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giovedì 28 settembre 2023

VAS AltoMilanese Ambiente. Ossona 27.9.2023

 Altomilanese, ambiente

Stato dell'arte e proposte

Per una Milano Città Metropolitana Europea

Parchi e mobilità

Con Comitato Rho Parabiago e Comitato No Discarica Parco del Roccolo

Iniziativa promossa da Verdi Ambiente e Società 







le proposte degli ambientalisti del territorio:


Casorezzo      a ampio respiro, un parco metropolitano, una cintura verde, come nelle città metropolitane europee.

                          ipotesi, anche come vasca di laminazione, o come opera idraulica, considerata anche la prossimità al villoresi;   

aule didattiche., dove c’è il presidio, e una per comune, come l'aula didattica di Arluno nel bosco.


Vanzago        

Potenziando esistente e manutenzione

Eventuali creazione di tratti di binario di sorpasso

                        1. rimettere le 9 carrozze come c’erano già

                        2. Una nuova fermata a Nerviano sulle linee esistenti

Queste a seguire, le proposte del comitato Rho Parabiago 


MIGLIORAMENTO DEI SERVIZI PER I PENDOLARI: LE NOSTRE PROPOSTE
Interventi gestionali:
•  Dotare tutti i treni del massimo numero di carrozze consentito (attualmente 8 per il passante ma anche di più per i treni che attestano in Porta Garibaldi superficie, dove non ci sono vincoli legati alle banchine)
•  Pretendere una manutenzione efficace e frequente in modo da minimizzare i guasti
•  Dotarsi di sufficiente personale in modo da eliminare il problema delle soppressioni e consentire la composizione massima dei treni
•  Dotarsi di procedure standardizzate in caso di guasti (es. fermate straordinarie di treni diretti, comunicazioni tempestive per consentire il trasbordo su altri treni nelle stazioni di interscambio come Milano Certosa)
•  Valutare l’adozione o l’acquisto di treni più capienti (treni a due piani invece che a un piano singolo, treni con maggiori posti a sedere e maggior spazio per i posti in piedi)
•  Rivedere le tracce orarie (es. a Vanzago anni fa passavano più treni nelle ore di punta, che poi sono stati tolti)
•  Concordare che i treni merci non passino nelle ore di punta per non sovrapporsi ai servizi pendolari.

Eventuali interventi infrastrutturali: 
•  Valutare la possibilità di aggiungere carrozze oltre l’attuale composizione massima per i treni che attestano a Porta Garibaldi in superficie, realizzando gli interventi di allungamento delle banchine ove necessario
•  Realizzare binari di sorpasso nelle stazioni
• Realizzare tronchini di ricovero di eventuali treni guasti nei tratti dove c’è sufficiente spazio tra la ferrovia e le abitazioni

lunedì 21 novembre 2022

Europa Verde: solidarietà al rappresentante dei pendolari denunciato da Trenord

Comunicato stampa Europa Verde

Europa Verde della Lombardia esprime totale solidarietà al Presidente del Comitato pendolari della linea Milano - Mortara - Alessandria, Franco Aggio, che ha ricevuto dall'ufficio legale di Trenord una richiesta di risarcimento danni di 10mila euro per aver "divulgato notizie diffamanti" su Trenord.
Come se lo stato di collasso (Trenord ha la più bassa percentuale di puntualità di tutte le regioni d'Italia) dei treni regionali non fosse conosciuto da tutti i pendolari, dalla stampa, dai lombardi e dalle forze politiche. E' paradossale vedere un'azienda pubblica, che gestisce con risorse pubbliche un servizio pubblico, denunciare il rappresentante dei suoi clienti (i pendolari).
L'atteggiamento intimidatorio dei manager dimostra che le notizie che Trenord vorrebbe censurare consistono nella diffusione di un monitoraggio dei ritardi e delle soppressioni dei treni della linea Milano - Mortara realizzato utilizzando l'app informativa della stessa Trenord. Sorprende che tali dati (quantità dei ritardi e cancellazioni), causati da Trenord (che gestisce i treni) e da RFI (che gestisce la rete), siano stati contestati solo da Trenord e che quindi RFI non li abbia trovati così erronei da "ledere la società e i suoi dipendenti".
Dalla nascita di Trenord sono stati lesi i diritti dei pendolari, mal gestite enormi risorse pubbliche e anche quelle dei dipendenti, visto che solo nell'ultimo anno sono stati effettuati 16 scioperi.

domenica 6 febbraio 2022

MI.MO.AL RISPONDE A TRENORD: LA GUERRA DEI NUMERI

Da associazione Mi. Mo. Al

Come clienti di Trenord siamo grati al dott. Garavaglia che, finalmente in data 2 febbraio 2022, ci fa sapere a 360 gradi le motivazioni di tante cancellazioni e ritardi di Trenord. Qualcosa però non torna e vorremmo quindi puntualizzare alcune cose e spiegarne altre, fornendo numeri e percentuali di fonte Trenord stessa.

