lunedì 4 maggio 2026

Il greenwashing di AVS per i palazzinari.MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

 MILANO, CASA (IM)POSSIBILE: PARLIAMONE INSIEME

Questo il titolo dell'iniziativa di avs Milano, e il timore di un evento greenwashing a favore dei palazzinari e del cemento si è concretizzato nella difesa delle speculazioni e "perché il capitalismo potrebbe essere più buono". 

Dopotutto, se sinistra italiana, sono compagni che sbagliano, un po' troppo, i dipendenti della Grandi Elena, frutto del suo piano kalergi di sostituzione dei Verdi ha creato figure veramente improponibili, basti pensare a quando gli stati uniti hanno rapito il presidente Maduro, assassinando 100 persone, il post di una "istituzionale" che sembrava come un Calenda qualsiasi per dirla alla Crozza. La battuta del compagno di sinistra italiana di risposta, scandalizzato ovviamente è stata "nemmeno saprà dov'è il Venezuela". 

Interessante analizzare i social network degli istituzionali di sala emh, della Grandi, nessuna pubblicazione in merito alle inchieste sull'urbanistica. Strano, no? 

Non si è parlato di mobilità e trasporto pubblico legati alla domanda offerte di case 

Non si è parlato di città metropolitana.

Non si è parlato di Milano paradiso dei palazzinari, dei grattacieli nei parcheggi. 

Però si è scoperto il neonazismoorange , casa si, ma devi fare volontariato. 

Spunti interessanti ed è sempre meglio parlarne di più e non di meno.

Nonostante la location simpatica e piacevole, nemmeno gli stessi stipendiati verdi e sono tanti, circa una trentina tra 20 istituzionali e dipendenti. I finti giovani verdi, come un lavoro, da soli, nemmeno conoscenti da tirare in mezzo. 

Ugs invece è presente, anche se la partecipazione e l'uscita dignitosa è stata frutto del circolo arci e dei suoi attivisti. 

P.s. quand'è che siamo passati da militanti ad attivisti? 

Qui il testo 

Video dirette quiMilano 

Nota, nessun giornalista presente se non quello embedded dell'assessora che nonostante la dimensione Milanocentrica si dimentica di scrivere dei 70.000 euro di via fiamma , del commissariamento dei verdi, strano, né? 


Abitare a Milano oggi è sempre più difficile, soprattutto per i giovani. Per questo Giovani Europeisti Verdi, Unione Giovani di Sinistra e Alleanza Verdi Sinistra promuovono “Casa (Im)possibile”, un momento di confronto aperto tra cittadine e cittadini.

 Domenica 3 maggio, ai Giardini Lea Garofalo (via Montello 3), dalle 16:30 alle 22:30, un pomeriggio e una serata tra dibattiti, incontri, mostra fotografica e musica dal vivo per riflettere insieme sul diritto alla casa.

Si parte alle 16:30 con “Urbanistica ed ecologismo”, con interventi di Elena Comelli, Sofia Pasotto e Silvia Bartellini.

Alle 17:30 spazio a “Impatto sociale delle politiche abitative” con Michele Capolongo, Angelo Avelli e Gianfranco Candida.

Dalle 18:30 il focus sarà su “Case vuote, città piena. Ripensare l’abitare a Milano”, con Eleonora Lombardi, Onorio Rosati e Francesca Cucchiara.


Ogni giorno che passa si vede chiaramente perché avevano fatto la guerra a Monguzzi e ai verdi di sinistra.  Nemmeno la decenza di un ricordo. Dopotutto non hanno messo nemmeno le bandiere.







Ricordiamo invece sinistra italiana, senza filosofie su case o altro, piuttosto vincolata da persone giuste e brave ma nel posto sbagliato. Es. Per la verifica dei Pgt o per attività legali, dove la volontà politica è l'opposta a quella dell'ente.  E come non ricordare l'uscita con Bardelli.

Nota. Solo un relatore ha citato il periodo di sgomberi, ma non ho sentito il nome di 

CASA LOCA, una grande esperienza di studentato popolare.




Questa è la storia di uno di noi, anche lui nato, per caso in via Gluck.. 



domenica 3 maggio 2026

Ospedale San Raffaele: le dimissioni di Paolo Rotelli nella giornata della Festa dei lavoratori

 Ospedale San Raffaele: le dimissioni di Paolo Rotelli nella giornata della Festa dei lavoratori

Dai social della confederazione unitaria di base 

Mentre CUB sanità italiana, nel corteo della Mayday, denunciava l'affronto del vicepresidente del Gruppo San Donato, Paolo Rotelli, che nuotava tra le banconote, nel suo video diventato virale tra i lavoratori e le lavoratrici indignati dell'Ospedale San Raffaele, lo stesso annunciava le sue dimissioni.

Lunedì 27, gli RLS e i delegati sindacali di CUB sanità italiana e USI sanità avevano portato la protesta nella riunione annuale sulla sicurezza, mostrando cartelli che spiegavano che la situazione dell'Ospedale non è sostanzialmente cambiata rispetto a quanto denunciato lo scorso dicembre: continuano le dimissioni di personale perché l'accordo economico non è soddisfacente per quasi la metà dei lavoratori e le condizioni di lavoro rimangono critiche. 

