sabato 17 gennaio 2026

Il falò di Sant'Antonio. Ossona (Mi) 17.1.2026 foto e video quiMilano

 Una tradizione che si perde nella notte dei tempi, un appuntamento sempre atteso, .

Da Ossona, piccolo Comune di 4000 abitanti a 15 km, a ovest, da Milano. 

Video quiMilano 


In questi anni i falò sono stati anche occasione di attivismo, dal falò di san Precario alla Garbatola di Nerviano, ai falò contro la discarica di Casorezzo (Milano). 

Una pagina di storia!

Video quiMilano 


Nonostante le lotte dei cittadini, comitati e associazioni, la destra che da 32 anni ininterrotti governa la Lombardia, dopo aver esautorato i comuni dal parco Sud Milano col nuovo statuto, aver portato autostrade nei parchi regionali, ora, dopo i rifiuti, vorrebbe coprire l'ultima campagna di pannelli fotovoltaici.


















venerdì 16 gennaio 2026

Vittoria dei lavoratori di Malpensa, oltre 6.000 euro netti a lavoratore

 Riceviamo e pubblichiamo, in questo pesa ancora di più l'ipocrisia della giunta Sala 

La Corte d’Appello di Milano ha confermato la sentenza del Giudice del Lavoro di Busto Arsizio che aveva accolto il ricorso presentato da un gruppo di lavoratori di ALHA operanti a Malpensa, assistiti dal servizio legale di CUB Trasporti.

➡️ Riconosciuti oltre 6.000 euro netti di arretrati per ciascun lavoratore

➡️ Risarcimento dovuto per l’omesso lavaggio, da parte aziendale, dei DPI obbligatori

➡️ Confermato il principio: un’ora di straordinario per ogni settimana lavorata a carico del datore di lavoro

Una sentenza che ristabilisce un diritto elementare e che rappresenta anche un parziale ristoro rispetto a un rinnovo del CCNL 2023 del tutto insufficiente, incapace di recuperare inflazione e sette anni di vacanza contrattuale, senza alcuna reale mobilitazione da parte dei sindacati confederali.

Sconcertante è inoltre la scelta di firmare accordi separati con le aziende, con importi irrisori e incongrui rispetto a quanto accertato dai giudici, invece di aprire una vera vertenza collettiva.

➡️ CUB Trasporti prosegue il deposito delle cause su tutte le aziende di Linate e Malpensa, coinvolgendo centinaia di lavoratori

➡️ Le aziende devono garantire un vero servizio di lavaggio DPI, non sistemi pensati per scoraggiarne l’utilizzo

#cubnazionale #CUBTrasporti #DirittiLavoratori #DPI #SicurezzaSulLavoro #Malpensa #Linate #GiustiziaDelLavoro

mercoledì 14 gennaio 2026

Lombardia, Amministrative 2026, i comuni al voto.

Bergamo

 Nei tredici Municipi di Almè, Borgo di Terzo, Cene, Cividate al Piano, Clusone, Colere, Fuipiano Valle Imagna, Gazzaniga, Mezzoldo, Oneta, Parzanica, Sorisole e Valleve si votò per le Amministrative nel 2020, in piena pandemia. Data l’emergenza quell’anno il voto era slittato in autunno. E il mandato degli amministratori – come da circolare del ministero dell’Interno – è stato prorogato: il rinnovo, quindi, non cade nel 2025 (secondo la scadenza «canonica» dei 5 anni), ma nella primavera del 2026. Ai «prorogati» si aggiunge anche Solto Collina, il cui Consiglio comunale da giugno è stato sospeso.

Brescia 

 I Comuni bresciani che andranno al voto la prossima primavera sono Capriano, Corte Franca, Lonato, Magasa, Quinzano, Roncadelle, Rovato e Travagliato, ai quali si aggiunge Cellatica per la prematura scomparsa del sindaco Marco Marini, eletto nel 2024 e scomparso nel giugno scorso. Saranno chiamati alle urne oltre 62 mila elettori su una popolazione complessiva di 83 mila cittadini.

Como

I Comuni al voto nel 2026

I Comuni comaschi che avevano votato nel 2020 e saranno chiamati a rinnovare le amministrazioni nel 2026 sono Campione d'Italia, Lambrugo, Valsolda, Plesio, Asso, Lipomo, Casnate con Bernate, Montorfano, Domaso, Turate.

I Comuni al voto nel 2027

Nel 2027 sarà invece il turno dei Comuni che avevano rinnovato i Consigli comunali nel 2021: Caglio, Carate Urio, Carbonate, Cavargna, Eupilio, Faloppio, Grandola ed Uniti, Gravedona ed Uniti, Griante, Inverigo, Lambrugo, Lasnigo, Nesso, Novedrate, Olgiate Comasco, Pianello del Lario, Pigra, Ponna, Pusiano, Sormano, Tavernerio, Trezzone, Veleso.

