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martedì 17 dicembre 2019

Gianni Rivera e il calcio d'oggi.

Il più grande giocatore italiano di tutti i tempi, la poesia fatta calcio, l'anticonformismo come scelta di vita. Gianni Rivera è stato il simbolo dei formidabili anni Sessanta, il primo Pallone d'Oro italiano, Italia e Germania quattro a tre. «Nessuno quanto lui ha fatto titolo e cassetta, scatenato applausi e fischi, dato la stura a polemiche, esca a pettegolezzi» scriveva Roberto Gervaso. Ha combattuto contro arbitri, poteri forti, critica. É stato calcio, spettacolo, letteratura persino parabola divina nel cinema di Diego Abatantuono: «Gianni Rivera, ciapp' questo pallone e vai in giro per il mondo a insegnare il giuoco del calcio...». A 76 anni portati da dio (appunto...), non ha ancora smesso di stupire. Ha appena preso il patentino di allenatore. E dire Rivera vuol dire ancora dire Milan.
Rivera, cominciamo dall'inizio: arriva al Milan e va in campo subito con Juan Alberto Schiaffino, il Messi degli anni '50.