giovedì 21 gennaio 2021

Smog: Verdi, in Italia il governo resta a guardare

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Smog: Verdi, in Italia il governo resta a guardare Torino e Milano fra le prime in Ue per morti da biossido azoto 

 ROMA, 21 GEN - "Torino e Milano sono al terzo e al quinto posto in Europa per decessi da biossido di azoto, molti dei quali potrebbero essere evitati applicando le linee guida dell'OMS: e' questo il responso di uno studio pubblicato su The Lancet Planetary Health e finanziato dal ministero per l'Innovazione spagnolo e dal Global Health Institute, mentre il Governo italiano resta impassibile a osservare una situazione che ha reso i nostri territori piu' vulnerabili all'attacco del Covid-19". Cosi', in una nota, Elena Grandi, co-portavoce nazionale dei Verdi, e Tiziana Mossa, co-portavoce dei Verdi del Piemonte, entrambe esponenti di Europa Verde. "Al di la' della correlazione tra aree maggiormente inquinate e diffusione del coronavirus, - proseguono, - tutti sappiamo che lo smog rappresenta un gravissimo problema sanitario, al momento totalmente dimenticato dalla politica nazionale e regionale, nonostante gli innumerevoli proclami. Ce ne parlano i tragici numeri dei decessi certificati ogni anno dall'Agenzia Europea dell'Ambiente. Questo Paese, con due delle sue citta' piu' importanti in testa, Milano e Torino, necessita di un cambio di passo risoluto su questioni come mobilita', energie rinnovabili, risparmio energetico e di conseguenza sulle scelte economiche". "Ci auguriamo, - concludono Grandi e Mossa, - che le prossime elezioni amministrative possano determinare le condizioni per l'accelerazione necessaria a imprimere la svolta necessaria e che, anche attraverso i fondi del Next Generation EU, si possa cominciare a fare delle nostre citta' delle citta' sempre piu' vivibili e attente alla salute e al benessere delle persone".

mercoledì 20 gennaio 2021

Il documento della segreteria del PSI sul governo Conte 17.1.2021

  Governo. Riunita la Segreteria del Psi. Sì esecutivo   autorevole con maggioranza allargata. Delega a Maraio e Nencini

Approvata all’unanimità la relazione del segretario Maraio  

“Formare una maggioranza organica dentro un quadro politico certo, senza immaginare soluzioni di fortuna. Serve invece utilizzare queste ultime ore per ricostruire l’unità delle forze di maggioranza. 

Questa fase va affrontata con coraggio e visione lunga da un governo autorevole, ripartendo da questa coalizione, che va rafforzata e allargata alle forze di ispirazione europeista presenti in parlamento. L’Italia non può permettersi un governo privo di un progetto politico. 

È quanto si legge nel documento emerso dalla segreteria nazionale del Psi, sulla base della relazione del segretario Maraio, che si è riunita oggi da remoto per discutere della crisi di governo. “Il documento emerso dalla segreteria nazionale è stato approvato all’unanimità; la segreteria ha dato mandato al segretario del partito, Enzo Maraio e al senatore Riccardo Nencini, di gestire la fase di crisi dell’esecutivo nel rapporto con le forze politiche di maggioranza”

Nuova mappa della Metropolitana di Milano

 La nuova mappa della #metropolitana milanese 

Così il Sindaco di Milano 

La nuova mappa della metropolitana che viene installata in questi giorni lungo la rete non solo racconta l'evoluzione della città attraverso il potenziamento del sistema di trasporto pubblico, ma testimonia la volontà di connettere i quartieri e le aree fuori città, rendendo gli spostamenti interni e in entrata e in uscita da Milano più sostenibili. 

Nel nuovo disegno della rete Atm, sono indicate le linee suburbane che collegano a Milano i cittadini della regione e della città metropolitana ed è finalmente visibile l'intero tracciato della linea M4 che presto vedrà aprire le prime fermate: i lavori sono stati l’occasione per realizzare sistemazioni superficiali che renderanno sempre più accoglienti i vari punti della città in corrispondenza delle fermate.

Grazie al rinnovamento della flotta dei bus urbani - tutti elettrici entro il 2030 - e al prolungamento della linea M1 fino a Baggio e della linea M5 fino a Monza e Brianza, intendiamo vincere la sfida dell'interconnessione green di Milano, tra quartieri e comuni.