Cremona


Mantova

A Mantova, Viadana, Curtatone, Monzambano e Castel d’Ario eletti nel 2020 i sindaci uscenti. Caso a parte quello di Gazzuolo che è stato commissariato a tre anni dalle amministrative.

Milano (ovest, altomilanese)

L’Alto Milanese si prepara già alle prossime tornate amministrative. In alcuni comuni i mandati sono già scaduti e in altri scadranno il prossimo anno: il tutto succede a causa degli sfasamenti dovuti alla pandemia. Oltre a Legnano, infatti, il prossimo anno si voterà anche a Parabiago e Cuggiono, dove la scadenza naturale dei mandati era nel settembre di quest’anno. Altri comuni come Nerviano, Dairago, Villa Cortese e Buscate, dove teoricamente i sindaci avrebbe concluso i loro incarichi nel 2026 (si era votato nell’ottobre 2021), scivoleranno al voto non il prossimo anno bensì nella primavera del 2027.


domenica 11 gennaio 2026

𝗔𝗹𝗲𝗶𝗱𝗮 𝗚𝘂𝗲𝘃𝗮𝗿𝗮: 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝘂𝗿𝗼 è 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

 𝗔𝗹𝗲𝗶𝗱𝗮 𝗚𝘂𝗲𝘃𝗮𝗿𝗮: 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝗽𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗠𝗮𝗱𝘂𝗿𝗼 è 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗿𝗲𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.

𝑇𝑟𝑎𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑎𝑙𝑙’𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑠𝑝𝑎𝑔𝑛𝑜𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝐴𝑙 𝑀𝑎𝑦𝑎𝑑𝑒𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑝𝑎𝑛̃𝑜𝑙

𝐹𝑜𝑛𝑡𝑒 𝑜𝑟𝑖𝑔𝑖𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝐴𝑙 𝑀𝑎𝑦𝑎𝑑𝑒𝑒𝑛 𝐸𝑠𝑝𝑎𝑛̃𝑜𝑙, 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜 𝑖𝑙 9 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 2026

𝑇𝑟𝑎𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛 𝑖𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑎 𝑐𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑖 𝑆𝑖𝑙𝑣𝑎𝑛𝑎 𝑆𝑎𝑙𝑒

In un’intervista esclusiva, la dottoressa cubana ha condannato l’aggressione degli Stati Uniti, ha chiesto giustizia per i caduti e ha invitato i popoli all’unità e ad azioni concrete.

La dottoressa e scrittrice cubana Aleida Guevara, figlia del comandante rivoluzionario Ernesto Che Guevara, ha analizzato in un’ampia intervista ad Al Mayadeen la recente aggressione militare statunitense contro il Venezuela, definendo il rapimento del presidente Nicolás Maduro un crimine e lanciando un urgente appello all’unità dei popoli e a azioni internazionali decise.

Guevara ha spiegato quello che considera il modello storico della politica estera di Washington, sottolineando la necessità di una risposta coordinata dal Sud Globale per fermare quella che ha definito la prepotenza imperiale in declino.

Analisi dell’aggressione: un modello storico con obiettivi economici

Ha iniziato la sua dichiarazione esprimendo l’indignazione diffusa in America Latina, dove "gli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta la politica del bastone", sottolineando l’incapacità di Washington di dialogare su basi di parità.

L’intellettuale cubana ha smontato le accuse utilizzate per giustificare l’azione, evidenziando l’assenza totale di prove contro il presidente Maduro:

"Chi ha detto al governo degli Stati Uniti che loro sono la polizia internazionale?", ha domandato.

Con uno sguardo storico, ha tracciato un parallelo tra l’aggressione al Venezuela e operazioni precedenti, come l’invasione di Panama per controllare il canale, o quella in Iraq per il petrolio e la posizione geografica.

"Ogni invasione ha un obiettivo economico reale. In Venezuela si tratta di petrolio, acqua e minerali strategici. Attaccano quando i governi non si piegano", ha affermato.

Solidarietà con Cuba e enfasi sull’unità popolare

Di fronte a quella che ha considerato una reazione lenta e insufficiente della comunità internazionale, Guevara è andata oltre la condanna e ha proposto misure concrete. 

La sua proposta più importante è stato un boicottaggio energetico globale:

"Che ne dite se non vendiamo neppure una goccia di petrolio al governo degli Stati Uniti finché non restituiscono il presidente?".

Ha precisato che ciò non dovrebbe dipendere solo da Russia o Cina, ma da tutti i paesi produttori.

