riceviamo dal comitato Rho Parabiago
DOMENICA 17 OTTOBRE a Vanzago si terrà una MANIFESTAZIONE/FLASH-MOB CONTRO IL PROGETTO DI POTENZIAMENTO RHO-PARABIAGO.
riceviamo dal comitato Rho Parabiago
DOMENICA 17 OTTOBRE a Vanzago si terrà una MANIFESTAZIONE/FLASH-MOB CONTRO IL PROGETTO DI POTENZIAMENTO RHO-PARABIAGO.
Si è concluso F20 Climate Solutions Forum 2021: una due giorni focalizzata su Green Recovery, Sustainable Finance e Just Transition, promossa da Fondazione Cariplo e F20, network internazionale di oltre 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. Tra i tantissimi contributi: John Kerry, Ban Ki-moon, Johan Rockström e il Ministro Enrico Giovannini.
L’obiettivo del Forum è stato indicare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza, all’interno dello scenario post-Covid.
Che ruolo possono giocare le Fondazioni nel creare una transizione giusta e locale? Ne sono emerse raccomandazioni da consegnare ai leader del G20.
Si è concluso a Milano il F20 Climate Solutions Forum 2021, incontro annuale promosso da Foundations Platform F20, un network internazionale di più di 70 fondazioni che promuovono lo sviluppo sostenibile. L’edizione 2021 del Forum, dal titolo “Green Recovery, Sustainable Finance, Just Transition: Putting Words into Deeds” è stata co-organizzata da Fondazione Cariplo, in collaborazione con altre fondazioni partner di F20 - Fondazione Unipolis, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione di Comunità di Messina - e con il supporto di Assifero, ASviS e ACRI.
Al Forum hanno partecipato, tra gli altri: John Kerry, attualmente inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche; Ban Ki-moon già Segretario Generale delle Nazioni Unite; Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
Obiettivo del F20 Climate Solutions Forum 2021 era quello di indicare possibili priorità e identificare sfide e opportunità nella lotta ai cambiamenti climatici e nello sviluppo di resilienza in un mondo post-Covid da consegnare ai leader del G20.
Nel dialogo con gli esperti internazionali e i leader politici e della società civile, sono intervenuti anche Francesco Profumo, Presidente ACRI, Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Banfi, membro della Commissione Centrale di Beneficienza di Fondazione Cariplo, Pierluigi Stefanini, Presidente e Portavoce di ASviS e Presidente di Fondazione Unipolis, Maria Luisa Parmigiani, Direttrice di Fondazione Unipolis e Co-chair di F20, Alberto Anfossi, Segretario Generale Fondazione Compagnia di San Paolo.
Sei le raccomandazioni di F20 ai leader dei paesi più industrializzati del mondo emerse al termine della due giorni del Forum:
Il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Fosti ha dichiarato: «Viviamo un momento di grande trasformazione, in cui stanno crescendo le disuguaglianze. Dobbiamo essere pronti a costruire una transizione ecologica che sia giusta e che tenga conto degli impatti sociali che inevitabilmente emergeranno. È proprio per attuare una transizione reale che dobbiamo considerare il suo impatto sociale: se non è sostenibile sotto tutti gli aspetti non sarà né giusta né realizzabile.»
Klaus Milke, Presidente di Foundations Platform F20: «Foundations Platform F20 riunisce più di 70 organizzazioni filantropiche che chiedono con forza azioni più ambiziose e finanziamenti per il clima da parte delle nazioni del G20 per allineare la loro agenda all’Accordo di Parigi per il clima e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Che le fondazioni stiano prendendo posizione in questi anni cruciali è un segno importante».
Nel suo intervento, Ban Ki-moon, già Segretario Generale delle Nazioni Unite, ha ribadito la centralità del prossimo G20 nella sfida al cambiamento climatico: «Ad ora gli interventi globali per affrontare la crisi climatica sono largamente insufficienti rispetto a quello che serve. I leader sono di fronte a una straordinaria opportunità di agire ma il tempo a disposizione si sta esaurendo. La leadership del G20 è cruciale per garantire un futuro più sicuro. Il G20 rappresenta il 90% del PIL mondiale, l’80% del commercio globale e l’80% delle emissioni. Quello che succederà al G20 a fine ottobre sarà quindi determinante per la COP26».
John Kerry, inviato speciale del Presidente degli Stati Uniti d’America per la gestione del clima ed emergenze climatiche: «Nessuna nazione da sola, nessun settore, nessuna fondazione singola può risolvere la sfida del cambiamento climatico. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti che abbiamo. Non solo i nostri governi. Settore privato, filantropi, ONG e attivisti tutti insieme. Ecco perché Foundations20 è una piattaforma assolutamente unica»
Stefan Schurig, Segretario Generale di Foundations Platform F20: «Il fatto che il Regno Unito e l’Italia siano sede del G7 e del G20 quest’anno, nonché della COP26 rappresenta un’enorme opportunità per una risposta ben coordinata alla pandemia, oltre che alla crisi climatica e alla perdita di biodiversità a livello globale».