Intervento di Gilberto Rossi già esponente del comitato pendolari e cons. Com. Verde di Ossona e assistente de la città dei comuni in città metropolitana 

Un grazie a #Milano per aver accolto la proposta mia e del comitato pendolari del 2011, dove chiedevamo che le linee suburbana, vere linee metropolitane anch'esse, venissero indicate, tra l'altro rendono evidente la dimensione di città metropolitana (scusate il gioco di parole), e rimandano al mittente, le proposte speculative di Regione che, a parole vorrebbe far prolungare, inutilmente le mm ma continua a non far funzionare il servizio suburbano, che ha treni ogni mezz'ora, e nel 2010,li presentarono come "saranno ogni 10 minuti".
Buon lavoro e, evviva i Verdi
#pendolari #lombardia #regionelombardia



Senato. 156 si 140 no 16 astenuti. Intervento di De Petris e conclusione Casellati

 Inizia il collegamento di Radiopopolare per le dichiarazioni di voto del senato e i cronisti lasciano spazio all'intervento della Senatrice Loredana De Petris, un intervento, a detta dei più, che coglie appieno il momento; riascoltiamolo

Intervento di Loredana De Petris

A seguire gli altri interventi personali e le dichiarazioni dei capigruppo 

Ecco il risultato della votazione 

Video QuiMilano

Video diretta del Senato. Il risultato della votazione

156 si, 140 no

313 presenti, 312 votanti

Il governo ha la fiducia con una maggioranza semplice e non assoluta

Si sono astenuti i senatori di Italia Viva

Basilica di Magenta. Non un semplice presepe

 Causa pandemia rischiava di sfuggirci questa meraviglia, le foto non rendono giustizia ma lasciano intravedere la bellezza che regala stupore























Da ieri notte TNT FedEx non è in grado di distribuire le sue merci

Riceviamo e pubblichiamo 

 Da ieri notte TNT FedEx non è in grado di distribuire le sue merci e paga il prezzo dell'arroganza di non riconoscere un sindacato che rappresenta l'80% dei suoi operai in Italia. Il sindacato non lo scelgono i padroni, chi tratta lo scegliamo noi. Verso lo sciopero generale del 29 gennaio i lavoratori combattivi sono già ai loro posti, per il rispetto degli accordi in essere e un tavolo nazionale per un protocollo di sicurezza per il Covid, miglioramenti salariali per facchini e autisti e la dignità. Forza #sicobas



martedì 19 gennaio 2021

Ridiamo per non piangere. I migliori meme del web

Tutto iniziò con la candidata sindaco Moratti e il suo staff di comunicazione contro la Moschea abusiva del famoso quartiere milanese di Sucate












 

156 si, 140 no, 16 astenuti. Il Governo incassa la fiducia del Senato con maggioranza relativa

 Da fb di Daniele Bianchessi 

Diretta quimilano

156 si, 140 no, 16 astenuti. Il Governo incassa la fiducia del Senato con maggioranza relativa, Conte si salva, ma i nodi politici nella maggioranza restano. Sul piano politico Conte riceve l'appoggio di Pd, M5s, Leu, Maie, Sudtirol, di Rossi e Causin di Forza Italia (ora fuori dal partito), dei senatori a vita Monti e Segre, dei ribelli di Italia Viva, alcuni poi tornati nel Pd, di Casini, e di una parte dei parlamentari del Gruppo Misto tra cui Lonardo, moglie di Mastella. Al no del centrodestra si sono associati Emma Bonino, l'Udc, pezzi del Gruppo Misto. La comunicazione dell'esito finale della votazione è stata ritardata dalla richiesta di Lello Ciampolillo, ex parlamentare del M5s e ora al gruppo Misto, di poter votare anche se le urne si erano chiuse al Senato. Nell'aula si è scatenata la bagarre con molti senatori in piedi che protestavano contro la presidente Elisabetta Casellati. Poi Ciampolillo e Nencini sono stati riammessi. Il vero scontro è andato in diretta durante il discorso di Matteo Renzi. "Bisogna guardarci in faccia, ora o mai più", ha detto Renzi a Conte che nella sua replica ha risposto: "Italia Viva ha scelto la strada dell'aggressione a fronte di continue offerte di dialogo". Nel discorso che ha preceduto il voto finale, il Presidente del Consiglio Conte ricorda "le continue pretese di Italia Viva, i suoi rilanci concentrati peraltro non casualmente sui temi palesemente divisivi rispetto alle varie sensibilità delle forze di maggioranza". Come alla Camera, anche in Senato Conte si rivolge ai 'volenterosi': "chiediamo un appoggio limpido, trasparente, che si fondi sulla convinta adesione a un progetto politico". Per Conte servono un Governo e forze parlamentari volenterose "consapevoli delle difficoltà che stiamo attraversando e della delicatezza dei compiti". Conte è tornato anche sulla riforma della legge elettorale: "Negli anni passati abbiamo subito una frantumazione della rappresentanza, sono emersi nuovi processi, anche in maniera dirompente, non possiamo fare una legge che costringa forze così diverse, questo artificio contribuirebbe all'instabilità politica". Infine il premier ricorda Paolo Borsellino nel giorno del suo 81esimo compleanno e l'impegno del Governo alla lotta alla mafia, e il ricordo delle migliaia di morti per Covid-19.