Ha criticato duramente il ruolo delle Nazioni Unite, la cui sede a New York e la dipendenza finanziaria dagli Stati Uniti, a suo avviso, ne compromette la capacità, proponendone il trasferimento nel "cuore dell’Africa" e l’eliminazione del diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza per una vera democratizzazione.

"Le Nazioni Unite devono essere sostenute dal denaro di tutti i grandi paesi e del mondo intero, non dagli Stati Uniti".

Con emotività, Guevara ha ricordato la morte di 32 cubani durante l’attacco del 3 gennaio, chiedendo giustizia per loro e per le loro famiglie, ribadendo la disposizione alla resistenza di Cuba di fronte a qualsiasi minaccia.

"Ma sapete cosa disse Fidel una volta? Quando un popolo energico e virile piange, l’ingiustizia trema. E noi aspettiamo che quella ingiustizia tremi davvero, perché ci è costata molto cara. Ci è costata la vita di uomini splendidi, meravigliosi, che stavano compiendo il loro dovere internazionalista", ha affermato.

Fiducia nel Sud Globale e nel ruolo di una comunicazione veritiera

Aleida Guevara ha espresso la sua fiducia nel potere emergente del Sud Globale, detentore delle principali ricchezze naturali.

"Gli Stati Uniti sono in declino, e per questo sono pericolosi, come un animale accerchiato", ha analizzato, confidando che l’unione dei popoli attraverso blocchi come i BRICS possa cambiare il rapporto di forze mondiale.

Infine, ha sottolineato il ruolo cruciale del giornalismo onesto in questa lotta:

"Un giornalista che si rispetti deve dire la verità", ha affermato, mettendo in guardia contro chi diventa un burattino al servizio di interessi contrari ai propri popoli.

Ha esortato i comunicatori a essere veicoli della verità per risvegliare la coscienza collettiva necessaria a rivendicare diritti e fermare le ingiustizie.

venerdì 9 gennaio 2026

Milano. 10.1.2026 corteo per il Venezuela. Mm rovereto h.14

 


Giù le mani dalla Palestina e dal Venezuela.

Due popoli sotto attacco, colpiti da guerre, sanzioni, occupazione e ingerenze imperialiste.

Il 10 gennaio scendiamo in piazza a Milano per affermare un principio semplice e non negoziabile:

➡ il diritto dei popoli all’autodeterminazione

➡ il rifiuto della guerra e del riarmo

➡ la condanna del sionismo e dell’imperialismo

➡ la libertà per i solidali palestinesi arrestati

➡ no alla repressione di diritti e salari

Ore 14:00

 Da via Giacosa – angolo via Bolzano (M1 Rovereto)

Contro la legge del più forte, contro l’ipocrisia delle istituzioni internazionali, contro chi alimenta conflitti e distruzione.

La solidarietà non è un reato. La resistenza dei popoli non si piega.

Roma e tutta Italia. Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana 10.1.2025

 

📍Domani a Roma📍manifestazione in difesa e solidarietà del Venezuela e contro l'illegittimo intervento armato statunitense.

"Giù le mani dalla Repubblica Bolivariana

Fermare l’imperialismo Usa e il sionismo

Libertà per Nicolás Maduro e Cilia Flores


MANIFESTAZIONE E CORTEO A ROMA 

SABATO 10 GENNAIO

ORE 15:00

Piazza dell’Esquilino, verso l’Ambasciata USA


Condanniamo il terrorismo di Stato statunitense che ha colpito la Repubblica Bolivariana del Venezuela e ha rapito il legittimo presidente Nicolas Maduro e Cilia Flores


Esprimiamo solidarietà e vicinanza al popolo di Chavez e al processo rivoluzionario bolivariano


Chiediamo l’immediato rilascio del presidente e della primera combatiente


Scendiamo in piazza per dimostrare la nostra solidarietà internazionalista al Venezuela, contro l’imperialismo Usa e i governi, come quello Meloni, che appoggiano il genocidio sionista in Palestina e l’aggressività degli Stati Uniti e il recupero colonialista della dottrina Monroe in America Latina."


Tra i promotori:

Potere al Popolo 

Unione Sindacale di Base (USB)

Arci Roma

Movimento diritto all'abitare 

Cred

Pacto Historico Colombia 

Plam

Movimento studenti palestinesi

Cambiare Rotta

Osa

Patria socialista

Rifondazione comunista

Rete dei Comunisti

giovedì 8 gennaio 2026

NON DIMENTICHIAMO LA RIVOLUZIONE BOLIVARIANA di Luciana Castellina

 ❗️#NON DIMENTICHIAMO LA RIVOLUZIONE BOLIVARIANA 

di Luciana Castellina - il manifesto, 7 gennaio 2026


Quello che mi preoccupa di quanto sta accadendo in questi giorni non è solo la sorte del Venezuela, mi allarma la sorte della nostra democrazia. Se finiremo per subire il diktat di Trump, lodandolo come ha cominciato a fare Meloni, oppure silenziosamente incassando il rapimento di Maduro in quanto fatto compiuto come quasi tutti gli altri capi di governo europei, sarà meglio smettere di credere che noi stessi viviamo in paesi democratici. Non c’entra tanto il giudizio su cosa ha fatto Trump, che per fortuna ha lasciato molti almeno interdetti, ma il criterio generalmente accettato con cui si definisce cosa e chi sia democratico e cosa e chi no.