Passiamo in rassegna punto per punto la lettera di Trenord:

1) ASSENZE: Trenord afferma che ha avuto il 15% di assenze (330 unità) del personale mobile ma non spiega perché con tale numero di assenze ha cancellato da Natale all'Epifania circa il 25% delle corse mentre con assenze dal 26% al 32% (dichiarazioni in consiglio regionale il 18 gennaio 2022 dell'assessore alla sicurezza De Corato) riesce a cancellare solo il 12% delle corse. Misteri della matematica e dell'organizzazione interna di Trenord. Altresì sono state cancellate tutte le corse serali imponendo di fatto un coprifuoco che nessuna autorità ha emanato.

2) CANCELLAZIONI PER MANCANZA DI PERSONALE: risponde parzialmente al vero quanto comunicato da Trenord cioè che dal 10 gennaio 2022 le cancellazioni sono state mediamente del 10%, ma non così per il periodo precedente, dal 24 dicembre 2021 al 7 gennaio 2022. Ci permettiamo di dare un po' di numeri anche noi (fonte App di Trenord):

- dal 3 al 5 gennaio sull'intera rete (servizi Tilo compresi) sono stati cancellati quotidianamente circa 550 treni (il 26%) sui 2100 programmati; con punte quotidiane del 49% sulla S9, del 45% sulla Gallarate-Luino, 48% Colico-Chiavenna, 43% Como-Lecco, 56% Cremona-Treviglio, 42% Brescia-Parma, 44% Milano-Lodi-Cremona-Mantova,42% Pavia-Torre Beretti-Alessandria, 83% Voghera-Piacenza, 46% S2-S4;

- per quanto riguarda le linee che conosciamo meglio la situazione è stata la seguente:

a) S13: cancellato il 20% delle corse il 3, 4 e 5 gennaio;

b) Voghera-Milano: cancellato il 17% delle corse il 3, 4 e 5 gennaio;

c) Milano-Stradella: cancellate mediamente il 27% delle corse (con punte del 34%) dal 3 al 7 gennaio;

d) Pavia-Mortara-Vercelli: il 24 dicembre cancellato il 18,5%, il 25 dicembre il 66,7%, il 26 dicembre il 50%, il 1° gennaio il 41,7%, il 3, 4 e 8 gennaio il 25,9%;

e) Milano-Mortara-Alessandria: il 25 e 26 dicembre cancellato il 29,4% delle corse, il 1° gennaio il 44,1%, il 3 gennaio il 27,1%, il 4 gennaio il 31,3%, il 5 e 7 gennaio il 29,2%, 8 gennaio il 25,6%. Dal 10 al 16 gennaio il 8,2%, dal 17 al 23 gennaio il 8,2% e dal 24 al 30 gennaio il 6,9%.

Dati provenienti da Trenord stessa.

3) CONSISTENZA NUMERICA DEL PERSONALE: Trenord era in difficoltà già prima della pandemia infatti a fine 2018 ha cancellato e/o trasformato in bus il 10% delle 2400 corse giornaliere che solo in minima parte sono state ripristinate negli anni successivi.

4) POSTI OFFERTI: Bisogna uscire dall'equivoco dei posti offerti: il contratto di servizio tra Regione Lombardia e Trenord prevede il pagamento di un corrispettivo in base al numero dei treni per km previsti ed effettuati, e non in base ai posti offerti. I treni programmati rientrano in 3 classi di velocità e in 3 classi in base al numero di posti offerti. Trenord deve rispettare tutti i parametri. Se non li rispetta, paga delle penali.. Quindi la penale è successiva al fatto che il treno venga effettuato, la discriminante è l'effettuazione dei treni programmati.