ASSOLTI ANCHE IN APPELLO I DIRIGENTI BREDA/ANSALDO.

 Riceviamo e pubblichiamo 


PER GLI OPERAI UCCISI DALL’AMIANTO NESSUNA GIUSTIZIA. OLTRE IL DANNO LA BEFFA: LE ASSOCIAZIONI PARTI CIVILI  NEL PROCESSO CONDANNATE A PAGARE LE SPESE PROCESSUALI.

IN ITALIA PER GLI OPERAI E LA CLASSE LAVORATRICE NON C’E’ GIUSTIZIA. PER I PADRONI NON RISPETTARE LE NORME DÌ SICUREZZA E UCCIDERE GLI OPERAI PER IL PROFITTO NON E’ REATO.

Dopo poco più di un’ora e mezzo di Camera di Consiglio la Corte d’Appello della V Sezione Penale, composta di tre giudici, il Presidente Matacchioni, il relatore Arnaldi e dalla giudice Sola, hanno confermato la sentenza di primo grado nonostante il Procuratore Generale Nicola Balice nella sua requisitoria abbia richiesto condanne dai  2 ai 4 anni e 11 mesi per i dirigenti.

Ancora una volta la verità storica raccontata dagli operai, dall’ASL e dai consulenti del Procuratore Generale si è scontrata con la verità processuale.

Il Tribunale penale di Milano si è schierato contro i lavoratori morti d’amianto, di malattie professionali e di profitto, sostenendo in modo vergognoso  padroni e manager che non rispettano per il profitto la vita umana mandando a morte centinaia di lavoratori e cittadini.

Il Palazzo di Giustizia di Milano, da tempo chiamato dai lavoratori  PALAZZO DELL’INGIUSTIZIA, anche questa volta non si è smentito.

Fiducia nello stato e nei tribunali noi non ne abbiamo mai avuta; da decenni abbiamo sempre lottato in fabbrica e nel territorio e da anni anche nei Tribunali dei padroni a difesa dei nostri compagni di lavoro uccisi dalle sostanze cancerogene e dallo sfruttamento, sapendo di andare contro una giustizia che è di classe, che difende solo gli interessi dei padroni.


I giudici che hanno assolto i manager imputati dell’omicidio colposo di decine di lavoratori esposti alle sostanze cancerogene senza protezioni, hanno condannato noi e le altre associazioni parti civile a pagare anche le spese processuali sperando di farci stare zitti in futuro. Essi lanciano, per l’ennesima volta,  un segnale chiaro: chi mette in discussione il loro sistema economico-politico-giudiziario, chi porta sul banco degli imputati padroni e manager, chi ostacola il profitto, rivendicando sicurezza sul lavoro, ambienti di  lavoro salubri,  giustizia, sarà punito e pagherà un caro prezzo.

COME GIA’ SUCCESSO ALTRE VOLTE  CERCAVAMO GIUSTIZIA E ABBIAMO TROVATO LA LEGGE DI CLASSE.

Uno stato, una legge, una magistratura che difendono solo una parte dei cittadini, quella dei potenti e dei loro tirapiedi, non sono nostri. 

Questa sentenza ci fa arrabbiare, ma non ci arrendiamo. La rabbia e l’odio contro la società e la giustizia dei padroni non ci porta alla rassegnazione ma infonde in tutti i nostri compagni ancora più determinazione nella lotta.

CONTRO SENTENZE E LEGGI INGIUSTE RIBELLARSI E’ UN DOVERE E COMBATTERE UNA RAGIONE DI VITA.