La gestione in appalto di molti servizi e reparti non garantisce continuità delle cure e la stessa qualità e sicurezza che possono garantire i professionisti assunti direttamente dall'Ospedale. La ricerca viene mortificata.

I risultati economici di cui si vanta Paolo Rotelli sono stati fatti a spese di lavoratori e pazienti.

Non sappiamo quale sarà la "buonuscita" del vicepresidente, ma vorremmo che i profitti fatti con i rimborsi regionali e ministeriali, quindi derivanti dalle tasse dei cittadini, o i proventi del 5 per mille, che dovrebbero servire a finanziare la ricerca sanitaria, fossero interamente investiti per garantire stipendi pari a quelli della sanità pubblica e cure di qualità per tutte e tutti i pazienti.

La grande espansione all'estero del gruppo San Donato, anche in affari che non riguardano la sanità, e la contrazione degli stipendi dei lavoratori, fanno pensare che il passaggio di testimone da Paolo Rotelli a suo fratello Marco e a Kamel Ghribi non migliorerà la situazione.

L'attuale dirigenza e, in particolare, chi gestisce le relazioni sindacali, rimane sorda rispetto a quanto diciamo da mesi: la fuga di personale si ferma solo aumentando i salari e migliorando le condizioni di lavoro; dare in appalto l'assistenza è un azzardo. Chi non riesce a fermare l'emorragia di professionisti deve farsi da parte.

La sanità va sottratta a chi ne fa esclusivamente una questione finanziaria e va riportata sotto il totale controllo pubblico. Regione Lombardia e il Governo stanno permettendo il drenaggio di risorse pubbliche per finanziare case discografiche in Francia e cogenerazione in Libia!

Gli Ospedali del Gruppo San Donato devono essere acquisiti e gestiti dal pubblico per restituire dignità a pazienti e lavoratori!



sabato 2 maggio 2026

MAYDAY 2026 contro il modello Milano

 Milano primo maggio 

Il primo maggio, conclusione della Pasqua dei lavoratori e sfruttati, la settimana che va dal 25 aprile al primo maggio. Mentre la versione sussunta e normalizzata fa la sfilata del mattino, e almeno ci provano a dire qualcosa, anche se nei fatti, questa gravosa situazione è certo responsabilità dei confederali. Il pomeriggio torna la rivendicazione a una vita degna e libera dal ricatto del lavoro salariato, in particolare si concentra sulle politiche antipopolari da casa e trasporti e a quelle repressive. 

In una intervista a un sito bolognese ho colto occasione per ricordare Carlo Monguzzi.

Video quiMilano 

Nota stampa cub 

Milano viene dipinta come la “metropoli inclusiva e delle opportunità per tutti”. Da anni denunciamo come il successo di questo “modello” sia in realtà solo di facciata, perché quella che viviamo tutti i giorni è una città in cui le disuguaglianze aumentano, i servizi vengono privatizzati, il lavoro è precario, gli affitti sono insostenibili, l’aria è pessima.

Gentrificazione dei quartieri e attacco al diritto all’abitare.  Da una parte c’è la città dentro i bastioni: turistificata, cara e del lusso, capitale mondiale dei milionari, con i suoi hotel di lusso e ristoranti stellati, in cui svettano i grattaceli delle banche e corporations; dall’altra la periferia, con la strutturale carenza di edilizia popolare e gli sfratti coercitivi di chi non arriva a fine mese. Il rinnovamento dei quartieri, pur coinvolgendo archistar internazionali, ha avuto come effetto il peggioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. A Milano ci sono ancora 15 mila case popolari vuote, molte in attesa di ristrutturazione, mentre i prezzi degli affitti crescono ogni giorno in maniera esponenziale. Le famiglie di lavoratori, i pensionati e gli studenti non possono più permettersi i costi della città.


Privatizzazione dei servizi pubblici. Milano è la “città delle opportunità”, ma solo per chi se lo può permettere.           


Il privato dilaga in ogni settore: crescono grandi ospedali e cliniche private a discapito del sistema sanitario pubblico sottofinanziato e ormai allo sfacelo; ricche università e istituti scolastici privati si accaparrano fondi pubblici quando la scuola pubblica da decenni subisce tagli; il trasporto pubblico urbano è oggetto di interessi privati che oltremodo contribuiscono a collocarci tra le città più inquinate d’Europa.

Precarizzazione strutturale del lavoro. Dalla città della grande industria e delle lotte operaie, Milano è diventata una Disneyland neo-liberale dei servizi che nasconde marginalità, esclusione sociale e isolamento. La chiusura degli insediamenti industriali ha dato spazio ad attività a basso valore aggiunto (commercio, ristorazione, turismo, pulizie, sicurezza), con lavori dequalificati e paghe povere, dove si ricorre sempre di più al sistema degli appalti e dei sub-appalti per abbassare sensibilmente il costo del lavoro, a discapito anche della sicurezza.

RIPARTIRE DAGLI INTERESSI DEI LAVORATORI E DELLE CLASSI POPOLARI E’ NECESSARIO PER INVERTIRE QUESTA TENDENZA! 

#mayday #primomaggio #milano #cubmilano #cub

Un esempio, da garage a hotel e volumetrie "gonfiate"