Se si accoglie l’idea che Trump forse è stato eccessivo e però Maduro è realmente un pericolo da cacciare dalla scena per poter affidare le sorti della democrazia esattamente a quella compagine di destra che nel 2002, a poco più di un anno dalla elezione democratica di Hugo Chavez come presidente del Venezuela, operò un golpe contro di lui, allora possiamo dire addio anche alla nostra democrazia. Nei fatti, stanno tutti già trattando per avere una nuova leadership del Venezuela, in continuità proprio con i golpisti del 2002.


ACCETTARE l’idea che Maduro sia una minaccia mortale per la democrazia americana e mondiale e che dunque cacciarlo sia un’assoluta priorità è già una scelta compiuta. Salvo i paesi dei Brics, tutti stanno dando per scontato che non deve esserci più alcuna continuità con lo stato bolivariano ancora ufficialmente riconosciuto dall’Onu. Già si stanno facendo i nomi di chi lo dovrà rappresentare, tutti appartenenti all’area di coloro che arrestarono Chavez e però furono obbligati a restituirgli il potere perché sconfitti dalla protesta popolare.


Il popolo dei barrios è composto quasi solo da indios, quelli che le élite venezuelane, ristretta minoranza di discendenza europea, non considera neppure cittadini al punto da meravigliarsi dei tanti voti bolivaristi («chi sono? devono essere schede illegalmente messe nell’urna»). Ricordo bene quando il nome di Jimmy Carter, ex (raro) presidente Usa, membro di una commissione internazionale di sorveglianza sulla correttezza del voto, comparve sui muri di Las Rosas e Las Mercedes, i quartieri ricchi della capitale, accompagnato dalla indicazione «Kgb»: lo accusavano di essere un agente dei servizi sovietici!

C’È QUALCUNO che del golpe del 2002 ha sentito parlare e in questo contesto ricorda cos’è stata la straordinaria esperienza democratica che ha vissuto il Venezuela? Bisognerebbe rimettere in circolazione il bel documentario inglese girato in quei giorni a Caracas a partire dal momento in cui il presidente in carica viene arrestato nel palazzo di Miraflores. Poi le immagini della schiera dei golpisti trionfanti: i rappresentanti della Confindustria, la petrolifera Pdvsa, i sindacalisti corrotti e strapagati, un’estesa burocrazia, autorità ecclesiastiche di alto livello, signore della borghesia con il cappellino, una schiera di ambasciatori occidentali.

Infine, a valanga, le immagini del popolo che scende giù dai barrios sulle colline, una folla incredibile, disarmata ma così estesa che dopo tre giorni i golpisti sono costretti a cedere e a liberare il presidente incarcerato. Era passato poco dall’elezione di Chavez ma quanto il governo aveva cominciato a fare era già bastato a mobilitare quel pezzo di Venezuela che di solito non si vede: il film sembra un affresco di Diego Rivera, l’epopea del popolo nel palazzo di governo di Città del Messico.

SE OSI RICORDARE Chavez, ribattono secchi che Maduro non è Chavez, malauguratamente ucciso da un cancro nel 2013. Lui è un dittatore, anzi il più pericoloso dittatore esistente, «il capo del traffico mondiale di stupefacenti», accusa così ridicola che non vale la pena confutarla. Bisognerebbe interrogare in merito il presidente della Colombia, Petro, il primo capo di stato democratico eletto in quel paese, una delle più belle rare recenti vittorie. Certamente competente, visto che il suo paese è da sempre vittima della più potente rete di spaccio internazionale da cui sta cercando di liberarsi, proprio grazie al nuovo presidente.


Maduro certo non è Chavez, non ha la sua capacità, la sua cultura. È vero che ha preso misure anti democratiche, non perché ha cambiato l’impianto costituzionale ma perché è ricorso a decreti e ha proceduto ad arresti illegittimi. Molte accuse sono vere, ma mi fa orrore pensare che venga giustificato il suo rapimento per queste imperdonabili colpe.