La lotta contro le morti sul lavoro e per la sicurezza nei luoghi di lavoro e nel territorio continua nelle strade, nelle piazze, nei luoghi di lavoro e anche nei tribunali, fino alla Corte di Cassazione.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Milano, 19.gennaio 2021  

 e-mail: cip.mi@tiscali.it

Covid: Verdi, inammissibili dichiarazioni Moratti in sfregio a Costituzione

Riceviamo e pubblichiamo 

Covid: Verdi, inammissibili dichiarazioni Moratti in sfregio a Costituzione Milano, 19 gen - (Nova) - "Apprendiamo con incredulita' le parole della vicepresidente della Regione Lombardia Letizia Moratti che, con l'assenso del presidente Fontana, vorrebbe i vaccini distribuiti in base al Pil, ovvero alla ricchezza prodotta. In totale sfregio del principio di uguaglianza formale e sostanziale sancito dalla Costituzione della Repubblica, si cerca di privilegiare l'accesso al vaccino sulla base di indicatori economici: piu' produci, piu' ti curi; prima i ricchi e dopo i poveri. Per noi e' inammissibile". Cosi', in una nota, Elena Grandi e Domenico Finiguerra, rispettivamente co-portavoce nazionale dei Verdi e membro del gruppo di garanzia di Europa Verde. "Al contrario di quanto pensano i signori del Pirellone, la priorita' per il Paese - proseguono - dev'essere quella di vaccinare il prima possibile una percentuale di cittadini tale da raggiungere l'immunita' di gregge che ci permettera' di riconquistare un po' alla volta le liberta' di cui tutti ci siamo faticosamente privati nel corso dell'ultimo anno". "Solo in questo modo - concludono Grandi e Finiguerra - potremo dare inizio alla costruzione di un Paese piu' moderno e piu' resiliente alle crisi che ci aspettano, quella climatica in primis".



Mafia:M5s, ok regolamento Ue colpo a criminalita' organizzata

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo

ROMA, 18 GEN - "Grazie alla norma che introduce il riconoscimento reciproco nei Paesi dell'Unione de provvedimenti antimafia dell'autorita' giudiziaria, la lotta alla criminalita' organizzata puo' contare su un nuovo, potente strumento". E' quanto affermato, in una nota, dai portavoce del Movimento 5 Stelle in commissione antimafia. "Si tratta di uno straordinario passo in avanti, compiuto anche grazie all'impegno del Movimento, con il quale, ora, sara' possibile colpire la mafia a livello economico in tutta l'Unione. Per combattere efficacemente la mafia, e' fondamentale avere la possibilita' di colpirla dal punto di vista economico anche all'estero, dove ormai da tempo ha radicato i suoi affari, sequestrando e confiscando i suoi beni illeciti ovunque nei Paesi Ue".

domenica 17 gennaio 2021

Facciamo chiarezza sui conti di san siro

 Dal coordinamento comitati San Siro 

1-La proprietà - sono 281.000 mq - è del Comune cioè di noi cittadini. Come lo era il Pireo per i greci e il porto di Trieste per i triestini, andati rispettivamente ai russi e ai tedeschi. Quest'area È  dei milanesi. Punto. 

2- Arrivano degli investitori stranieri che -come per il Pireo- la vogliono (scusate, ma Milano è nelle stesse condizioni??). E darebbero al Comune 2 milioni all'anno di affitto per 90 anni. Contro i 10 milioni all'anno attuali. Con un ammanco quindi per le casse comunali di 720 milioni.  Che in qualche modo il comune dovrà rimpinguare. 

3- Come potrà il Comune coprire l'ammanco di 720 milioni ? Non certo con i LORO oneri di urbanizzazione che ammontano a 81 milioni (erano 86 e li hanno ridotti) tutti a servizio della loro opera (aiuole, terrazzi, sottopasso). Come ? i modi sono i soliti .. non è che i soldi si raccolgono sugli alberi: aumenti biglietti trasporti, aumento Tari...ecc

4-la LORO proposta non è sicura per due motivi: primo per la nebulosità sulla proprietà dei proponenti, che rimane nebulosa, tanto che c'è un'inchiesta dell'antimafia in corso. Secondo perchè devono chiedere alle banche un finanziamento di 740 milioni. E siamo così sicuri che le banche vorranno dare tutti questi soldi a squadre così traballanti? 