5) RISORSE ECONOMICHE: la scrivente Associazione MI.MO.AL ha così a cuore la sopravvivenza di Trenord stessa che fin da aprile 2020 ha inviato un documento al riguardo a regione Lombardia e a Trenord, senza ricevere, però, nessuna risposta.

6) RETE FERROVIARIA SATURA: Affermare, da parte di Trenord, che la produzione del 2018 (quasi 2400 treni quotidiani) fosse un record effimero e impossibile da mantenere in quanto la rete ferroviaria lombarda è satura risulta strano. Se così fosse, perché sono state tagliate corse non solo sulle linee trafficate ma anche alla sera, nei festivi e su linee locali poco trafficate?

7) PUNTUALITÀ E SOPPRESSIONI: Confrontare puntualità e soppressioni del 2018 con il 2021 è fuorviante: nel 2021 le corse sono inferiori quasi del 20% rispetto al 2018.

8 ) DEGRADO, INCUBI E DISASTRO:  Il degrado del servizio c'è, le giornate da incubo pure, al disastro speriamo di non arrivarci. Puntualità, frequenze, treni nuovi, arco di servizio, pulizia, informazione sono i principali ingredienti per un servizio di qualità: Trenord dovrebbe solo perseguirli convintamente.

9) NUOVI TRENI: I mitici 222 nuovi treni in arrivo sostituiranno il 60% circa della flotta ma per vedere risultati i nuovi convogli devono essere allocati subito sulle linee che ne hanno più bisogno, cosa che non sta avvenendo. Le linee bisognose di nuovi convogli perché gli attuali hanno più di 30 anni sono: Milano-Mortara-Alessandria, Milano-Voghera, Milano-Stradella, S9, Milano-Piacenza (su tutte queste linee non si sa quando arriverà il primo treno nuovo, non sicuramente nel 2022) e poi Brescia-Cremona, Cremona-Treviglio, Bergamo-Brescia, e Brescia-Parma (su queste i nuovi convogli sono previsti dal 2° semestre 2022). Però Trenord è stata velocissima a introdurre i nuovi convogli su due tratte in cui i convogli attualmente circolanti hanno 8 anni di anzianità (Bergamo-Pioltello-Milano) e 5 anni di anzianità (Milano-Porto Ceresio); è urgente, appropriata e non discriminatoria questa distribuzione? L'associazione MI.MO.AL dal 2019 chiede a Regione Lombardia e a Trenord il cronoprogramma e la tipologia di allocazione dei nuovi convogli sulle varie linee: balbettii e silenzi come risposte.

10) LE RISPOSTE FIUME: Ci auguriamo che Trenord possa iniziare a rispondere – e seriamente – non solo a reclami palesi come quelli di queste settimane, ma anche a chi le scrive per fare proposte costruttive.

11) SEDICENTI: Infine il termine "sedicente" rappresentante dei viaggiatori ci sembra poco rispettoso per coloro che sono stati regolarmente e democraticamente eletti (come da legge regionale vigente) dedicando gratuitamente molto tempo ed energie per rappresentare e difendere i viaggiatori lombardi.


mercoledì 2 febbraio 2022

Trenord contro i pendolari. Dai comitati

Il disastro di Trenord non merita ulteriore narrazione, i primi commenti si chiedono se si è su scherzi a parte. 

Oltre al danno la beffa.Ti rovinano la vita e in più ci fan campagna elettorale e negano l'evidenza. 

Video https://m.youtube.com/watch?v=sLi3n8FsR4c

Dal comitato tpl Saronno 

 Pubblichiamo integralmente lo stranissimo comunicato con il quale l'Azienda privata fa le veci del Presidente Fontana.

Poiché i rappresentanti dei viaggiatori sono "sedicenti", invitiamo i cittadini ad aggiungere i loro commenti, se ritengono.













giovedì 7 ottobre 2021

17 ottobre h.9 Vanzago Manifestazione contro il terzo e quarto binario rho parabiago

riceviamo dal comitato Rho Parabiago 

DOMENICA 17 OTTOBRE a Vanzago si terrà una MANIFESTAZIONE/FLASH-MOB CONTRO IL PROGETTO DI POTENZIAMENTO RHO-PARABIAGO.