SE È A QUESTA gara di democrazia che vogliamo partecipare, dovremmo riflettere su una questione decisiva: perché a partire da un certo momento c’è stata nella repubblica bolivariana del Venezuela un crescendo di violazione di diritti? Nemmeno uno che ricordi l’embargo omicida imposto dagli Stati uniti, misure pesantissime per un paese pur ricchissimo di materie prime ma con una struttura economica elementare, priva della possibilità di fornire quanto è indispensabile alla sopravvivenza di un popolo.


Cibo, innanzitutto, visto che il petrolio non si mangia. Peggio ancora l’embargo sui medicinali, un ingiustificato atto di una guerra che ha massacrato il paese: una Ong americana ha denunciato la morte di almeno 40mila venezuelani per mancanza di farmaci che avrebbero potuto salvarli. Questa vera e propria strozzatura del paese, analoga a quella imposta da 65 anni a Cuba, ha ovviamente prodotto malavita e ha incoraggiato l’emigrazione. E allora, giusto denunciare i molti errori che nel gestire questa situazione sono stati fatti da Maduro, un leader inadeguato a una situazione così difficile. Ma pesa il disinteresse che il nostro egoismo occidentale produce per tutto quanto non ci colpisce direttamente.


CARACAS ERA diventata la capitale della più interessante rivoluzione democratica dei nostri tempi, ma quasi nessuno in Europa le prestò attenzione, e quasi nessuno oggi ricorda cosa sia stata. Un’ignoranza che impedisce di giudicare il Venezuela di oggi e di valutare correttamente gli errori che di certo Maduro ha compiuto, non tali però da poterlo dipingere come il più pericoloso dittatore della storia. Accuse tra l’altro che ignorano i devastanti colpi che gli Stati uniti hanno inferto al paese in questi anni.


Tutto questo oltreché tristezza mi suscita una rabbia incontenibile anche perché io sono stata su e giù per il centro America negli anni a cavallo del millennio, in quanto vicepresidente della delegazione permanente del parlamento europeo nell’America centrale, un impegno mischiato a quello di inviata del manifesto, come è scritto in capo ai miei tantissimi articoli ritrovati in questi giorni nel nostro archivio.

ERANO GLI ANNI di Porto Alegre, dei Forum no global dove incontrarsi con Chavez o Morales era frequente e normale. Le cose da raccontare sulla fase ahimè bruscamente interrotta dal cancro che stroncò Chavez prima ancora che compisse 60 anni sono tante. Lui stesso si è fatto alcune critiche, innanzitutto non esser riuscito ad avviare un progetto di sviluppo economico del paese per concentrarsi sulla spesa sociale, quella destinata a garantire al popolo dei barrios l’istruzione, la salute, il potere. Perché, diceva, a me interessa in primo luogo il capitale umano. In realtà la sostanza del progetto economico c’era. Proprio quello che ha messo paura agli Stati uniti, lanciato a a Cuzko, antica capitale degli Incas, nel 180mo anniversario della vittoria dei popoli indigeni per liberarsi dallo schiavismo.

L’IDEA ERA creare un mercato comune che abbracciasse tutto il continente meridionale, come aveva fatto l’Europa. Ben più efficace dell’Unione europea – scrisse il grande economista brasiliano Theotonio dos Santos – perché si trattava di una comunità corrispondente a un’identità politico culturale fondata su un dato storico e geografico molto più forte di quello della Ue: l’aver sofferto tutti, ugualmente, della colonizzazione spagnola e portoghese, poi americana. Questo progetto è il peccato che gli Usa non perdonano, quello che mette loro paura e che Washington definisce la «pericolosa minaccia venezuelana alla sicurezza nazionale degli Stati uniti».

Parole di pace. Castano Primo, venerdì 9 gennaio h.21.

 Mentre tutto il mondo è ancora scioccato dal sequestro del Presidente della Repubblica del Venezuela, arrivano dichiarazioni del presidente americano sulla Groenlandia.

Mentre scriviamo il n delle vittime degli attacchi americani è salito a 100, tra cui 32 cubani.

Il coordinamento BICIPACE e i pacifisti dell'est ticino, intendono manifestare la propria solidarietà e vicinanza al popolo venezuelano e invitare a una riflessione a favore del dialogo, della diplomazia e del disarmo, a fronte di spese militari che vanno a pesare sulla vita di milioni di persone.

Il ritrovo in piazza Ardizzone a Castano Primo, venerdì alle 21, per una presenza nel nome della pace e del dialogo tra i popoli.