5- i diritti sul solo nome (named rights)  'San Siro' valgono 13,8  milioni all'anno- ripeto 13,8 mln all'anno ! E quanto fa questa cifra per 90 anni ??? = 1,242 miliardi. Ma guarda... Vi dice nulla? E LORO andrebbero a Sesto San Giovanni? Perdendo questi soldi ? 

5- CONCLUDENDO - Il comune deve difendere il suo/nostro territorio, non lo deve svendere come il Peloponneso. Se vogliono San Siro glielo si dà a certe condizioni. Possono ristrutturare il Meazza (e se proprio si può mettere anche la tanto amata zip-line!)  e costruire un po', poco, intorno, dove è già cementificato, riqualificando la zona. E si lascia il verde rendendolo più fruibile. Tutto per meno di 300 milioni ed entro lo 0,35 mq/mq. Punto. 

6- La legge sugli stadi è chiara : si può fare un nuovo stadio SE non è ristrutturabile l'esistente


STADIO, VERDI: PROPOSTO RICORSO A CAPO DELLO STATO, SERVE DIBATTITO PUBBLICO

riceviamo e volentieri pubblichiamo 

Milano, 16 GEN - "Lo stadio di San Siro è un bene pubblico da preservare e difendere e su cui è necessario aprire un dibattito pubblico che ne definisca il futuro. Per questa ragione, dopo che le Commissioni di Esperti del Ministero dei Beni Culturali hanno confermato la necessità che lo stadio sia vincolato, i Verdi di Milano hanno proposto un ricorso al Capo dello Stato perchè si eviti la demolizione di un pezzo di storia non solo milanese ma anche internazionale". Così in una nota i Co-portavoce dei Verdi Mariolina de Luca Cardillo e Andrea Bonessa, che hanno presentato il ricorso con il patrocinio dell'avvocato Veronica Dini. Si tratta di "un esempio dell'impegno attivo e puntuale dei Verdi di Milano nella difesa dei beni comuni, - proseguono i co-portavoce - di cui saranno quotidiani testimoni nel nuovo percorso politico intrapreso in vista delle future elezioni comunali a sostegno della ricandidatura del Sindaco Sala. Manteniamo vive le nostre istanze di coinvolgimento della cittadinanza nelle scelte sulle proprietà pubbliche, in antitesi alle logiche che prediligono gli interessi privati delle speculazioni finanziarie".

sabato 16 gennaio 2021

Candele non falò. La proposta dei #nodiscarica

 Riceviamo e volentieri pubblichiamo e ci uniamo all'invito.



San Siro. Ecco il progetto per il recupero

 Do Gabriella Bruschi del Comitato San Siro 

Il Meazza resterà un’icona. Anzi, di più

Nuovo passo avanti per il progetto di ristrutturazione dello Stadio Meazza a San Siro e della zona circostante.  Depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la ristrutturazione.

L’ingegner Riccardo Aceti, ideatore del noto progetto

“Galleria Panoramica”, insieme all’ingegner Nicola Magistretti, hanno in questi giorni depositato il piano di fattibilità al Comune di Milano per la “riqualifica e l’ammodernamento dello stadio Meazza di San Siro” .

Nel dossier sono stati inserirti nuovi dettagli, innovazioni, idee architettoniche che rendono il Meazza uno stadio decisamente all’avanguardia, sorpassando di gran lunga le comuni tipologie di stadio “standard” presenti nel mondo.

“Lo stadio Meazza è già ora un’icona riconosciuta in tutto il mondo. E’ assolutamente possibile – oltre che doveroso - mantenere la sua iconicità e nello stesso tempo apportare normali migliorie, dice Aceti, docente al Politecnico di Milano. “Ma – di più – possiamo aggiungere un tocco di straordinarietà che lo renderà ancora più affascinante”.

Nello stesso piano di fattibilità viene anche valorizzata la zona circostante lo stadio, nel più totale rispetto innanzitutto del verde esistente, utilizzando invece per i servizi le zone già ora non destinate al verde.

“Con il deposito del nostro piano di fattibilità si vuole dare concretezza alle nostre idee con numeri e piani alla mano” dice ancora Aceti. “Per evitare che si pensi che sono solo ipotesi eteree”.

Rispondendo uno a uno a tutti i dubbi avanzati nel tempo, con soluzioni concrete e decisamente innovative, Aceti propone per lo stadio Meazza lavori molto mirati e tutto sommato contenuti, che quindi hanno il pregio di essere meno costosi e di non interrompere il campionato.

