Il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, la poesia fatta calcio, l'anticonformismo come scelta di vita. Gianni Rivera è stato il simbolo dei formidabili anni Sessanta, il primo Pallone d'Oro italiano, Italia e Germania quattro a tre. «Nessuno quanto lui ha fatto titolo e cassetta, scatenato applausi e fischi, dato la stura a polemiche, esca a pettegolezzi» scriveva Roberto Gervaso. Ha combattuto contro arbitri, poteri forti, critica. É stato calcio, spettacolo, letteratura persino parabola divina nel cinema di Diego Abatantuono: «Gianni Rivera, ciapp' questo pallone e vai in giro per il mondo a insegnare il giuoco del calcio...». A 76 anni portati da dio (appunto...), non ha ancora smesso di stupire. Ha appena preso il patentino di allenatore. E dire Rivera vuol dire ancora dire Milan.
