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lunedì 1 marzo 2021

Il Ligera chiude. Ecco le sue parole

 Se non sei mai stato al Ligera. Non conosci Milano. Punto. 

Riceviamo e pubblichiamo 

Queste parole, quelle del Ligera che chiude, sono parole di tutta una città. 

Ecco, la musica è finita 

gli amici se ne vanno... 

Non siamo soliti gettare la spugna, non è proprio del nostro DNA, ma quando ci vuole, purtroppo, ci vuole. Riguardando indietro a questi quasi 15 anni, sappiamo di aver preso sotto gamba i conti, ma detto questo, credo che qualcosa rimarrà di quello che è stato il Ligera, lo Spazio Ligera e le Edizioni Ligera. Noi, Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi di sicuro ce l’abbiamo messa tutta per aprire a Milano un luogo diverso e farlo vivere, ogni giorno e ogni notte, insieme a voi. Un luogo che forse non c’era prima, e che forse non ci sarà più. A metà strada fra una Casa del Popolo, e una locale underground all’avanguardia, in mezzo alla via più multietnica, contraddittoria, e forse anche innovativa, di una città che cambia pelle ogni anno. Siamo resistiti a tutto, al coprifuoco Moratti-De Corato, la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia la seconda come farsa. Abbiamo retto anche l’urto forte di chi ci voleva taglieggiare, sembravamo invincibili ma adesso ci arrendiamo. Lo facciamo per motivi squisitamente economici, con il cuore non lo avremmo mai fatto. E lo facciamo senza astio, perché anche se siamo chiusi da molti mesi, sentiamo il vostro affetto a distanza. Eravamo la seconda casa per tanti, e forse anche la prima per qualcuno, per noi era il proseguimento del nostro salotto, delle nostre famiglie. Parlavamo e discutevamo con voi ogni sera, e ogni notte, di politica e di calcio, della zona, della città e del mondo, ci sentivamo in mezzo a tutto, a via Padova, a Milano, all’universo. Per questo forse ci siamo montati la testa, dopo centinaia, migliaia di eventi organizzati, concerti soprattutto, dj-set, presentazioni di libri e il cineforum, che non abbiamo mai interrotto, e gli spettacoli teatrali. Il nostro spazio è sempre stato aperto per le associazioni della zona, questo è stato il nostro personale, ma mai univoco, modo di vedere le cose. Senza via Padova il Ligera sicuramente non sarebbe esistito, e forse anche via Padova senza il Ligera si sveglierà più corta. Noi abbiamo sempre pensato in grande, non quando si trattava di fare i danè, ma sicuramente quando si trattava di fare di via Padova il meglio di Milano. Diffidate di tutti quelli che vi diranno il Ligera, era solo un bar, non lo era, era molto di più, e forse anche qualcosa di meno. 

È un addio, che speriamo non sia troppo lungo. 

Con affetto Riccardo Bernini e Federico Riccardo Chendi 

¡Adios Amigos!

venerdì 15 maggio 2020

Preghiera interreligiosa da Piazza Liberazione in Magenta 14 maggio 2020

Un giovedì surreale in quel di Magenta, negli ultimi dieci e passa anni, dalle 17, ogni giovedì primaverile ed estivo era un brulicare di persone, nell'allestire i piacevoli e allegri mercatini del giovedi sera, i gruppi musicali provavano ed era tutto un fermento;
oggi, il tempo, pareva fermo, in sospeso, in attesa del temporale che verrà.
un segnale importante per la Lombardia, non certo un caso, la preghiera interreligiosa promossa da una delle pochissime piazze dedicate alla Liberazione dal Nazifascismo.
sono intervenute tantissime confessioni religiose, nel video sotto, intervento di don Marinoni.
dal sito Chiesa di Milano, il testo invito.
In unione spirituale alla Giornata di preghiera, digiuno e opere di carità per liberare il pianeta dal coronavirus, che giovedì 14 maggio coinvolgerà i leader religiosi nel mondo su iniziativa è dell’Alto Comitato per la fratellanza 

mercoledì 8 aprile 2020

l’inaugurazione dello pseudo “ospedale” in fiera

Il parere del Dott. Giuseppe Bruschi, Cardiochirurgo al Niguarda.

"Che dispiacere…. Sono medico, sono lombardo… oggi però con l’inaugurazione dello pseudo “ospedale” in fiera mi sento triste…
Ringraziando chi ha lavorato e profuso il proprio impegno continuo ed instancabile, chi nel piccolo ha donato perché questo progetto fosse realizzato… 
Tuttavia l’idea di realizzare una terapia intensiva in fiera non sta ne in cielo ne in terra… Una terapia intensiva non può vivere separata da tutto il resto dell’Ospedale. Una terapia intensiva funziona solo se integrata con tutte le altre Strutture Complesse che costituiscono la fitta ragnatela di un Ospedale (dai laboratori alla radiologia, della farmacia agli approvvigionamenti, della microbiologia all’anatomia patologica); perché i pazienti ricoverati in terapia intensiva necessitano della continua valutazione integrata di diverse figure professionali, non solo degli infermieri e dei rianimatori ma degli infettivologi, dei neurologici dei cardiologi, dei nefrologi e perfino dei chirurghi… Quindi per vivere una terapia intensiva ha bisogno di persone, di professionisti integrati nella loro attività quotidiana mutli-disciplinare.