Promuove BUSCATE VERDI CIVICI 

aderiscono:

Associazione di amicizia Italia Cuba, di Milano e Varese

Verdi Europa Verde e reti civiche  Ovest Milano

Partito Rifondazione Comunista federazione di Varese





Magenta Cineteatronuovo. FilmForum, Trul Junior. Da giovedì 8 gennaio (pomeriggio e sera) 2° ciclo FilmForum.

 riceviamo e volentieri pubblichiamo



La Sala del Nuovo di Magenta festeggia durante questo secondo ciclo dell’imperdibile FilmForum i trentacinque anni di attività (serata speciale il 12 marzo ad ingresso libero). Una lunghissima striscia di proposte di qualità sia nel cinema che negli spettacoli teatrali o di narrazione auto-prodotti, tra cui spicca Ti Racconto Un Libro, nelle versioni “senior” e “junior”. Un impegno solido e durevole, quello della Sala ACEC (circuito diocesano milanese) magentina, i cui risultati si misurano con la fedeltà del pubblico, la capacità di attrarre una platea in costante rinnovamento e dai gusti diversi.

Volete sapere il segreto? Lo potrete chiedere alla Direzione della Sala di via San Martino a Magenta durante la serata speciale di giovedì 12 marzo 2026, quando, insieme alla torta gigante che coronerà la celebrazione si avrà modo di interloquire con lo Staff e percorrere insieme, anche attraverso spezzoni dei film più significativi proiettati, i 35 anni di attività costante e sempre al passo con i tempi.

L’adattabilità, senza rinunciare mai alla qualità delle proposte ed alla accessibilità anche economica agli appuntamenti, probabilmente è una delle chiavi per comprendere una fedeltà ed un successo che sorprende ancora gli stessi volontari della Sala.

Cinemateatro Nuovo di Magenta è senz’altro uno dei pilastri di tutto il magentino ( ma anche abbiatense e castanese ) per la diffusione e la formazione culturale ed artistica.

Cinema, teatro, musica, letteratura e commistioni varie nelle proposte del CTN MAGENTA la cui Sala partecipa attivamente anche alla vita del magentino con proposte per le Scuole ed iniziative cittadine.

Ne riparleremo a suo tempo. Intanto la Sala afferente alla parrocchia San Martino, dopo la proposta festiva natalizia con i film ed i beniamini del pubblico (la Sala ha servito il pubblico senza soluzione di continuità durante il periodo natalizio) riparte da giovedì 8 gennaio 2026 con il 2° ciclo 2025/2026 del seguitissimo FilmForum condotto da Marco Invernizzi e che vede, come da 35 anni a questa parte, i migliori titoli internazionali e nazionali del cinema, con il corredo di tematiche sociali ed individuali che i registi affrontano ciascuno con il proprio stile e sguardo.

Tante le possibilità di ridurre il prezzo di ingresso, già molto piccolo, attraverso le formule differenziate delle “CTN CARDS” e convenzioni con associazioni o centri commerciali (sul sito tutte le info).


FILMFORUM propone lo spettacolo serale delle 21:15 ma anche quello pomeridiano delle 15:30, comodo per chi non possa o non ami uscire la sera.

I prezzi del Filmforum variano dai 6€ del prezzo pieno serale ai 4€ del ridotto pomeridiano: in mezzo a questo intervallo opportunità varie di risparmio.

Dodici appuntamenti ogni giovedì (ore 15:30 ed ore 21:15), con alcune segnalazioni.

“Innanzitutto vorrei segnalare”, spiega Alberto Baroni da sempre direttore dello Staff e di Sala, “la novità di quest’anno : tre minuti di presentazione del film in proiezione da parte del critico cinematografico Gabriele Lingiardi, un giovane molto bravo formatosi all’interno di Acec che abbiamo avuto modo di far saggiare al nostro pubblico in qualche occasione e che ha riscosso il gradimento della nostra platea”. La presentazione a cura di Lingiardi precederà le proiezioni, non farà “spoiler” del film stesso ma darà alcune chiavi di accesso alle pellicole comprensibili con semplicità a tutto il pubblico. “Nelle occasioni di prova abbiamo avuto riscontri positivi da parte dei nostri utenti di sala e quindi contiamo sarà apprezzato da tutti”, sottolinea Baroni; “La brevissima introduzione al film non si sovrapporrà ma anzi si integrerà con il commento di Marco Invernizzi della sera in Sala alla fine del film”. Attenzione: i commenti di Marco Invernizzi rimangono fruibili sul sito di Sala e sempre sul canale YouTube di Cinemateatro Nuovo di Magenta, mentre le introduzioni di Lingiardi saranno proiettate sia al pomeriggio che alla sera e non verranno replicate.

Segnaliamo inoltre gli appuntamenti particolari ; oltre a quello del 12 marzo per i 35 anni della Sala, da tener presenti quello del 26 gennaio in occasione delle Giornata della Memoria con il bel film “Berlino, estate 1942” prezzo di ingresso a 4 € per tutti; stessa cosa per la Festa della Donna, il 5 marzo “Giovani madri” dei fratelli Dardenne.

