lunedì 22 marzo 2021

LETTERA EURODEPUTATI NO TAV, EVI: INCOMPATIBILE CON GREEN DEAL, UE FERMI I FINANZIAMENTI

 riceviamo e volentieri pubblichiamo

“Le proiezioni scientifiche in base a cui il TAV Torino-Lione continuerà a produrre emissioni oltre il 2050 confermano che questo progetto è un crimine ambientale, da fermare al più presto” così Eleonora Evi, europarlamentare dei Verdi europei e titolare in commissione Ambiente, a commento di una lettera, da lei promossa e firmata da altri 20 eurodeputati, che è stata inviata a Frans Timmermans, vice-presidente esecutivo della Commissione europea con delega al Green Deal, e al Commissario all’ambiente Virginijus Sinkevičius.

Questa iniziativa parlamentare segue una lettera aperta con cui un gruppo di scienziati, guidati da Luca Mercalli della Società Meteorologica Italiana, aveva denunciato l’insostenibilità del progetto di collegamento ferroviario. “Come può la Commissione continuare a sostenere una maxi opera dall’impatto climatico e ambientale devastante mentre cerca di costruire un’economia neutrale rispetto al clima?” si chiede Evi, che conclude: “O sono in possesso di stime delle emissioni incorporate del TAV che contraddicono queste proiezioni - e a questo punto occorre renderle pubbliche, oppure i finanziamenti europei alla Torino-Lione vanno fermati immediatamente.”

 

Vaccini e ultraottantenni. Scrive Emilio Molinari

 Emilio Molinari (la grande dignità  di un grande ex dirigente di Democrazia Proletaria)

Vaccini e ultraottantenni.

Ho 81 anni, sono invalido al 100% ho patologie cardiovascolari molto gravi e pure oncologiche, tanto per non farmi mancare nulla.

Non mi hanno ancora vaccinato e non mi hanno mai contattato.

Non sono estraneo alla politica e ai media e quindi mi sono trattenuto da proteste. Mi sembrava di cercare una soluzione per me.

Inoltre non sono nei social. Aspetto.

Aspetto cosa? Aspetto il vaccino o aspetto il Covid? Chi arriva primo?

Due giorni fa è morto un caro amico di 88 anni Carlo Rossi, una persona amata da molti a Milano. Un poliziotto pistolero gli uccise il figlio e lui con la moglie Adele non hanno mai smesso l'impegno civile. Carlo aspettava il vaccino. E' arrivato prima il Covid e la morte.

Quanti morti per ogni ritardo e silenzio della Regione Lombardia?

Di queste morti non c'è un conto e non c'è rendiconto di responsabilità. Solo oggi è arrivata un po' di indignazione dei media.

Gli amici mi dicono: vai al primo pomeriggio al vecchio ospedale militare di via Forze Armate, ti metti in fila, diventi un“riservista” e se avanzano dei vaccini te lo fanno.

Normale? No non è normale che degli ultraottantenni malandati si mettano in fila, in piedi, al freddo, per accedere agli “avanzi”, come all'ortomercato per la frutta avanzata.

Non è accettabile.

Come chiamiamo questi morti ? E' dall'inizio della pandemia che aleggia nell'aria una parola e una cultura impronunciabile: eugenetica.

Gira nell'aria e la Moratti la sfiora con  l'idea che la priorità deve  essere data a chi è produttivo, a chi contribuisce al PIL.

E un ultraottantenne è solo un costo.

Ora accedere agli avanzi è diventato ufficiale: c'è una nuova lista e un nuovo termine: riservisti. Lo hanno detto oggi alla TV,  Fai un'altra richiesta, ti iscrivono alla lista dei riservisti e speri di essere chiamato? E come si fa a iscriversi a questa lista?

E chi mi chiamerà prima?

La lista del diritto o quella riservista?

Intanto ogni morto è un risparmio in pensioni e sanità e una generazione se ne va. Prima nelle RSA e adesso con i ritardi.

Come lo chiamiamo?

E' tutta colpa della Regione?

E' colpa della Regione, certo. Ma il sindaco dove è?

Il sindaco, nessuno lo ricorda, è la massima autorità sanitaria cittadina. E' possibile che in un anno di pandemia, non abbia organizzato un Registro degli ultraottantenni, delle loro patologie e il registro dei soggetti a rischi per patologie gravi.

Impossibile? Difficile?

Un semplice registro chiedendo supporto ai medici di famiglia.