Il Governo, dopo aver ottenuto i fondi europei presentando falsamente all'Europa questo progetto come un progetto per l'Alta Velocità, quest'estate l'ha persino commissariato per accelerare la realizzazione, nominando come commissario l'amministratore delegato di RFI. Insomma, oltre al danno la beffa. 
Per questo riteniamo doveroso organizzare un'iniziativa forte per denunciare all'opinione pubblica le gravi criticità del progetto e l'azione del Governo.
Durante la manifestazione saranno effettuate delle riprese per realizzare un filmato divulgativo sugli impatti del progetto.
TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE.


mercoledì 24 marzo 2021

3° e 4° binario vanzago.rho. PROGETTO ANNULLATO DALLA MAGISTRATURA MA INSERITO NEL RECOVERY PLAN

riceviamo e volentieri pubblichiamo,  dal comitato Rho Vanzago

questo il testo per la "mail bombing" promossa dal comitato

 Spett. Redazione,

Vi segnalo che nel Recovery Plan è stato inserito il progetto di un'infrastruttura ferroviaria già annullato dalla magistratura, che comporta altissimi costi ambientali, sociali ed economici e che aumenta il rischio di gravi incidenti in caso di deragliamento dei treni. 
Il progetto ha seguito un iter tortuoso (e per nulla trasparente) dal 2009 ed è stato più volte bocciato.
Ora, dopo più di dieci anni, viene nuovamente riproposto, senza risolvere le gravi criticità che sono intrinseche nella localizzazione dell'opera.
Ritengo molto grave che si voglia approfittare dei fondi Next Generation EU per finanziare un progetto che non risponde minimamente ai criteri di innovazione e sostenibilità che vengono richiesti dalla Commissione Europea e dichiarati (a parole) dall'Italia.  

Allego la lettera, purtroppo finora inascoltata, inviata al Governo dal comitato che da anni si oppone al progetto, per chiederne la cancellazione dal Recovery Plan. Vi sarei grato se voleste portare la questione all'attenzione dell'opinione pubblica, perchè non passi sotto silenzio.
Il Comitato Rho-Parabiago è a disposizione per fornire maggiori informazioni e documentazione per approfondire la tematica

venerdì 19 febbraio 2021

Osservazioni al Progetto di potenziamento ferroviario Rho-Gallarate: Centinaia di NO dei cittadini

 COMUNICATO STAMPA COMITATO RHO-PARABIAGO

Il 12 febbraio si è chiuso il periodo utile per la presentazione delle osservazioni dei cittadini al Progetto di potenziamento ferroviario della tratta Rho-Gallarate – Quadruplicamento Rho-Parabiago, dopo l’avviso di avvio del procedimento espropriativo emesso da Italferr.

Quello che nella prassi procedurale e nelle intenzioni di Italferr doveva essere un semplice passaggio formale, è diventato invece l’occasione per una vera e propria mobilitazione dei cittadini: non solo dei cittadini che rientrano negli espropri previsti da Italferr o che risiedono lungo la linea ferroviaria, ma di tutti i cittadini che hanno senso civico, sensibilità ambientale e rispetto per il territorio. Quello che purtroppo manca totalmente in questo progetto.

domenica 7 giugno 2020

bici e trasporto pubblico. intermodalità tra tpl e bici,e mobilità sostenibile

riceviamo e volentieri pubblichiamo
https://www.change.org/p/attilio-fontana-bici-e-trasporto-pubblico
Il rapporto tra inquinamento e diffusione del Virus è ormai noto; la bicicletta sui treni è una realtà diffusa in nord Europa da oltre 40 anni, mentre il governo centrale destina fondo per l'acquisto delle bici e promuovere una conversione dello stile di vita per la mobilità, Trenord, controllata di Regione Lombardia, pensa di togliere e fortemente ridurre il trasporto delle bici, senza considerare che le indicazioni europee del 1996 (libro bianco della mobilità sostenibile, Commissione Europea) indicano di favorire il trasporto intermodale e indicano almeno 20 posti bici per treno.