Johan Rockström, direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research, ha sollecitato la necessità di cogliere questo momento storico post emergenziale come un’opportunità per un inderogabile cambiamento: «È il momento della trasformazione e la scienza è molto chiara nel dirci che questa è l’ultima possibilità che abbiamo se vogliamo evitare di superare punti di non ritorno che ci porterebbero in modo irreversibile nella direzione sbagliata».
riceviamo e volentieri pubblichiamo
riceviamo e volentieri pubblichiamo
C’è chi prova a dare la colpa dell’aumento delle bollette alla transizione energetica, ma la triste ed unica realtà è che questo aumento vertiginoso è imputabile proprio alla mancata transizione energetica, amplificata da una preventivabile ripresa economica e dal costo del gas naturale a livello internazionale, che è il vero fattore dietro all’impennata dei prezzi”. Questo il commento della delegazione italiana Verdi/ALE, composta dagli eurodeputati Ignazio Corrao, Rosa D'Amato, Piernicola Pedicini e Eleonora Evi, a margine del dibattito sul caro-gas tenutosi oggi al Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria a Strasburgo.
"Non è l’aumento della produzione del gas - spiegano gli eurodeputati - tuttora visto come l’eldorado dei produttori dei fossili, la soluzione per abbassare i costi in bolletta. Né lo è il calmieramento dei prezzi valutato dal governo Draghi, che avvantaggerebbe in maniera indiscriminata i consumatori più ricchi, danneggiando inoltre la transizione alle rinnovabili con un taglio dei finanziamenti. Per assicurarci che i cittadini abbiano quanto prima un costo equo dell’energia dobbiamo cambiare rapidamente sistema nella produzione dell’energia e nel rapporto tra produttore e consumatore, che deve slegarsi dalla dipendenza da fonti fossili e decentralizzarsi. Le misure per tamponare l'emergenza devono concentrarsi soprattutto sui consumatori vulnerabili e in condizioni di povertà energetica, comprese PMI e micro-imprese, ad esempio sfruttando le opportunità già offerte dalla legislazione europea: rafforzare il sostegno diretto, vietare la disconnessione per mancati pagamenti, aumentare la flessibilità per saldare le bollette" - propone la delegazione italiana Greens/EFA.
"Se non agiamo adesso, agli occhi
dei cittadini il lavoro delle istituzioni europee non sarà altro che il solito
"bla bla bla", come ricordava pochi giorni fa Greta Thunberg alla pre
COP26 di Milano, e metterà a rischio la lotta alla crisi climatica e il raggiungimento
della neutralità climatica entro il 2050" - concludono gli eurodeputati.
da LUPU
Sette milioni uccelli nei cieli. Chiuso l’”eurobirdwatch 2021”: 28.000 partecipanti, 1.800 eventi, 41 paesi coinvolti
Millecinquecento fenicotteri osservati; l’aumento di specie migratrici, come le rondini, ancora presenti ai primi di ottobre in Italia a causa delle alte temperature che ancora dominano il Paese; la presenza di specie alloctone invasive come l’usignolo del Giappone.
Tre notizie che emergono a conclusione dell’“Eurobirdwatch 2021”, il più importante evento dedicato al birdwatching organizzato in Europa da BirdLife International e dalla Lipu in Italia nel weekend appena concluso del 2 e 3 ottobre. L’evento si è svolto in contemporanea in 41 paesi europei e ha visto la partecipazione di 28mila persone in 1.800 eventi.
Volontari della Lipu ed operatori di oasi e strutture hanno organizzato nel nostro paese 43 appuntamenti, dal Piemonte alla Sicilia, ed osservato oltre 38mila esemplari, catalogandoli per specie e contribuendo alla raccolta dati per un totale di 7 milioni di uccelli selvatici osservati in Europa nella due giorni di attività.
Tra le curiosità in Italia, spiccano i 1.600 fenicotteri osservati, 800 dei quali allo stagno di Capoterra (Ca), 340 al Delta del Po, oltre 300 alla Riserva naturale saline di Trapani, Paceco, Stagnone di Marsala (Tp) e 100 alla Riserva Saline di Tarquinia. Numeri impensabili fino a solo pochi anni fa, quando il fenicottero era una specie rara.
Da notare il fenomeno dell’aumento di specie migratrici e relativi esemplari nelle nostre aree di osservazione a inizio ottobre, segno che il caldo estivo, ancora presente in tutta Italia, induce le specie a un cambiamento di comportamento, convincendole a rimanere più a lungo in Italia. Come nel caso della rondine, osservata ancora nelle nostre campagne in oltre 1.000 esemplari in giornate in cui, di solito, ha già lasciato il nostro Paese in direzione Africa.
