto l'anno e, allo stesso tempo, offrire importanti benefici al territorio, in termini economici, sociali e di visibilità e marketing territoriale a livello internazionale. L'interesse che il progetto sta già suscitando, dal Campionato del Mondo di hockey femminile nel 2027 alle numerose richieste di utilizzo dell'impianto, conferma che stiamo rispondendo a un'esigenza reale del territorio e creando nuove opportunità per lo sport e per il quartiere fieristico», dichiara Giovanni Bozzetti, Presidente di Fondazione Fiera Milano.

«Con l’apertura del cantiere della Fiera Ice Arena
- afferma il Sindaco di Milano Giuseppe Sala - prende forma una delle eredità tangibili di Milano Cortina 2026. L'entusiasmo e l'energia con cui sono state seguite le gare di pattinaggio, di hockey e para ice hockey durante i Giochi invernali hanno messo in luce la grande passione che Milano ha per gli sport del ghiaccio ».

Academy, società partecipata dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio e da Fondazione Fiera Milano, costituita con l'obiettivo di gestire e promuovere la pratica degli sport del ghiaccio all'interno della struttura e guidata da Diego Cattani, nominato Amministratore Unico della società. Il progetto ha già riscosso un importante interesse da parte del territorio e del movimento sportivo: circa il 70% delle ore disponibili nel planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.

planning annuale risulta infatti già opzionato da società sportive, squadre e altri soggetti interessati all'utilizzo dell'impianto tra attività giovanili, amatoriali e discipline del ghiaccio. La struttura sarà operativa, in via previsionale, dalle 7.00 all'1.00 di notte, garantendo circa 18 ore di attività giornaliera e candidandosi a diventare un punto di riferimento stabile per gli sport del ghiaccio in città.

L'impianto accoglierà competizioni di hockey su ghiaccio, para ice hockey e pattinaggio di figura ma anche corsi di avviamento delle discipline appena citate e dello short track, con una intensa sinergia con le scuole del territorio. Aperta anche la possibilità di organizzare tornei di curling così come di eventi e spettacoli on ice. Per le attività dedicate alle squadre giovanili e amatoriali di hockey sono in corso interlocuzioni con Milano Prospect, mentre il pattinaggio sincronizzato farà riferimento a Ladybirds. Tutte le informazioni sui corsi saranno disponibili sul sito fria.org e all'indirizzo corsi@fria.org. L'inaugurazione ufficiale dell'impianto è prevista nel mese di ottobre con un galà di pattinaggio che coinciderà con le celebrazioni del centenario della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio.






Dopo la costruzione di nascosto (o così pare..) del merlata bloom, le operazioni immobiliari in cascina merlata, con i video del buon Martino, (o vai col padrone o ti fanno morire come Capisani,Aprea,Pollice,Ciri, Monguzzi e i sindacalisti senza nome), e li pensi al libro di lucia Tozzi, e butti li i paradossi, cs spostati e grattacieli non contestati, con i soliti metodi, e ma non lo vuoi un bel lavoro? 
La geografia è nota, elenchiamo solo i peccati.
Park tower nel parco Lambro.. i vicini non vedono e non sentono? O ora nulla dicono? 
Grattacieli parcheggio di via Gioia, li catapultati in periferia.
Sulla fiera, i metodi Pazzali li abbiamo immaginati tutti e il pensiero va a Carmine Gallo, e a tutti gli operai scomparsi dal2013 al 2015. 
La teatrata stronzi chic, a parte il buonismo con i rider da biciclette da 3000 euro che sono qua a fare le vacanze e conoscere la città .
O le lotte per il privilegio della casa in centro ad affitto fermo al 1951. 

Di fronte a questi fenomeni, o le spie professioniste della bocconi, i poveri cristi sopravvissuti con uno stipendio pubblico più o meno precario, col sogno di vita di una socialdemocrazia sbiadita, l'unico orizzonte i consumi e il produrre benzina per l'ingranaggio.

Mentre il periodo storico ci parla di sogni di indipendenza e socialismo anti coloniale, nell'euskera, come nell'eire, dove il comunismo cinese fa intervistare i segretari del PC. 

Nota. Oggi nasce il circolo di sinistra italiana di Bollate, in tre settimane, vicesindaco, si al Datacenter, rompendo il fronte del no e impedendo la moratoria. 
La credibilità di questi soggetti è pari a nulla, lo sappiamo, come è irritante guardare i social di Onorio Rosati su fb, prima con Antoniol di forza Italia messo li da Eleonora Evi, nemmeno i post su fb, dopo che l'hanno messo in comune a Cormano, e imbucato la yankee canadese nel CDA del parco nord... Non divaghiamo, ora con Daniele Durante, la spia che come tutti i fascisti decontestualizza le frasi, ed eccolo privilegiato con lo stipendio da collaborare regionale. 
Giusto ricordare Claudia Mapelli, fa perdere le elezioni a Gorgonzola e quindi assunta. 
Sarebbe da citare i destri assunti dalla Elena Grandi, lo scemo parolini da 30k (lavorano per Letizia Moratti, lo sappiamo da 3 anni, altro che Verdi. !!!!) 
che difende l'assessora sul tetrapack e le piante morte. 
A proposito,il comunicato stampa dei verdi di Elena Grandi su questo scempio? 
Ah, no, a loro danno i biglietti!!! 