Locandina, informazioni, approfondimenti, Ctn CARDS, biglietti online (senza commissioni aggiuntive grazie allo Staff di Sala) e molto altro lo trovate sul sito www.teatronuovo.com  dove potrete trovare anche i collegamenti ai canali socials e la possibilità di iscriversi alla newsletter di Sala ed alle notifiche WhatsApp su tutti gli appuntamenti.

Qui la presentazione degli appuntamenti : 

“Ricordiamo anche la stagione di ‘TiRaccontoUnLIbro Junior’, tre appuntamenti con la migliore letteratura per ragazzi narrata sul palco di Sala da compagnie dedicate ai ragazzi, tra febbraio e marzo, partenza il 1 febbraio 2026 “, ricorda Baroni.

“Daremo di volta in volta pubblicità a tutti gli appuntamenti ma ricordo al gentile pubblico che la Sala mette a disposizione con largo anticipo i programmi e le rassegne. Basta collegarsi al sito, ai canali socials, iscriversi ai nostri servizi di informazione personalizzata o semplicemente passando in Sala negli orari di apertura dove troverete le nostre brochure e le locandine”, conclude il Direttore di CTN MAGENTA.

Info e biglietti (senza commissioni): www.teatronuovo.com

Sul sito www.teatronuovo.com troverete tutte le informazioni 

Seguici sui nostri Social Facebook, Twitter, Instagram - Gruppo Facebook AMICI DI CTN MAGENTA

Magenta, data

PRESS - CTN STAFF 

CinemateatroNuovo - Sala della Comunità - ACEC Milano


sabato 3 gennaio 2026

Milano col popolo Venezuelano e il Presidente Maduro 3.1.2026

 Milano. Sabato 3 gennaio 2026. 

In seguito all'operazione militare degli USA che hanno rapito il legittimo Presidente della Repubblica Venezuelana e colpito siti militari e civili, nel capoluogo lombardo si sono svolti flash mob, presidi e un corteo a sostegno del popolo Venezuelano e contro la guerra imperialista.

Al presidio promosso dai sindacati e da ANPI, Arci e altre associazioni, hanno partecipato il senatore Pedullà del M5S, il consigliere regionale di AlleanzaVerdiSinistra Onorio Rosati, i consiglieri comunali di Milano, Carlo Monguzzi e Diana De Marchi. 

Video quiMilano 

https://www.facebook.com/share/v/1bdaeaqiDd/

















ANPI su aggressione Venezuela e mobilitazioni per la Pace3.1.2025

 “Il bombardamento di Caracas da parte degli Stati Uniti di Trump e, se confermato, il sequestro del presidente Maduro e della moglie, è una intollerabile aggressione che viola ogni norma del diritto internazionale. Questo attacco si aggiunge alla guerra in Ucraina causata dall’invasione russa, allo sterminio dei palestinesi a Gaza da parte di Israele, alle tensioni che stanno avvenendo in Iran, ai tanti conflitti in corso, e può far precipitare il mondo verso una deflagrazione generale. Il governo italiano, l’Unione Europea, le Nazioni Unite denuncino e condannino immediatamente gli Stati Uniti e questo spregiudicato uso della forza da parte della sua presidenza, in preda a una sconcertante deriva di illegalità e di sopraffazione.”

 La Segreteria nazionale ANPI 


Dalle realtà sociali milanesi 

❌Giù le mani dal Venezuela, giù le mani dalla Palestina! 

📣Fermare l’invasione U.S.A., fermare il genocidio. 

MILANO IN PIAZZA

h.16 Presidio in piazza Scala con @api.italia,  per la Palestina e gli arrestati 

H.17.30  tutt* al consolato USA, Largo Donegani

Gli Stati Uniti e tutti i loro complici solo nell’ultimo anno hanno bombardato Nigeria, Somalia, Siria, Iran, Yemen, Iraq e supportato in maniera determinante il genocidio del popolo Palestinese. 

Oggi tocca al Venezuela: bombardamenti nella notte su Caracas e tutto il Paese, sia obittivi militari che civili. 

Parlano di democrazia mentre destabilizzano, invadono, ammazzano, stuprano, rubano risorse naturali e rapiscono presidenti. E chi si ribella? E’ definito terrorista, ovviamente, oppure narcotrafficante. 

Milano lo sa da che parte stare, da quella parte di mondo che resiste a ogni forma di guerra, genocidio e imperialismo. Se i potenti vogliono spartirsi il mondo, troveranno un mondo ribelle e solidale.

❌Gli Stati Uniti hanno attaccato il Venezuela con un intervento militare.