venerdì 1 febbraio 2019

biglietto ATM, perchè l'aumento del biglietto è sbagliato

riceviamo e volentieri pubblichiamo       fonte:    milano-tariffe-atm-perche-non-facciamo-il-tifo-per-sala
(portiamo all'attenzione che non vengono considerati ne citati nell'articolo le tematiche ambientali, che dovrebbero contraddistinguere le policy in una città di forte come Milano con forte inquinamento, e si limita alle motivazioni sociali; ampiamente condivisibili; consideriamo quindi una parte imprescindibile del dibattito pubblico, sul rischio aumento, la parte sociale, oltre alla parte ambienale) (come si può promuovere il trasporto pubblico, aumentandolo del 100% in meno di 6 anni?)
di Giorgio Simoni      
"Maggiore è la percentuale dei costi di un servizio pubblico coperta dalla tariffa, anziché dalla fiscalità generale, e maggiore è la sua iniquità. "
La questione dell’incremento delle tariffe del trasporto pubblico a Milano sta occupando in questi giorni le pagine locali dei quotidiani, per via della polemica a più riprese tra il Sindaco Beppe Sala e il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

mercoledì 31 ottobre 2018

Anche Città metropolitana ricorre al Tar insieme ai Parchi Sud, del Ticino, Comuni e associazioni

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Anche Città metropolitana ricorre al Tar insieme
ai Parchi Sud, del Ticino, Comuni e associazioni
31 ottobre 2018. Anche Città Metropolitana si unisce agli altri enti per bloccare il progetto della superstrada Vigevano Malpensa, approvato dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) a soli quattro giorni dalle elezioni nazionali del marzo scorso. Un fatto eclatante che non aveva comunque smontato gli animi dei cittadini e degli Amministratori pubblici. 

mercoledì 24 ottobre 2018

Posizione del Comitato Rho-Parabiago sul progetto di Potenziamento ferroviario Rho-Gallarate (3°-4° binario)

Il potenziamento della linea Rho-Gallarate mediante l'allargamento della sede ferroviaria esistente non è fattibile con gli adeguati margini di sicurezza e sostenibilità che una tale opera necessariamente richiede, dati i vincoli fisici presenti sul territorio (abitazioni e stabilimenti produttivi adiacenti alla ferrovia lungo tutta la tratta). Questo dato di fatto era alla base della progettazione preliminare ed è stato confermato dal Ministero dell'Ambiente, dal TAR, dal Consiglio di Stato e dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. Inoltre è stato ulteriormente riconfermato dalle problematiche di sicurezza, rumore, vibrazioni e interferenze con edifici residenziali e altre infrastrutture (canali, strade, ponti, sottopassi ecc.): problematiche che sono rimaste irrisolte (e irrisolvibili) nonostante il progetto sia stato ripresentato per 3 volte (quella in corso è la quarta).
Questo spiega anche l'altissimo costo dell'opera: 402 milioni di € per soli 8,9 km di linea (fino a Parabiago) e 728 milioni di € per 25 km (fino a Gallarate)

lunedì 3 settembre 2018

Richiesta di archiviazione del progetto di potenziamento Rho-Gallarate

Riceviamo e pubblichiamo.
Il Comitato Rho-Parabiago rende noto di aver inviato una lettera al Governo e una a Regione Lombardia al fine di chiedere l’archiviazione del progetto di potenziamento Rho-Gallarate.
Poiché il progetto si trova ancora una volta al vaglio del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nonostante i ripetuti annullamenti, le criticità tecniche e gli impatti ambientali unanimemente riconosciuti, il Comitato vuole riportare l’attenzione sulle criticità del progetto, che era stato annullato dal Tar nel 2012, con sentenza confermata dal Consiglio di Stato, e respinto anche dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2014, per motivi non solo procedurali, ma anche tecnici e ambientali.

martedì 31 ottobre 2017

disfunzioni ferroviarie e un esempio di civismo


ci segnalano e pubblichiamo;
un esempio di civismo, ovvero alle lamentele, si fan seguire i fatti; l'episodio, sintetizza egregiamente la situazione del trasporto pubblico lombardo
repetita juvant, invece di pensare a nuove autostrade nei parchi regionali, sarebbe opportuno, salvaguardare e fare manutenzione al trasporto pubblico locale


giovedì 13 luglio 2017

L’A.D. DI TRENORD, CINZIA FARISE’, INCONTRA I COMUNI DELLA TRATTA FERROVIARIA MILANO-MARTARA

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Comune di Albairate
Città Metropolitana di Milano
L’A.D. DI TRENORD, CINZIA FARISE’, INCONTRA I COMUNI DELLA TRATTA FERROVIARIA MILANO-MORTARA
La nostra tratta inserita è tra le direttrici “osservate speciali” e prioritarie per i prossimi interventi. _____________________
In data odierna presso la sede di Trenord a Milano si è tenuto un incontro tra i vertici dell’azienda ferroviaria, nella persona dell’amministratore delegato,Cinzia Farisè, e i sindaci di Vigevano, Mortara, Abbiategrasso, Parona, Albairate, Corsico, Trezzano sul Naviglio, Gambolò, una delegazione di capigruppo consiliari del comune di Vigevano, una di consiglieri della Provincia di Pavia e una di consiglieri regionali composta da Silvia Piani e Fabrizio Cecchetti.

