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INTERVENTO DI Margherita Napoletano all'incontro tra il Cardinale di Milano MARIO DELPINI e lavoratrici e lavoratori dell'ospedale.
Milano, 6 ottobre 2026
Sua Eccellenza Mons. Mario Delpini,
la ringrazio per l’attenzione che ha voluto dare alle lavoratrici e ai lavoratori dell’Ospedale San Raffaele.
Io le parlo, mio malgrado, da ex lavoratrice di questo IRCSS.
Frequento questi luoghi fin dai tempi dell’Università, dal lontano 1993, quando il Politecnico di Milano aveva accettato una convenzione con Fondazione Monte Tabor per formare i diplomati universitari di Ingegneria biomedica, direttamente sul campo, in un IRCCS che aveva scelto di investire molto nelle nuove tecnologie, senza perdere di vista l’uomo, anche nel momento della malattia, nella sua interezza.
Oggi, l’Ospedale è molto diverso: sembra prevalere, a tutti i costi, la rincorsa del profitto rispetto alla tutela dei pazienti e dei lavoratori.
Nell’ultimo anno, come rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e delegati sindacali, ci siamo visti costretti a denunciare alle autorità competenti la malagestione, che ha portato molti professionisti sanitari a licenziarsi. Io, invece, sono stata licenziata, proprio perché non ho potuto tacere davanti ai più deboli, i pazienti, messi a rischio della stessa vita.
Chi non ha voluto pagare il giusto i professionisti, applicando lo stesso trattamento economico dei colleghi del pubblico, si è reso responsabile di un prevedibile decadimento della qualità delle cure.
Aver appaltato l’assistenza non da garanzie sulla continuità delle cure, sulla sicurezza e sull’umanizzazione delle cure.
La dirigenza dell’OSR ha trovato un pretesto per licenziarmi, ma la motivazione da tutti riconosciuta è aver detto la verità.
E come dice mons. Pizzaballa riguardo al genocidio in corso in Palestina: “Tacere vuol dire essere complici!”

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