È un atto gravissimo in aperta violazione del Diritto Internazionale.

✖️È un ulteriore atto di una potenza militare ed economica per ridisegnare l’ordine geopolitico globale con la forza.

Questi atti portano il mondo verso uno stato di guerra permanente e senza confini.

👉Serve una mobilitazione popolare per rimettere al centro la Pace come condizione fondamentale.

➡️Il Governo, l’Europa prendano subito una posizione di esplicita e forte condanna di questa ennesima violazione del Diritto Internazionale e si attivino per fermare questa aggressione.


#AlleanzaVerdiSinistra #venezuela


Condividiamo il comunicato di Stop Rearm Europe, di cui Arci fa parte, in merito all'attacco militare di stanotte da parte degli USA in Venezuela.

Stop Rearm Europe condanna l'ennesima e gravissima escalation bellica prodotta dall'attacco militare del governo Trump contro la Repubblica del Venezuela. 

Si tratta di una palese e inaudita violazione del diritto internazionale e della sovranità dei popoli. 

Ancora una volta, la logica del dominio e della predazione delle risorse energetiche prevalgono, e l'America Latina torna ad essere considerata il cortile di casa degli Usa. 

Questo attacco militare e' un atto di puro imperialismo, aggravato dall’annuncio di Trump della cattura di Maduro e della moglie, condotti fuori dal paese. 

È la legge della giungla che sostituisce in modo definitivo il diritto internazionale come lo abbiamo conosciuto dal dopoguerra ad oggi.

Stop Rearm Europe esprime totale solidarietà al popolo venezuelano, chiede che l'Onu intervenga e che il Governo italiano e l'Unione Europea condannino l'aggressione. 

Tutto serve al mondo, tranne che un’altra guerra. 

Tutto serve al mondo, tranne che l’ennesimo arbitrio dei potenti, con la potenza militare che legittima a intervenire ovunque. 

Solo uscendo dalla logica della guerra e del riarmo si può immaginare un futuro vivibile per l’umanità, fondato su pace, autodeterminazione e democrazia per i popoli.

Alziamo la voce, facciamoci sentire, mobilitiamoci.

Stop Rearm Europe in Italia è promossa da Ferma il Riarmo (Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia-Assisi, Sbilanciamoci, Greenpeace Italia), Arci, Attac, Transform Italia e ha oltre 500 organizzazioni aderenti.




venerdì 2 gennaio 2026

Casa della cultura. Milano. dal 7 al 10 gennaio 2026

 incontri in programma dal 7 al 10 gennaio 2026

Mercoledì 7 gennaio 2026 ore 18.00

Casa della Cultura, Centro Studi Raniero Panzeri dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca

Presentazione del libro

LOGICA E SOCIOLOGIA CRITICA IN GALVANO DELLA VOLPE

di Michele Prospero (Bordeaux, 2024)

Intervengono oltre all’ Autore: Piergiorgio Bianchi, Francesco Bochicchio, Gianluca Pozzoni, Marco Vanzulli

Coordina: Ferruccio Capelli

L’incontro si svolge in presenza, e in diretta streaming


Giovedì 8 gennaio 2026 ore 18.00

  Casa della Cultura, Associazione Amici di Nicola Chiaromonte, Ronzani Editore

Presentazione del libro

CHIAROMONTE

Intellettuale cosmopolita             a cura di di Cesare Panizza (Ronzani Editore, 2025)

Intervengono oltre al Curatore: Alberto Castelli, Nicola Del Corno, Amanda Swain

Coordina: Ferruccio Capelli

L’incontro si svolge in presenza, e in diretta streaming


Venerdì 9 gennaio 2026 ore 18.00

SULLA TECNICA

Ciclo di incontri con presentazione di libri a tema 

TECNICA

Il fabbricare si intreccia sempre con rapporti di potere, che spesso consolida e talvolta sovverte

di Carlo Galli (Il Mulino, 2025)

Primo incontro

Intervengono oltre all’Autore: Lelio Demichelis

Coordina: Ferruccio Capelli

L’incontro si svolge in presenza, e in diretta streaming


Sabato 10 gennaio 2026 ore 18.00

Nuovo incontro aggiunto

Recital

IO SONO ANNA

testi e narrazione di Giuliana Nuvoli

Anna Kuliscioff, la “signora del socialismo italiano”, è la protagonista del recital di Giuliana Nuvoli.

Il recital è articolato in cinque atti che mettono a fuoco cinque aspetti diversi dell’attività e della vita della Kuliscioff: la rivoluzionaria, la dutùra, la femminista, la paladina dei lavoratori, la politica.

Le musiche originali e il violino di Virginia Sutera commentano il recital.

L’incontro si svolge in presenza, e in diretta streaming