mercoledì 5 luglio 2017

pendolari e mobilità parte due

dal web. 
da Business Insider   
Per i pendolari lombardi si è appena chiuso un mese di passione. A giugno, la media giornaliera dei treni soppressi, che in genere si ferma all’1%, è arrivata al3,5%. L’azienda dice che è colpa del caldo e dei treni vecchi, ma la risposta è più complessa di così e si può riassumere, alla fine, in un vizio d’origine: i manager che negli scorsi anni hanno guidato Fnm – la società per azioni di Regione Lombardia che controlla Trenord – hanno sbagliato strategie, usando spesso l’azienda per arricchirsi e per accrescere il proprio potere e la propria rete di influenze.
continua

Pendolari della Lombardia in balia di.... art. da Business Insider

Dopo  gli incredibili episodi a danno dei pendolari e degli attivisti del comitato pendolari, che tra mobbing, stalking, spruzzate di off in faccia e altre carognate, ecco cosa vogliono nascondere, e da questo sito, non certo ascrivibile a pericolosi "mangiabambini" e "mangiapreti", ecco la realtà lombarda
"invece di pensare ad autostrade nei parchi...."

La mangiatoia delle Ferrovie Nord: un decennio di nepotismo e consulenze d’oro ai danni dei pendolari

9 aprile 2011, nasce Trenord. Ci sono l'ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni, con l'allora assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo il presidente di FnmGroup, Norberto Achille, l'ex ad di Fs Mauro Moretti, Vincenzo Soprano e Giuseppe Biesuz
La foto in alto, scattata il 29 aprile 2011, immortala il giorno della nascita di Trenord, il secondo vettore ferroviario italiano, società di proprietà di Regione Lombardia e Fs, che ogni giorno trasporta 750 mila pendolari lombardi. Secondo la narrazione, Trenord oggi offre il miglior servizio di trasporto pubblico locale in Italia e viene sempre citata dal presidente lumbard Bobo Maroni come esempio di società pubblica virtuosa. Ma è puro storytelling. Come ogni pendolare ben sa, la società non è mai stata in grado di raggiungere le prestazioni minime richieste dal contratto di servizio in fatto di puntualità (lo standard dovrebbe essere il 95% dei treni, a stento ha raggiunto l’86%) né, nonostante le promesse dei vertici regionali, ha mai dato tutti i treni nuovi promessi sulle varie tratte. Mancanza di fondi, è sempre stata la scusa di manager e politici.

SE PEDEMONTANA RISCHIA DI FALLIRE..

.riceviamo e volentieri pubblichiamo
Comunicato del Coordinamento No Pedemontana
Tre giudici della procura di Milano hanno richiesto la dichiarazione di fallimento della società Pedemontana; il tribunale si pronuncerà il 24 luglio su quello che in realtà tutti sappiamo, a prescindere dalle decisioni che verranno assunte: PEDEMONTANA E’ GIA’ FALLITA.
continua a leggere

domenica 2 luglio 2017

GLI SCALI FERROVIARI PER IL CLIMA E PER LA CITTA’ METROPOLITANA

al Sindaco della Città Metropolitana di Milano Giuseppe Sala
alla Vicesindaca della Città Metropolitana di Milano Arianna Censi
al Consigliere metropolitano delegato a Pianificazione Territoriale, Parchi, Ambiente Pietro Mezzi
ai Consiglieri e alle Consigliere Metropolitani/e
al Sindaco del Comune di Milano Giuseppe Sala
alla Vicesindaca del Comune di Milano Anna Scavuzzo
all’Assessore all’Urbanistica del Comune di Milano Pierfrancesco Maran
agli Assessori e alle Assessore del Comune di Milano
ai Sindaci e alle Sindache dei Comuni della Città Metropolitana
al Presidente del Consiglio Comunale di Milano Lamberto Bertolè
ai Consiglieri e alle Consigliere del Consiglio Comunale di Milano,
ai e alle Presidenti dei Municipi di Milano,
ai Consiglieri e alle Consigliere dei Municipi di Milano,
ai e alle responsabili politici/che dei partiti e dei movimenti politici milanesi: Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano, Partito Umanista, Possibile, Sinistra Italiana, Sinistra per Milano