Non c'è. Non so se altre città lo hanno fatto.

Di certo che il sindaco di Milano non si è né visto o sentito in un anno di questa pandemia.

Pensava ad altro il sindaco verde. Pensava dove coprire di cemento e vetro ogni angolo libero della città.

Nemmeno con una telefonata ai suoi vecchi.

Non ridete, ma io e mia moglie, che non abbiamo figli e nipoti aspettavamo almeno questa. Ci contavamo.

Aspettiamo il vaccino, ma non sarò un riservista.

Emilio Molinari.

Ex Consigliere Comunale. Ex Consigliere Regionale ex parlamentare

21.3.2021

sabato 20 marzo 2021

MILANO E CITTÀ METROPOLITANA, DUE SINDACI DIVERSI.

 Di Roberto Biscardini 

Le elezioni amministrative di autunno potrebbero registrare una salutare novità: la separazione tra l’elezione del Sindaco di Milano da quella del Sindaco della Città metropolitana. Basta volerlo. Per almeno due ragioni sostanziali. 

La prima perché i cittadini della Città Metropolitana (circa 3,3 milioni) sono stati espropriati del diritto di scegliere il proprio Sindaco (una volta Presidente della Provincia) che oggi è eletto dai soli cittadini di Milano (circa 1,4 milioni) e sono stati altresì espropriati del diritto di eleggere direttamente i consiglieri metropolitani. 

Secondo, la sovrapposizione della carica di Sindaco metropolitano con quella di Sindaco del Comune capoluogo ha determinato da un lato un gravissimo conflitto di interesse tra i due ruoli, subordinando di fatto le scelte strategiche di carattere economico, territoriale e sociale dell’intera area metropolitana a quelle della sola città di Milano. Dall’altro il tema dell’integrazione della città metropolitana con Milano, rivendicata dai cittadini come una questione centrale, è stato sostanzialmente derubricato, perché sia Pisapia, sia Sala, non hanno esercitato una politica autonoma per l’area metropolitana, privilegiando (persino comprensibilmente) l’istituzione comunale nella quale sono stati eletti.

Si tratta oggi di rimuovere l’obbrobrio istituzionale insito nella cosiddetta riforma Delrio, chiedendo al Governo e al Parlamento di approvare una legge (già prevista) affinché “si possa dar luogo all’elezione del Sindaco e del Consiglio metropolitano a suffragio universale”, separate da quelle del Sindaco di Milano.

Per la Città Metropolitana di Milano la cosa può avvenire subito, avendo una popolazione superiore a 3 milioni di abitanti, e perché si sono già determinate altre due condizioni. E cioè “lo statuto della Città metropolitana ha già previsto la costituzione di zone omogenee” e il Comune di Milano “ha realizzato la ripartizione del proprio territorio in zone dotate di autonomia amministrativa”.

Se i vincoli burocratici previsti dalla legge sono stati risolti, adesso la questione è solo politica. Spetta al Governo Draghi o ai partiti della sua larghissima maggioranza fare il primo passo. Non ci vuole molto e il tempo c’è. A condizione che non si metta di traverso il Comune di Milano, che finora ha subordinato dal centro le politiche per l’area metropolitana o la Regione Lombardia che ha tutto l’interesse di non avere “tra i piedi” un ente intermedio più forte e politicamente autorevole.

Si potrebbe così accelerare un progetto che alcuni di noi avevano già definito fin dal 2015 con una proposta di legge di iniziativa popolare per l’elezione autonoma del Sindaco e del consiglio della Città metropolitana, per tornare alla normalità, dando peso alle aspettative del il territorio.

E ciò indipendentemente dal giudizio che, a distanza di anni, possiamo dare sull’elezione diretta dei Sindaci (per non parlare dell’assurdità istituzionale dell’elezione diretta dei Presidenti delle Regioni).

Introdotta nel 1993 in piena tangentopoli, ha segnato l’inizio di un impoverimento pericoloso per la nostra democrazia. Ha contribuito a personalizzare la politica, ha ridotto l’influenza delle forze politiche, ma soprattutto ha ridotto il ruolo di indirizzo politico-amministrativo e di controllo dei consigli comunali eletti dai cittadini. Subordinando l’esistenza dei consigli a quella del Sindaco (simul stabunt simul cadent) e riducendo le giunte non più ad un organo autorevole e collegiale del Comune, ma ad una sommatoria di consulenti del “sindaco padrone”. Tanto padrone che se vuole, li manda a casa senza motivazione.