domenica 5 luglio 2026

sabato 4 luglio 2026

Exnovaceta/datacenter raccolta firme in piazza Liberazione Magenta 3.7.2026 e domenica mattina

 Venerdì 3 luglio 2026, piazza liberazione, Magenta, dalle 18.30 alle 22 tanti cittadini hanno avuto modo di conoscere e firmare la petizione per impedire il progetto di un Datacenter, in poche parole, un grosso server di un computer, sempre acceso e sempre illuminato.

La raccolta firme prosegue nei 6 punti che han dato disponibilità e domenica mattina dalle 10 alle 13.


È stata anche occasione per parlare del territorio, nel giorno in cui la notizia è il video dal drone del comitato notangenziale del parco del Ticino.








Questa è un altra petizione, a livello metropolitano e refionale, di Milano Città Metropolitana (55 sindaci avevano scritto a Regione per rinviare la legge sui datacenter) e di Regione Lombardia.

https://www.change.org/p/imporre-un-anno-di-moratoria-per-i-datacenter-in-lombardia?recruiter=701818

DataCenter le colpe di Invernizzi e una visione diversa di città. Da ilnaviglio

 Dalla pagina fb il naviglio 

**** DataCenter le colpe di Invernizzi e una visione diversa di città **** 

Negli ultimi tempi si è sentito dire che il progetto del Data Center a Magenta sia figlio delle scelte della passata amministrazione Invernizzi. Ma stanno davvero così le cose?

In questo video, l'ex sindaco Marco Invernizzi risponde direttamente all'attuale sindaco Luca del Gobbo, carte alla mano, per fare chiarezza una volta per tutte.

Ecco i fatti: a dicembre 2023, con la scadenza del Documento di Piano (DDP) del PGT, l'attuale amministrazione ha ridefinito il futuro delle grandi aree dismesse. È stato proprio in quel momento che l'ex Novaceta ha ricevuto la destinazione d'uso di "Produttivo di tipo innovativo", escludendo logistica o commerciale e aprendo, di fatto, le porte al Data Center.

Ma non si parla solo di urbanistica. Nel video si tocca un tema ancora più profondo: i servizi ai cittadini creati in passato e poi smantellati, e soprattutto due visioni di città completamente diverse a confronto.

Un contenuto fondamentale per chi vuole capire il futuro di Magenta, al di là degli slogan politici.



venerdì 3 luglio 2026

COMMISSIONE CONCERTI 2 LUGLIO

 Dalla pagina del comitato san Siro 

COMMISSIONE CONCERTI 2 LUGLIO

@SCAVUZZO ANNA E @ARIANNA CENSI non si sono presentate nè hanno mandato i loro avatar o digital twin, che avrebbero fatto sicuramente una figura migliore delle originali

Zero ascolto, zero partecipazione, zero titoli

Vicesindaca Scavuzzo e assessore Censi, assenti alla commissione del Municipio 8 che doveva affrontare i problemi emersi nel primo concerto a La Maura e prevenire analoghi disastri nei prossimi del 5 e 6 luglio.

Nulla di nuovo nell’ interesse che questa Giunta ha mostrato in questi anni per i problemi del territorio. 




giovedì 2 luglio 2026

Il traffico di armi dai porti non può più essere coperto da segreto

 Dai social della giornalista Linda Maggiori 

VITTORIA (PARZIALE) MA È UN PRIMO PASSO VERSO LA TRASPARENZA! Il traffico di armi dai porti non può più essere coperto da segreto

Ieri, primo luglio il Tar di Bologna ha accolto, sebbene parzialmente, il ricorso presentato dalla giornalista di inchiesta Linda Maggiori e dall’avvocato Andrea Maestri del Foro di Ravenna, contro il diniego opposto dalle Dogane di Ravenna all’accesso generalizzato agli atti. 

La giornalista all'inizio del 2026 aveva chiesto “la quantità di materiale bellico e componenti di armamenti partiti dal porto di Ravenna nel 2025, divisi per quadrimestre (genn-april, maggio-agosto, sett.-dicembre) e divisi per export transito, e se possibile destinazione e provenienza’.

Le Dogane avevano opposto diniego sottolineando che questi dati avrebbero causato un “pregiudizio per l'ordine pubblico e la politica estera” nonché “un danno concreto all'operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati”. Aggiungendo, peraltro, che “l'interesse pubblico non sempre coincide con l’interesse del pubblico” (sottinteso delle testate giornalistiche). Come se un genocidio e il connesso traffico di armi non fosse di sufficiente interesse pubblico, ma solo un interesse mediatico.