Preoccupante è il fenomeno della presenza dell’usignolo del Giappone, una specie esotica fuggita da cattività, proveniente dalla Cina che sta aumentando come specie residente in regioni come Liguria, Emilia-Romagna e Toscana, con 9 individui notati in 3 siti durante l’Eurobirdwatch, precisamente a Bozi Saudino (Spezia), all’Oasi Lipu Massaciuccoli (Lucca) e nell’Oasi Lipu Castel di Guido (Roma) e che rischia di diventare, nei prossimi anni, la specie dominante in ambienti di macchia mediterranea, e di rischiare di impattare le nostre specie residenti come l’occhiocotto.
“Dopo i lunghi periodi di chiusura dovuti all’emergenza sanitaria, quest’anno ha vinto innanzi tutto la voglia di tornare in natura e divertirsi – commenta Marco Gustin, responsabile Specie e ricerca della Lipu e coordinatore della raccolta dati dell’Eurobirdwatch in Italia – Tra i dati salienti notiamo il ruolo sempre più importante svolto dai cambiamenti climatici sulle abitudini delle specie migratrici e la presenza di specie esotiche che rischiano di stravolgere, in prospettiva, gli equilibri di alcuni ecosistemi. Due segni dei tempi, cui non possiamo che rispondere con politiche sempre più attive di ripristino e conservazione degli habitat naturali e di lotta ai cambiamenti climatici”.
In Italia lo storno è risultata la specie più osservata durante il weekend dell’Eurobirdwatch (7368 individui), seguito dal gabbiano reale (3892) e dalla folaga (3623). Tra le osservazioni speciali, da segnalare l'anatra marmorizzata (Vasche dell'Arnetta - Lornate Pozzolo, Varese), il mignattaio (Delta del Po e Saline di Priolo), le morette tabaccate (Bozi di Saudino, Arcola).
Successo anche per il “Big Day”, la gara di birdwatching organizzata dalla Lipu: la “gara 1” è stata vinta dalla delegazione di Genova, con sei rondoni pallidi avvistati alla foce del torrente Sansobbia. Nella “gara 2” la specie “segreta” (il porciglione) è stata avvistata in quattro esemplari dal gruppo di volontari dell’Oasi delle Soglitelle, in provincia di Caserta. Il maggior numero di specie osservate (gara 3) è stata vinta dalla delegazione di Viterbo, con 83 specie ammirate alla Riserva Saline di Tarquinia. Infine la foto vincente dell’evento (gara 4) è stata quella scattata dai volontari del Centro habitat mediterraneo di Ostia, che ritrae un bambino che con piena felicità fa birdwatching dal capanno.
In Europa il record di partecipanti dell’Eurobirdwatch 2021 è stato registrato in Ungheria (5415), mentre il maggior numero di uccelli avvistati è stato in Finlandia (1.550.000).
Tra le particolarità osservate il piro-piro fulvo in Finlandia e Svezia, il piro-piro pettorale in Ungheria, Finlandia e Romania, il gipeto in Svizzera, il calandro maggiore e lo zigolo boschereccio in Olanda, l'aquila delle steppe in Uzbekistan, la pispola golarossa in Lituania e Ungheria e altre specie rare.
Le specie più osservate in termini di esemplari sono state invece il fringuello, l’oca facciabianca e lo storno.
riceviamo e volentieri pubblichiamo
Dopo la rielezione del sindaco
di Milano, Cittadini per l'aria assieme ad altre 12
associazioni ambientaliste, scrive una lettera al primo
cittadino.
I prossimi 5 anni saranno
fondamentali per capire in quale direzione andrà questa città, sempre più
proiettata verso il progresso.
Chiediamo al Sindaco di non dimenticarsi della lezione del
Covid, perché una città con meno auto, a
misura d'uomo è possibile, ma bisogna lavorare per renderla
una realtà. Serve un assessore per la mobilità attiva e sostenibile affinché
questo tema resti al centro dell'agenda politica del Comune.
Qui sotto trovate la breve lettera che abbiamo scritto a Beppe
Sala, per una Milano che guarda avanti, per una Milano meno inquinata.
"La vera sorpresa di queste elezioni è lo storico risultato ottenuto da Europa Verde a Milano, con il 5,11% di voti e ben 3 consiglieri eletti. La vera novità sul piano politico nazionale siamo noi” - dichiara Eleonora Evi, co-portavoce nazionale di Europa Verde.
“Questi dati raccontano
di un’onda verde che finalmente dall’Europa arriva anche in Italia, in risposta
a quelle istanze ambientaliste che diventano sempre più urgenti e delineano
Europa Verde come il vero e unico partito ecologista italiano. A fronte dello
scarso rilievo che finora ci hanno dato i media, i risultati di ieri avvalorano
il buon lavoro che stiamo portando avanti, configurandoci come forza politica
che non può più essere ignorata da giornali e tv” - conclude Evi.
Eleonora Evi coportavoce dei Verdi
MARTEDÌ 05 OTTOBRE 2021
Comunali: Europa verde, il nostro successo fa bene a politica.