Con la separazione dell’elezione diretta del Sindaco della Città metropolitana dall’elezione del Sindaco del Comune capoluogo, tutti i problemi non sono risolti, ma certamente si farebbe un passo avanti decisivo, affinché ai cittadini non sia tolto il diritto di voto e il diritto di scelta. E potrà così riprendere quella sana dialettica istituzionale, nel confronto di interessi diversi e nella risoluzione democratica dei conflitti.

venerdì 19 marzo 2021

Eleonora Evi su Giuseppe Sala nei Verdi

da Eleonora Evi:

" In questi anni ho fatto la guerra a Beppe Sala.

Dal Parlamento europeo ho fatto il possibile per contrastare alcuni progetti incomprensibili e dannosi per l'ambiente e la salute delle persone portati avanti dall'amministrazione di Milano.
Ad esempio ho difeso a spada tratta le petizioni europee presentate dai cittadini contro la costruzione delle vasche di laminazione lungo il fiume Seveso o contro la cementificazione di Piazza D'Armi. Ho presentato interrogazioni sull'inceneritore Silla II per verificare le procedure di autorizzazione e di valutazione ambientale e ho cercato di dare voce alle richieste dei cittadini che chiedevano un nuovo esame delle conclusioni dell'indagine epidemiologica svolta dall'ATS, conclusioni del tutto incongruenti con i risultati dell'indagine stessa.
Recentemente ho richiesto che la petizione europea in difesa dello stadio Meazza a San Siro venisse trattata con procedura d'urgenza dalla commissione Petizioni per fermare l'ennesima operazione immobiliare che consuma suolo prezioso. Un suolo che in città è già stato consumato ad un ritmo inaccettabile.
Nei giorni scorsi Beppe Sala ha dichiarato di voler aderire ai Verdi europei. Ho prontamente commentato che ritengo sia una bella notizia. E soprattutto una grande opportunità. Sì, è una grande occasione che un sindaco di una città importante come Milano abbia capito che al centro deve essere posta la questione ambientale, che non c’è giustizia sociale senza giustizia ambientale e climatica.
Ho molto apprezzato il suo appello, cofirmato insieme a Virginia Raggi, per una ripresa post Covid che sia “verde, giusta, locale”, affinché le risorse del Recovery vengano spese in modo lungimirante, e per una trasformazione ecologica che parta dalle città. Non possiamo non partire da lì.
Ora, è chiaro, dalle parole bisogna passare ai fatti.
I fatti sono che nei verdi europei ci sono sindaci capaci e determinati. Un esempio? il sindaco di Lione, che è NO TAV.
Entrare a far parte della famiglia dei verdi europei significa mettersi in rete con altre città, sindaci, realtà e con rappresentanti politici di vari livelli istituzionali con i quali lavorare di concerto per rendere concreti gli obiettivi europei di azzeramento delle emissioni di gas serra, di “zero pollution” ovvero inquinamento zero, di economia circolare, di efficientamento energetico, di uso efficiente delle risorse e di un'energia basata al 100% su fonti rinnovabili.
Questo è il futuro.
E se il sindaco Beppe Sala si unisce a noi per costruire insieme questo futuro, portando la sua capacità di manager e amministratore pubblico, la sua credibilità nei confronti del mondo imprenditoriale, un mondo che dovrà essere parte integrante di questo cambiamento, beh, io sono convinta potrà dare un grandissimo contributo.
E state tranquilli. Di greenwashing ne abbiamo già visto tanto, troppo. E i verdi europei su questo sono e saranno ferrei. Lo siamo quotidianamente nei confronti della Commissione europea e dei governi degli Stati membri, lo saremo anche nei confronti degli enti locali.
Ma al contempo bisogna uscire dalle logiche di eterna opposizione e contrapposizione e cercare soluzioni condivise, senza mai perdere ambizione e coraggio.
In questo momento storico, molto diverso da quello che vivevamo 10 anni fa, non ha più senso mettersi ai margini e gridare che la politica è brutta e cattiva, perché così non si otterrà proprio niente.
Sono convinta che oggi sia il tempo di allargare lo sguardo, creare connessioni, trovare nuovi alleati per contrastare un problema che da soli non saremo in grado di fermare. La crisi climatica, la perdita di biodiversità, le minacce pressanti alla salute delle persone, le disuguaglianze crescenti vanno affrontate insieme.
Altrimenti abbiamo già perso.


giornata mondiale di Azione per il Clima. Dai Verdi Europei e foto e video Bike Strike di Milano

