mercoledì 18 marzo 2026

PERCHÈ VOTARE NO AL REFERENDUM GIUSTIZIA

 PERCHÈ VOTARE NO AL REFERENDUM GIUSTIZIA

Il documento che segue è la sintesi delle posizioni che sono state assunte nel direttivo del Legal team Italia.

 

La nostra associazione ha sempre posto come elemento costitutivo della propria attività il sostegno

e la difesa dei soggetti più disagiati nell’ottica di permettere loro di potersi adeguatamente difendere

nelle aule di tribunale e di poter rivendicare ovunque l’attuazione dei propri diritti.

La nostra attività, a partire da Genova 2001, è incentrata sulla difesa dei diritti fondamentali nelle

aule di giustizia e e nelle strade, a sostegno dei movimenti sociali e ambientali.

Per questo ci siamo impegnati per sostenere l’affermazione di un sistema giustizia che consenta una

difesa efficace dei soggetti deboli, per contrastare il sistema basato sul diritto penale del nemico,

che vede la repressione colpire gli oppositori in quanto tali, e penalizza coloro che non dispongonodi mezzi economici sufficienti per affrontare in maniera efficace i processi che spesso li vedono

accusati solo perché esponenti dell’antagonismo.

Tra le misure che abbiamo sostenuto vi è anche la separazione delle carriere tra magistratura

inquirente e giudicante, al fine di mettere sullo stesso piano accusa e difesa ed estendere così le

garanzie processuali.

Il quesito referendario sulla riforma costituzionale appare avere ad oggetto la separazione delle

carriere, ma l’impianto complessivo è di tutt’altra natura.

L’attuazione della riforma come proposta comporterà l’affievolimento di uno dei poteri dello Stato,

subordinando di fatto la magistratura al potere esecutivo.

Non si tratta di idealizzare la magistratura, di cui conosciamo bene il volto di classe, ma di

difendere quell'autonomia relativa che impedisce al governo di turno di decidere chi perseguire e

chi proteggere.

Oltre alle varie storture già emerse (sorteggio dei membri del CSM, Alta Corte disciplinare) la

riforma proposta è in realtà un guscio vuoto, che verrà riempito dalle norme attuative che saranno

decise dal parlamento e quindi dalla maggioranza.

Già oggi la funzione del potere legislativo è nettamente subordinata al governo, l’indebolimento

della magistratura rafforzerà ancora di più l’esecutivo, toglierà o renderà estremamente labile il

controllo sugli atti di governo e la repressione dei reati che colpiscono la collettività.

Da questo punto di vista, se la modifica della Costituzione verrà attuata, i diritti della maggioranza

delle persone non verranno maggiormente tutelati, ma ci si incamminerà verso una giustizia ancora

più inaccessibile per i ceti popolari.

Verrà invece realizzato un sistema con una magistratura inquirente sottoposta di fatto all’esecutivo e

un potere giudiziario indebolito e con scarso potere di contrastare la violazione dei diritti

fondamentali.

Ben altre sono le riforme necessarie per una giustizia inclusiva: diritto penale minimo, reale

possibilità di difesa per le persone a basso reddito, maggiori investimenti nelle strutture giudiziarie,strumenti di mediazione che consentano di limitare il più possibile il ricorso ai rimedi

giurisdizionali.

Il futuro che si prospetta è una giustizia ancora più classista, indirizzata verso la privatizzazione, all’interno di una complessiva manovra autoritaria che il governo sta realizzando a colpi di “pacchetti sicurezza” approvati a suon di decreti legge, coi quali si istituiscono nuovi reati e illeciti amministrativi e si inaspriscono le pene per reati già previsti dall’ordinamento, al fine di colpire e criminalizzare l’opposizione sociale e le fasce più marginali della popolazione.

La controriforma che tocca l’ordinamento giudiziario e che costituisce il nucleo del quesito referendario e le politiche securitarie che comprimono il diritto a manifestare sono parte del medesimo progetto, che va disegnando uno Stato autoritario ben lontano dai principi di democrazia sanciti dalla Costituzione.

Per questo la nostra indicazione è di votare NO al prossimo referendum.

16/3/26

Legal Team Italia

Nessun commento:

Posta un commento