Comunali: Europa verde, il nostro successo fa bene a politica
"Importantissimi risultati di Europa Verde alle elezioni amministrative. A partire dallo straordinario risultato di Milano che con il 5.1% elegge 3 consigliere comunali e una marea di consiglieri e consigliere nei Municipi, con Bologna e Napoli al 3% e con altre citta' importanti come Frascati, San Benedetto del Tronto, Melfi e diversi centri del napoletano dal 5% al 7,5%, i Verdi rientrano nei consigli comunali di grandi e piccoli centri. Grande soddisfazione anche per l'elezione di due sindaci, Alessandro Monaco, giovane dei GEV (Giovani Europeisti Verdi) a Casacanditella, e Domenico Finiguerra a Cassinetta di Lugagnano. Anche su Roma, nonostante la frammentazione del voto (39 liste) Europa Verde, in caso di vittoria di Gualtieri, eleggera' un consigliere comunale". Cosi' in una nota i co-portavoce di Europa Verde Eleonora Evi e Angelo Bonelli, che proseguono: "Sono risultati importanti che premiano il lavoro in questi anni di ricostruzione di una presenza verde nel Paese, che andra' avanti e vedra' nel prossimo appuntamento la conferenza programmatica nazionale.La presenza dei Verdi nei consigli comunali sara' fondamentale per quella necessaria transizione ecologica che vedra' le aree urbane del nostro Paese protagoniste di un importante processo di cambiamento e modernizzazione, e arginare quelle spinte di conservazione guardando alla qualita' della vita, la salute e il decoro urbano e contestualmente il rilancio dell'economia grazie alla green economy", proseguono. "I Verdi ci sono - concludono Evi e Bonelli - nonostante l'indifferenza dell'informazione televisiva. Il ritorno di Europa Verde non puo' che far bene alla nostra democrazia e alla politica del Paese".
da Gilberto Rossi, unico candidato Sindaco per la federazione dei verdi nelle amministrative del 2021
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Nell'ambito della campagna elettorale per le amministrative di Buscate del 3 e 4 ottobre, la lista BuscateVerdiCivici propone alla cittadinanza lo spettacolo teatrale "Rosa, dalla paura all'America" di e con Nora Picetti
Spettacolo proposto alla cittadinanza dalla lista "Buscate Verdi Civici" in occasione delle elezioni amministrative del 3-4 ottobre 2021.
Da Cuggiono, un paesino di contadini e filande vicino a Milano, alle miniere del Missouri e alla multietnica Chicago d’inizio Novecento. Un’autobiografia orale, una rara testimonianza al femminile di quando i migranti erano gli Europei. Un emozionante percorso di crescita personale, che attraverso l’incontro tra culture e la narrazione autobiografica conduce non alla ricchezza, ma alla liberazione della paura.
Uno spettacolo di e con Nora Picetti. Dall’autobiografia orale di Rosa Cassettari, trascritte da Marie Hall Ets.
Si invita al rispetto della normativa anticovid
Ingresso libero.
Torna sulla scheda elettorale il sole che ride, con il girasole europeo; simbolo nuovo, passione e competenza antica, vien da dire; lieti ritorni che han determinato una positiva valanga di eventi, in ultima, il più clamoroso, una lista verde, senza il centrosinistra, o meglio, unica compagine di centrosinistra, in quel di Buscate, dove le altre due liste fan riferimento a fdi, e l'altra alla lega.
Tornano i Verdi a Milano, dopo la "pausa" di 5 anni fa in "sinistra per Milano", anche se l'apparentamento col Sindaco Sala ha provocato più che malumori, dopo che l'esecutivo milanese, nel dicembre 2019 aveva votato per una partecipazione autonoma e più visibile.
A Busto Arsizio e a Varese, in coalizione col centrosinistra; a Busto, fino a 40 giorni fa, i verdi erano in coalizione col m5s, una lista civica e la propria lista, ora, sono tutte, sin dal primo turno nel centrosinistra; val la pena ricordare che Busto Arsizio è il primo comune della provincia di Varese, superiore a Varese stessa per abitanti.
Buscate, dove i verdi si presentano nella lista BUSCATE VERDI CIVICI , a Cassano d'Adda, in coalizione col centrosinistra nella civica Cassano Etica Ecologista.
Nelle province di Como, Cremona e Brescia, sentite le federazioni provinciali, non si presenta nessuna lista dei verdi.
Il progetto di Europa Verde, che ha visto il là all'assemblea fondativa di Chianciano, ora vede una prima prova sul campo in vista dell'assemblea di fine novembre.
Di Roberto Codazzi
Qualche giorno fa è partito "l'incentivo alla rottamazione televisori" voluto dal ministro Giorgetti (Lega).
Chi butta via un televisore perfettamente funzionante, comprato prima del 2018, riceve fino a 100 euro di incentivo dallo stato.