 Dai Verdi Europei   LOTTA PER IL CLIMA: RAGAZZI NON FERMATEVI!

a fondo articolo, foto del Bike Strike for climate di Milano del 19 marzo 2021

click per video: #fridaysforfuture​ #bikestrike​ #climatechange​ Milano 19 3 2021

Eleonora Evi: "Oggi è la giornata mondiale di Azione per il Clima e siamo arrivati al 135° venerdì di sciopero per il clima.
Oggi in tutta Europa ci saranno oltre 600 scioperi in cui migliaia di giovani, che hanno capito molto prima e molto più degli adulti l'urgenza della lotta agli sconvolgimenti climatici, chiederanno alla politica di agire ora, prima che sia troppo tardi.
Queste ragazze e questi ragazzi dei
Fridays For Future Italia
con cui mantengo un dialogo costante da ormai un anno, hanno tutto il mio supporto.
Il tempo sta scadendo e non possiamo più accettare false promesse dalla Commissione europea e dai governi nazionali.
Ecco perché come verdi europei
Greens/EFA in the European Parliament
installeremo un enorme orologio climatico qui a Bruxelles, simbolo della necessità di prendere decisioni coraggiose e passare all'azione ora, prima che sia troppo tardi per noi e per le future generazioni"

foto dal bike for climate di MiLANO; in bici per due motivi, per rispettare il distanziamento fisico e salvaguardare la salute dei partecipanti; in bici, per dimostrare che una città migliore è possibile da subito; una città che vuole respirare, muoversi e vivere.


















































Finiguerra (Verdi). La Lega pensi agli ospedali e ai treni e non a inutili autostrade

 Dal fb di Domenico Finiguerra

Per la consigliera regionale Silvia Scurati la superstrada Vigevano-Malpensa è fondamentale per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 e quindi va rilanciata, nonostante le diverse bocciature ricevute.

Ma evidentemente, per la consigliera leghista, i visitatori che atterreranno nel 2026 all'aeroporto di Malpensa per assistere alle competizioni olimpiche che si svolgeranno a Milano e a Cortina, arriveranno tutti dopo aver prenotato un'automobile pronta per essere lanciata a 130 km/h su un'autostrada in direzione di Vigevano, ovvero in direzione opposta rispetto ai luoghi dove si svolgeranno le Olimpiadi...

Invece di continuare ad insistere con un progetto anacronistico e buono solo per cementificare il territorio del Parco del Ticino in sfregio ad uno dei paesaggi più belli che abbiamo in Lombardia e per violare l'ultimo polmone verde della Città Metropolitana di Milano, la Lega ed i suoi esponenti di punta si diano invece da fare per raddoppiare la ferrovia.

Oppure, invece di perdere tempo per venirsi a fare i selfie alle inaugurazioni dei centri di vaccinazione, si adoperino per dare corso a quello che loro stessi hanno votato in Consiglio Regionale: ovvero riaprire il Pronto Soccorso dell'ospedale di Abbiategrasso H24 e potenziare tutti i suoi servizi.

giovedì 18 marzo 2021

La censura dei e nei gruppi Facebook, e la differenza con la Germania.

Domenica, nelle elezioni tedesche, stando agli analisti politici, per il calo della CDU ha fortemente inciso uno scandalo sulle mascherine, in Lombardia, è successo circa 140mila volte peggio.

Passo 1.  comunicazione. In Italia, cerchi su google "mascherine pannolini Lombardia", non esce l'Ansa o le testate nazionali, ma fanpage con un ottimo articolo del già cons. Reg. Giulio Cavalli.

Passo 2. Come divulgare la comunicazione? Per evitare di raccontare solo a chi sa già? Nei gruppi stile social Street. Cosa succede? Spesso, mascherati dalle migliori intenzioni, a volte, anche una sincera inadeguatezza, cioè senza esplicita premeditazione porta a una censura di fatto dei contenuti scomodi al potere e a chi governa; poi, se aggiungiamo la presenza di dipendenti e famigliari di dipendenti di aziende direttamente legate al potere o a un sistema clientelare assai diffuso e ramificato, ancor prima di arrivare alle agenzie come "la bestia", o in stile "Cambridge analitica", e il gioco è fatto.

Ricordiamoci sempre che il web non è la realtà ma la sua rappresentazione, ed è in questo salto che si insinua la minaccia alla democrazia.