Nella sentenza del Tar, che accoglie il ricorso, si legge: 

“il diniego di AdM non è supportato da adeguata e idonea motivazione, in quanto il mero dato numerico e quantitativo di materiale bellico e armamenti partiti dal porto di Ravenna nell’anno 2025 appare neutro e, quindi, irrilevante rispetto agli interessi pubblici richiamati dall’Amministrazione, non costituendo tali dati un “pregiudizio concreto” alla tutela dei suddetti interessi. Nemmeno è chiarito dall’Amministrazione in quali termini le informazioni richieste avrebbero “natura sensibile”, tale da compromettere gli interessi pubblici tutelati dalla disposizione normativa richiamata. Parimenti, proprio in considerazione della neutralità delle informazioni richieste, non risulta pertinente il riferimento al regime di pubblicità connesso all’istituto dell’accesso civico generalizzato. Sotto distinto profilo, non pare condivisibile nemmeno (...) che la divulgazione delle informazioni richieste comporterebbe la rivelazione di dati economici strategici suscettibili di utilizzo da parte di potenziali concorrenti, arrecando un danno concreto all’operatività commerciale dei soggetti potenzialmente controinteressati, atteso che, come detto, si tratta unicamente di generici dati numerici e quantitativi, senza alcun riferimento, ovviamente, ai nominativi dei soggetti interessati al transito (destinatari, spedizionieri, ecc.), per cui il rischio paventato dall’Amministrazione (...) non appare concretamente (ma nemmeno potenzialmente) configurabile. Quanto all’art. 7 del “Regolamento recante la disciplina relativa all’esercizio dell’accesso documentale e dell’accesso civico previsto dal D. Lgs. n. 33/2013, adottato con Determina del Direttore dell’Agenzia dogane e Monopoli prot. 277401 del 15/05/2025”, AdM non spiega in che termini le informazioni e i dati richiesti sarebbero informazioni di natura riservata o fornite in via riservata dalle autorità doganali durante l’effettuazione dei loro compiti (….). Stante la già evidenziata genericità e neutralità dei dati richiesti, sarebbe stato necessario specificare le ragioni della asserita natura “riservata” delle chieste informazioni, restando, diversamente, meramente affermata una riservatezza di cui non è indicata la fonte. Per le esposte ragioni, dunque, il diniego di accesso generalizzato alla richiesta relativa alla “quantità di materiale bellico” è illegittimo e va annullato, con conseguente ordine all’Amministrazione di concedere l’accesso ai dati e alle informazioni richieste”.

La sentenza del Tar però considera legittimo il diniego di svelare “paese di provenienza e/o destinazione” del materiale bellico e degli armamenti transitati per il porto di Ravenna in quanto “può determinare, indubbiamente, una interferenza con la tutela degli interessi pubblici connessi alla sicurezza nazionale e alle relazioni internazionali, come sopra declinati”.

Secondo l’avvocato Andrea Maestri si tratta di “una vittoria, parziale ma straordinaria per l’impatto che ha nella lotta per la trasparenza e nella causa per i diritti umani violati in Palestina anche grazie al transito di armi dal nostro porto. Viene fortemente stigmatizzata la genericità e pretestuosità delle motivazioni utilizzate dalle Dogane per bloccare l’accesso ad informazioni che invece sono un diritto di ogni singolo cittadino e dell’opinione pubblica posto che la stessa legge definisce il diritto di accesso come un corollario del principio democratico”. 


Linda Maggiori sottolinea: “Ora vogliamo tutti i dati, divisi per quadrimestre, compresi quelli del 2026. Questa sentenza è importante non solo per Ravenna, ma anche a livello nazionale perché ci permetterà di avere i dati (troppo spesso nascosti) relative alle armi che passano su tutti i porti. Siamo molto soddisfatti per questa vittoria, rammarica però il velo di opacità rimasto sulle destinazioni delle armi. Però conosciamo i dati statistici e sappiamo che a maggio 2026 sono partiti 1800 container verso i porti di Haifa e Ashdod, 2400 ad aprile e così via gli altri mesi, con una media di 1500-2000 container ogni mese. Israele resta sempre in cima a tutte le destinazioni delle navi che partono dal porto di Ravenna”. 

Il Coordinamento contro le armi di Ravenna sottolinea: “Un risultato straordinario e importantissimo per tutti noi, per la democrazia e per chi si oppone al traffico di armi dal nostro porto e non solo. Il margine di manovra per celare la verità è sempre più ristretto. Continueremo a vigilare, a chiedere trasparenza e invitiamo il sindaco a fare altrettanto e le istituzioni a collaborare, dando piena attuazione all’Osservatorio sul porto di Ravenna, che finora è stato portato avanti solo da noi cittadini e totalmente ignorato dalle istituzioni”.