Tonnellate di nuovi rifiuti RAEE in più, particolarmente complessi da smaltire, schede elettroniche che finiscono in discarica, tonnellate di terre rare sprecate, soldi pubblici sprecati: questo significa questa operazione.
Significa che la politica, o buona parte di essa, non ha capito niente della crisi ambientale in cui ci troviamo. Se si fosse capito qualcosa, andrebbe incentivato con soldi pubblici l'esatto opposto: l'approccio delle 4 R: riduci, riusa, ripara, ricicla. Con soldi pubblici andrebbero incentivati i riparatori di elettrodomestici; andrebbe incentivato chi porta un oggetto a riparare così che smetta di essere più conveniente "comprar nuovo e buttare il vecchio".
Non c'è niente di meno ecologico dello spreco di oggetti complessi, del buttar via ciò che funziona. Se non si capisce questo, parole come "transizione ecologica" restano parole vuote, o peggio false. E concetti come sostenibilità, circolarità, resilienza, diventano "parole confetto" buone per i documenti ufficiali, ma sempre più distanti dalla realtà.
Ci sono piccoli gesti, che non sono per nulla piccoli. Bando alla retorica.
Per chi vi scrive, Lorenzo è il liberatore di Legnano. Grazie Sindaco, un esempio quotidiano di buona politica.
Voglio ringraziare immensamente il sindaco Radice che ieri a Noli (SV) mi ha aiutata a riavviare la mia auto, ferma con batteria ko. Gli altri passavano ma lui no, al mio aiuto si è fermato subito. Grazie ancora tanto e consiglio di rieleggerlo perché uomini così scarseggiano.
Sindaco grazie e buona vita.👍
dal fb di Michele Michelino
ecco il programma della rassegna FilmForum 2021-2022
qui tutte le informazioni:
https://www.teatronuovo.com/filmforum.asp
Il m5s non smette di stupire in peggio; come un triste truman show, ma qua, di mezzo, c'è la nostra vita.
Dalle stelle dell'ecologia, eccoli a servi sciocchi della finanza iperliberista; interessante, perchè logica vorrebbe che in questo ambito ci si muovesse per regolarizzare, tassare e sanzionare, invece no, viene visto come un mercato del lavoro.
La discrimine destra sinistra, semplicemente, destra conservazione e ricchi, sinistra progresso e popolo, e in ambito economico, destra con tasse indirette, cioè anche il povero paga come il ricco, e la sinistra con le tasse dirette, ovvero chi ha di più, paga di più.
Così, il m5s si colloca a destra, in una destra magari non razzista, ma certo, utile solo al capitalismo finanziario e ai padroni, non certo al popolo, che ha provato ad anestetizzare con le briciole del reddito di cittadinanza, contribuendo a far perdere la funzione di BASIC INCOME, ovvero di salario di ingresso.
dal fb di Massimo de Rosa, già deputato della repubblica, ora consigliere regionale.
Chi vi scrive è francamente molto deluso di questa delirante svolta ipercapitalista.
(p.s. la scusa è sempre quella del dare lavoro ai poveretti.... che tristezza)
Il mondo fintech e quello legato ai mercati delle criptovalute, sono settori la cui crescita offre la possibilità di attrarre capitali e lavoro. La Lombardia deve aprire gli occhi e guardare al futuro. Perché sul nostro territorio esistono già eccellenze del settore.
Per questo ho invitato la Giunta Regionale ad assumersi impegni precisi nei confronti del settore durante la discussione dell’ultima legge di assestamento al bilancio regionale.In memoria di Gino Strada. GRAZIE GINO
C’era una volta un pianeta chiamato Terra. Si chiamava Terra anche se, a dire il vero, c’era molta più acqua che terra su quel pianeta, Gli abitanti della Terra, infatti, usavano le parole in modo un po’ bislacco.
Prendete le automobili, per esempio. Quel coso rotondo che si usa per guidare, loro lo chiamavano "volante ", anche se le macchine non volano affatto! Non sarebbe più logico chiamarlo "guidante", oppure "girante ", visto che serve per girare? Anche sulle cose importanti si faceva molta confusione.
Si parlava spesso di "diritti ": il diritto all’istruzione, per esempio, significava che tutti i bambini avrebbero potuto (e dovuto!) andare a scuola. Il diritto alla salute, poi, avrebbe dovuto significare che chiunque, ferito, oppure malato, doveva avere la possibilità di andare in ospedale. Ma per chi viveva in un paese senza scuole, oppure a causa della guerra non poteva uscire di casa, oppure chi non aveva i soldi per pagare l’ospedale (e questo, nei paesi poveri, è più la regola che l’eccezione), questi diritti erano in realtà dei rovesci: non valevano un fico secco. Siccome non valevano per tutti ma solo per chi se li poteva permettere, queste cose non erano diritti : erano diventati privilegi, e cioè vantaggi particolari riservati a pochi. A volte, addirittura, i potenti della Terra chiamavano "operazione di pace " quella che, in realtà, era un’operazione di guerra: dicevano proprio il contrario di quello che in realtà intendevano. E poi, sulla Terra, non c’era più accordo fra gli uomini sui significati: per alcuni ricchezza significava avere diecimila miliardi, per altri voleva dire avere almeno una patata da mangiare.