GLI SCALI FERROVIARI PER IL CLIMA E PER LA CITTA’ METROPOLITANA

Il riuso e la riqualificazione degli ex scali ferroviari deve essere un’occasione per combattere i cambiamenti climatici, per contribuire ad abbassare la CO2 e i gli altri gas nocivi in una Milano che è tra le città più inquinate d’Europa e del mondo.
Quindi a nostro parere:
  1. Per prima cosa è dannoso decidere sugli ex scali ferroviari, ben 1.250.000 metri quadrati rimasti inutilizzati per tanti anni, in fretta e furia mediante un Accordo di Programma tra Comune di Milano e FS Sistemi Urbani, avulso dalla revisione del Piano comunale di Governo del Territorio e dall’elaborazione del Piano Territoriale Metropolitano, e senza una adeguata partecipazione dei cittadini e delle cittadine; non basta il semplice ascolto della sola cittadinanza milanese, mentre occorre una vera e propria partecipazione a livello metropolitano, come richiesto tra l’altro da vari Consigli comunali facenti parte della Città Metropolitana di Milano. Il Comune di Milano, da parte sua, deve indire una vera e propria udienza pubblica come prevista dall’art. 28 del Regolamento comunale per l’attuazione dei diritti di partecipazione popolare.

martedì 20 giugno 2017

Su ATM decide Milano! Giovedì 22 giugno ore 21 presso il CAM Garibaldi di Corso Garibaldi 27, Milano

Che cosa sarà di ATM? Tra voci di possibili acquisizioni da parte di Ferrovie dello Stato (in odore di quotazione in borsa) e tutte le incognite sulla “messa a gara” del servizio di trasporto pubblico della città di Milano, il futuro della Azienda Trasporti Milanese non è per niente chiaro.

Si va verso la privatizzazione? Le dichiarazioni ufficiali lo negano. Ma nell’Italia delle privatizzazioni forzate (ancora oggi il governo non ha dato attuazione al referendum del 12-13 giugno 2011 sulla ripubblicizzazione dell’acqua) dubitare delle dichiarazioni ufficiali è d’obbligo.

Il trasporto pubblico, esattamente come la gestione del servizio idrico integrato, è un boccone succulento per gli operatori finanziari. Garantisce l’accesso a un mercato a domanda rigida, offre la possibilità di accedere a finanziamenti pubblici e consente di “influenzare” le amministrazioni aprendo nuovi spazi a speculazioni e operazioni economiche sul territorio, garantendo anche di avere voce in capitolo (o posizioni di forza) quando si aprono le possibilità di partecipare agli investimenti per le infrastrutture legate alla mobilità.

lunedì 6 marzo 2017

Change.Org Scali Ferroviari. Referendum

riceviamo e volentieri pubblichiamo
Gli scali ferroviari milanesi non vengono più usati per il trasporto di merci e passeggeri.
Queste aree erano state espropriate dallo Stato e pagate con denaro pubblico al fine di convertirle in infrastrutture collettive.
Nel 1985 le Ferrovie dello Stato danno il via ad un processo di privatizzazione e nel 1992 diventano una Società per Azioni. Tutte le aree espropriate per l’interesse collettivo sono così entrate nelle disponibilità della nuova S.p.A.
Oggi FS vorrebbe mettere sul mercato 1,25 milioni di metri quadrati suddivisi in 7 scali (Farini-Garibaldi, Greco, Lambrate, Rogoredo, Romana, Porta Genova e San Cristoforo).
Per massimizzarne il profitto ha bisogno che il Comune di Milano conceda l’edificazione per milioni di metri cubi.
Ma gli scali sono aree che lo Stato italiano ha già pagato e per questo motivo dovrebbero essere impiegate per scopi sociali e non oggetto di speculazione immobiliare per arricchire una Società per Azioni in attesa di quotarsi in borsa.
Pretendiamo che tali aree rimangano di uso pubblico e che le loro destinazioni vengano decise con un vero dibattito aperto a tutti al termine del quale verrà indetta una consultazione referendaria.
Questa petizione sarà consegnata a:
  • SINDACO DI MILANO
    GIUSEPPE SALA
  • Presidente di Regione Lombardia
    Roberto Maroni