Buona giornata e buona lettura

#lombardia #social #socialdilemma #socialStreet #local #web #webdemocracy

https://www.fanpage.it/milano/lombardia-dalle-mascherine-pannolino-ai-vaccini-spese-pazze-ed-errori-della-centrale-acquisti-aria/

mercoledì 17 marzo 2021

SALVINI, BERLUSCONI E RENZI FONDANO LA “COALIZIONE PER IL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA”….BUONGIORNO FUTURO!

 L’Italia riuscirà mai a liberarsi dall’ossessione per il Ponte sullo Stretto di Messina?! Periodicamente questa grande opera inutile torna nel dibattito pubblico come un boomerang, riportandoci indietro di almeno 20 anni.

L’ennesimo rilancio ci viene oggi propinato dall’allegro trio Lega-Forza Italia-Italia Viva, e riflette tristemente tutta l’arretratezza culturale di una classe politica che vende false promesse di sviluppo e occupazione al grido di “cemento, cemento, cemento”!

Il che rende ancor più grottesche le promesse di tutela dell’ambiente spergiurate da Salvini alla nascita del governo Draghi (!!)

L’Italia ha decisamente bisogno di realizzare opere più urgenti e decisamente più sostenibili. Il neo-nato Ministero della Transizione ecologica dovrebbe saperlo…

Ma se invece di parlare di sviluppo sostenibile siamo ancora fermi al Ponte sullo Stretto, allora…Houston abbiamo un problema!
da fb Eleonora Evi European Greens

martedì 16 marzo 2021

VAS VACCINI: LIBERALIZZARE I BREVETTI!

riceviamo e volentieri pubblichiamo da Verdi Ambiente e Società 

Il COVID continua ad imperversare e a mietere vittime nel mondo. La crisi sociale ed

economica che la pandemia sta generando, aumenta le disuguaglianze sociali.

Giorgio Diaferia, dell’Esecutivo Nazionale di Verdi Ambiente e Società e medico

specialista fisiatra, ha dichiarato: “Appare del tutto condivisibile la proposta avanzata

dalla FNOMCeO, da varie realtà associative e da alcune forze politiche di liberalizzare,

almeno temporaneamente, i brevetti sui vaccini, al fine di poterne produrre quantità

sufficienti ad immunizzare almeno l’80% della popolazione mondiale. Filippo Anelli,

Presidente FNOMCeO, ha affermato - I brevetti sui vaccini, che, tutelando il giusto diritto

alla proprietà intellettuale, costituiscono un volano per ricerca e innovazione, determinano

tuttavia dei limiti nell’accesso alle cure. In questo caso, l’emergenza è tale per cui

l’accesso alla vaccinazione del maggior numero possibile di persone non risponde solo ai

principi etici di universalità, equità e uguaglianza ma anche a una precisa strategia di

prevenzione – Sarà quindi decisivo, per sconfiggere questo virus, dare una risposta

positiva a questa richiesta di liberalizzazione”

Stefano Zuppello, Presidente di VAS ha dichiarato: “Il Parlamento europeo ha

approvato con 291 voti a favore, 195 contro e 204 astenuti un emendamento sul ‘Rapporto

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche’ che invita la

Commissione e gli Stati membri a superare gli ostacoli e le restrizioni derivanti dai brevetti

e dai diritti di proprietà intellettuale al fine di garantire un’ampia produzione di vaccini e la

loro tempestiva distribuzione a tutti i Paesi e a tutti i cittadini. Ma, purtroppo, su questo, i

grandi della terra stanno facendo orecchie da mercante. I Paesi membri

dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) non hanno raggiunto un accordo sul

tema della deroga ai brevetti per la produzione di vaccini proposta da India e Sudafrica. A

non accogliere le petizioni sono stati una serie di Paesi ad alto reddito più il Brasile.

Secondo queste nazioni i brevetti sarebbero importanti incentivi all'innovazione e le regole

in merito sarebbero state rese già sufficientemente flessibili durante la pandemia.

Insomma, anche davanti a questa pandemia si vuole proteggere il profitto privato. La

nostra associazione - conclude Zuppello - si unisce al movimento che si sta

organizzando per rendere ancora più forte la richiesta di liberalizzare i brevetti sui

vaccini e vogliamo lanciare un appello: che sia l'ONU, di fronte ad una pandemia

mondiale, a farsi carico di acquistare tutti i brevetti dei vaccini e di pianificare una

vaccinazione mondiale di massa senza limitazioni per nessuna nazione”


Roma, 15 marzo 2021