Quanta confusione! Tanta confusione che un giorno il mago Linguaggio non ne poteva più. Linguaggio era un mago potentissimo, che tanto tempo prima aveva inventato le Parole e le aveva regalate agli uomini. All’inizio c’era stato un po’ di trambusto, perché gli uomini non sapevano come usarle, e se uno diceva carciofo l’altro pensava al canguro, e se uno chiedeva spaghetti l’altro intendeva gorilla, e al ristorante non ci si capiva mai. Allora il mago Linguaggio appiccicò ad ogni parola un significato preciso, cosicché le parole volessero dire sempre la stessa cosa, e per tutti. Da allora il carciofo è sempre stato un ortaggio, e il gorilla un animale peloso, e non c’era più il rischio di trovarsi per sbaglio nel piatto un grosso animale peloso, con il suo testone coperto di sugo di pomodoro.
Questo lavoro, di dare alle parole un significato preciso, era costato al mago Linguaggio un bel po’ di fatica. Adesso, vedendo che gli uomini se ne infischiavano del suo lavoro, e continuavano ad usarle a capocchia, decise di dare loro una lezione."Le parole sono importanti - amava dire - se si cambiano le parole si cambia anche il mondo, e poi non ci si capisce più niente".
Una notte, dunque, si mise a scombinare un po’ le cose, spostando una sillaba qui, una là, mescolando vocali e consonanti, anagrammando i nomi. Alla mattina, infatti, non ci si capiva più niente.
A tutti gli alberghi di una grande città aveva rubato la lettera gi e la lettera acca, ed erano diventati... alberi! Decine e decine di enormi alberi, con sopra letti e comodini e frigobar, e i clienti stupitissimi che per scendere dovevano usare le liane come Tarzan. Alle macchine aveva rubato una enne, facendole diventare macchie, e chi cercava la propria automobile trovava soltanto una grossa chiazza colorata parcheggiata in strada.
Alle torte invece aveva aggiunto una esse, erano diventate tutte.. storte, e cadevano per terra prima che bambini se le potessero mangiare. Erano talmente storte che non erano più buone nemmeno per essere tirate in faccia. Nelle scuole si era anche divertito ad anagrammare, al momento dell’appello, la parola presente, e se prima gli alunni erano tutti presenti, adesso erano tutti serpenti, e le maestre scappavano via terrorizzate.
Poi si era tolto uno sfizio personale: aveva eliminato del tutto la parola guerra, che aveva inventato per sbaglio, e non gli era mai piaciuta. Così un grande capo della Terra, che in quel momento stava per dichiarare guerra, dovette interrompersi a metà della frase, e non se ne fece nulla. Inoltre aveva trasformato i cannoni in cannoli, siciliani naturalmente, e chi stava combattendo si ritrovò tutto coperto di ricotta e canditi. Andò avanti così per parecchi giorni, con le scarpe che diventavano gattoni e le case si mettevano a miagolare, il pane che si trasformava in un cane e morsicava chi lo voleva mangiare.
Quanta confusione! Troppa confusione, e gli uomini non ne potevano più. Mandarono quindi una delegazione dal mago Linguaggio, a chiedere che rimettesse a posto le parole, e con loro il mondo."E va bene - disse Linguaggio - ma solo ad una condizione: che cominciate ad usare le parole con il loro giusto significato. I diritti degli uomini devono essere di tutti gli uomini, proprio di tutti, sennò chiamateli privilegi. Uguaglianza deve significare davvero che tutti sono uguali, e non che alcuni sono più uguali di altri. E per quanto riguarda la guerra...". "Per quanto riguarda la guerra - lo interruppero gli uomini - ci abbiamo pensato... tienila pure: è una parola di cui vogliamo fare a meno".
Gino Strada, 31/05/2002
Dal fb di Patrizia Bedori, già consigliere comunale m5s e riferimento per gli attivisti m5s di Milano.
Atro che ascoltare i territori.
Ieri sera c'è stato l'incontro con Conte e i componenti della lista di Milano del movimento.
Ora sono chiare le dichiarazioni di Stefano Buffagni sul Corriere della Sera sulla scelta della candidatura a sindaco di Milano del movimento, "prevarrà una logica politica tattica" e come da copione, è arrivata la nomina calata dall'alto, siamo passati da uno vale uno a uno non vale l'altro a uno decide per tutti.
Già tutto deciso. Altrove.
Con tutto il rispetto per il cv della nuova candidata che in tanti anni di attivismo non ho mai avuto il piacere di incontrare...ma perché mai una manager accetta di diventare consigliera del comune di Milano?
Non darà mica le dimissioni appena eletta?
Non è che per caso la "logica di politica tattica" nasconde un accordo pre elettorale nelle segrete stanze per dare un posto in giunta alla nuova candidata?
È chiaro ed evidente che non si vuole dare troppo fastidio al sindaco uscente, del resto sono mesi che anche a mezzo stampa Buffaagni e company chiedono a Sala di entrare in coalizione senza successo.
Solo una settimana fa, gli attivisti in una nota, si sono esposti compatti in sostegno della consigliera del municipio 4 “Dichiariamo con soddisfazione che il gruppo di Milano è pronto, coeso, entusiasta e consapevole di aver fatto la propria parte”
Hanno calpestato la volontà del movimento milanese che aveva già fatto la sua scelta.
Gli attivisti non hanno nulla da dire?
Purtroppo la verità è che ormai il movimento è diventato un partito verticistico inglobato nel sistema partitocratico. Nomenclature comprese.
Chi mi conosce lo sa, lo dico da mesi, immaginavo che sarebbe finita così.
Magari nessuno ci crede, ma sono davvero dispiaciuta e amareggiata di aver avuto ragione
Dalla pagina fb del collettivo di lavoratori della GKN di Firenze (i licenziati via mail)
"Tutta la Gallia è stata conquistata? No. Un piccolo villaggio resiste". E noi vi diciamo però che è il caso di provare a riconquistarla questa Gallia e poi di puntare anche alla capitale dell'Impero, Roma. (Grazie ancora una volta (Z)ZeroCalcare )
1. Ritirare i licenziamenti ora. Continuità produttiva dello stabilimento. Non esiste salvezza individuale. Esiste un patrimonio collettivo da preservare.
2. Consiglio regionale qua davanti
3. Intervento di legge urgente. Nessuna legge scritta sulle nostre teste, ma scritta con le nostre teste. La legge la si scriva davanti alle fabbriche, la si sostenga nelle piazze. I giuristi democratici insorgano con noi.
4. La fabbrica può ripartire a produrre in qualsiasi momento più e meglio di prima. Il mondo accademico aiuti nello sviluppare le idee di miglioramento e riconversione avanzate dall'assemblea operaia.
5. Stellantis si esprima sul vantaggio di avere un fornitore che ha una posizione strategica rispetto agli stabilimenti in Italia. O viceversa si apra al più presto la discussione sull'ennesimo probabile disimpegno di Stellantis dall'Italia. E sull'ecatombe di posti di lavoro che si prepara nell'automotive. Gkn, Giannetti, Timken sono la prova del nove del futuro dell'automotive in Italia.
6. Si discuta realmente di cosa è la transizione ecologica del settore. Non si strumentalizzino i temi ambientali per giustificare un massacro sociale.
Dal villaggio non conquistato, partano le carovane per andare a tenere grandi assemblee pubbliche almeno nelle principali città da teneresi la prima settimana di settembre.
Se sfondano qua, sfondano dappertutto. E se si vince qua, il precedente è a favore di tutti.
Fatevi un favore, unitevi alla lotta.
#insorgiamo
Milano, 16 ago. - Elena Grandi e Carlo Monguzzi, insieme ad altri attivisti del movimento ecologista hanno avviato una raccolta fondi in favore dell'associazione. Per contribuire: C/C Cisda Onlus BANCA POPOLARE ETICA - Agenzia Via Scarlatti 31 - Milano Conto corrente n. 113666 - CIN U - ABI 5018 - CAB 1600 IBAN: IT64U0501801600000000113666 Causale: Donazione liberale Emergenza Afghanistan. "La citta' che con Expo 2015 ha accresciuto la propria autorevolezza sulla scena internazionale - continuano gli esponenti di EV -, deve fare tutto cio' che e' in suo potere per sostenere un percorso di emancipazione avviato con fatica e che non deve fermarsi. Noi da subito vogliamo fare la nostra parte contribuendo alla loro attivita' e invitiamo tutti a farlo. Dobbiamo inoltre continuare a prestare una costante attenzione alle decine di presidi sanitari creati negli anni in Afghanistan da Emergency di Gino Strada, un milanese del mondo da sempre contro tutte le guerre. Continuare a sostenere la sua opera e di tutti quelli che negli anni ci hanno creduto e che continuano a lavorarci sara' il miglior modo per ricordare Gino".
Gino Strada, 13 agosto 2021
Si parla molto di Afghanistan in questi giorni, dopo anni di coprifuoco mediatico. È difficile ignorare la notizia diffusa ieri: i talebani hanno conquistato anche Lashkar Gah e avanzano molto velocemente, le ambasciate evacuano il loro personale, si teme per l’aeroporto. Non mi sorprende questa situazione, come non dovrebbe sorprendere nessuno che abbia una discreta conoscenza dell’Afghanistan o almeno buona memoria. Mi sembra che manchino - meglio: che siano sempre mancate - entrambe. La guerra all’Afghanistan è stata - né più né meno - una guerra di aggressione iniziata all’indomani dell’attacco dell’11 settembre, dagli Stati Uniti a cui si sono accodati tutti i Paesi occidentali.
Il Consiglio di Sicurezza - unico organismo internazionale che ha il diritto di ricorrere all’uso della forza - era intervenuto il giorno dopo l’attentato con la risoluzione numero 1368, ma venne ignorato: gli Usa procedettero con una iniziativa militare autonoma (e quindi nella totale illegalità internazionale) perché la decisione di attaccare militarmente e di occupare l’Afghanistan era stata presa nell’autunno del 2000 già dall’Amministrazione Clinton, come si leggeva all’epoca sui giornali pakistani e come suggerisce la tempistica dell’intervento. Il 7 ottobre 2001 l’aviazione Usa diede il via ai bombardamenti aerei. Ufficialmente l’Afghanistan veniva attaccato perché forniva ospitalità e supporto alla “guerra santa” anti-Usa di Osama bin Laden. Così la “guerra al terrorismo” diventò di fatto la guerra per l’eliminazione del regime talebano al potere dal settembre 1996, dopo che per almeno due anni gli Stati Uniti avevano “trattato” per trovare un accordo con i talebani stessi: il riconoscimento formale e il sostegno economico al regime di Kabul in cambio del controllo delle multinazionali Usa del petrolio sui futuri oleodotti e gasdotti dall’Asia centrale fino al mare, cioè al Pakistan. Ed era innanzitutto il Pakistan (insieme a molti Paesi del Golfo) che aveva dato vita, equipaggiato e finanziato i talebani a partire dal 1994.
Il 7 novembre 2001, il 92 per cento circa dei parlamentari italiani approvò una risoluzione a favore della guerra. Chi allora si opponeva alla partecipazione dell’Italia alla missione militare, contraria alla Costituzione oltre che a qualunque logica, veniva accusato pubblicamente di essere un traditore dell’Occidente, un amico dei terroristi, un’anima bella nel migliore dei casi. Invito qualche volonteroso a fare questa ricerca sui giornali di allora perché sarebbe educativo per tutti. L’intervento della coalizione internazionale si tradusse, nei primi tre mesi del 2001, solo a Kabul e dintorni, in un numero vittime civili superiore agli attentati di New York. Nei mesi e negli anni successivi le informazioni sulle vittime sono diventate più incerte: secondo Costs of War della Brown University, circa 241 mila persone sono state vittime dirette della guerra e altre centinaia di migliaia sono morte a causa della fame, delle malattie e della mancanza di servizi essenziali. Solo nell’ultimo decennio, la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) ha registrato almeno 28.866 bambini morti o feriti. E sono numeri certamente sottostimati.
Ho vissuto in Afghanistan complessivamente 7 anni: ho visto aumentare il numero dei feriti e la violenza, mentre il Paese veniva progressivamente divorato dall’insicurezza e dalla corruzione. Dicevamo 20 anni fa che questa guerra sarebbe stata un disastro per tutti. Oggi l’esito di quell’aggressione è sotto i nostri occhi: un fallimento da ogni punto di vista. Oltre alle 241 mila vittime e ai 5 milioni di sfollati, tra interni e richiedenti asilo, l’Afghanistan oggi è un Paese che sta per precipitare di nuovo in una guerra civile, i talebani sono più forti di prima, le truppe internazionali sono state sconfitte e la loro presenza e autorevolezza nell’area è ancora più debole che nel 2001. E soprattutto è un Paese distrutto, da cui chi può cerca di scappare anche se sa che dovrà patire l’inferno per arrivare in Europa. E proprio in questi giorni alcuni Paesi europei contestano la decisione della Commissione europea di mettere uno stop ai rimpatri dei profughi afgani in un Paese in fiamme. Per finanziare tutto questo, gli Stati Uniti hanno speso complessivamente oltre 2 mila miliardi di dollari, l’Italia 8,5 miliardi di Euro. Le grandi industrie di armi ringraziano: alla fine sono solo loro a trarre un bilancio positivo da questa guerra. Se quel fiume di denaro fosse andato all’Afghanistan, adesso il Paese sarebbe una grande Svizzera. E peraltro, alla fine, forse gli occidentali sarebbero riusciti ad averne così un qualche controllo, mentre ora sono costretti a fuggire con la coda fra le gambe. Ci sono delle persone che in quel Paese distrutto cercano ancora di tutelare i diritti essenziali. Ad esempio, gli ospedali e lo staff di Emergency - pieni di feriti - continuano a lavorare in mezzo ai combattimenti, correndo anche dei rischi per la propria incolumità: non posso scrivere di Afghanistan senza pensare prima di tutto a loro e agli afghani che stanno soffrendo in questo momento, veri “eroi di guerra”.
GINO STRADA, pubblicato su La Stampa, 13 agosto 2021