“Bisogna sfatare la narrazione che non sia possibile ristrutturare lo stadio Meazza” dice Aceti. “Non è così. Si può ristrutturare benissimo: rispettando le parti iconiche, apportando migliorie dove è necessario e aggiungendo innovazioni straordinarie. Abbiamo utilizzato le più innovative tecnologie e abbiamo dimostrato che si può. E si può a costi contenuti”.

Il piano di fattibilità depositato in Comune contiene anche un piano di Sostenibilità  economico-finanziaria, costruttiva e ambientale/ecologica  a firma Nicola Magistretti.

“Abbiamo messo a punto una strategia  win win per tutti,  con la quale dimostriamo che ci saranno profitti sia per gli investitori, sia per l’amministrazione, con ricavi annuali basati sull’utilizzo di opportune  superfici a reddito, ricavate all’interno dello Stadio con il progetto di riqualifica e ammodernamento ” dice Magistretti.

Le cifre per il progetto di riqualifica e l’ammodernamento dello Stadio Meazza non superano i 300 milioni di euro, la metà di quanto ipotizzato da altri progetti.

“Questi sono costi assolutamente aderenti alla media dei prezzi in questo campo, senza inopportuni mark up” dice Magistretti. “Inoltre essi sono tali da essere compatibili con un indice di edificabilità dello 0,35 mq/mq, rispettando quindi anche il Pgt del Comune di Milano”.

“Con questi volumi si può edificare in modo molto moderato nella zona circostante lo stadio, arricchendola di servizi rivolti al quartiere, non speculativi e con un equilibrato rapporto costi-benefici, ma certamente utilizzando le aree che già ora non sono verdi. Il che significa che non ci sarà alcun ulteriore consumo di suolo. Invece verrà conservata e anzi, valorizzata l’area esistente di verde profondo”.


venerdì 15 gennaio 2021

Nencini L'ultimo dei craxiani: "Mi sento Ulisse, il governo è Itaca

Il senatore socialista Riccardo Nencini (eletto con INSIEME verdi, psi e civici)

"Fatta eccezione per Obama e Tony Blair, credo che in queste ore mi abbiano chiamato tutti. Come mi sento? Come Ulisse sulla nave, tra tempeste e insiedie, ma con coerenza socialista puntiamo dritti su Itaca". Riccardo Nencini, "ultimo dei craxiani" per sua stessa definizione ("Non ho mai tradito"), detentore del simbolo Psi, oggi alla terza legislatura (la prima da ventenne nel '92), è il protagonista della giornata. Nel settembre 2019 grazie a lui (e al simbolo del suo garofano, decisivo perché era in lizza alle ultime elezioni. Il nuovo regolamento del Senato infatti prevede che si possano formare gruppi autonomi, composti da almeno 10 senatori, a patto che corrispondano a partiti che si siano presentati alle elezioni), Matteo Renzi ha trovato casa con Italia Viva al Senato dopo la scissione dal Pd.

Consumato il nuovo strappo dell'ex "rottamatore", Nencini la targa fuori dalla casa potrebbe portarla via. E, qualcuno dice, anche una mezza dozzina di renziani a Palazzo Madama. Dei 18 del potenziale nuovo gruppo, di numeri e nomi, il presidente della commissione Cultura del Senato si rifiuta di parlare. Ma, chiuso fino a sera nel suo studio, il ragionamento politico che sta alla base dell'operazione lo esterna.

"È un'operazione che per me rientra nel credo riformista - tiene a premettere - Non è tempo per governi raffazzonati. Dico una cosa: l'Italia esce dalla fase dell'emergenza ed entra in quella della rinascita, ci sono il Ricovery e la campagna vaccinale da gestire. Chi lo fa? Fossimo in un Paese normale, con una destra alla Aznar, lo farebbe un governo di unità nazionale. Ma noi non siamo un Paese così". E allora? "Allora bisogna ripartire da questo governo, che è il più autorevole che abbiamo a disposizione per gestire la seconda fase. Un governo raccogliticcio non possiamo permettercelo. Questo vuol dire essere costruttori: essere consapevoli che non si può mandare il Paese al macero ora che bisogna farlo ripartire e quindi far sedere a un tavolo i soci fondatori di questa maggioranza".

Telefonate tante, in queste ore di frenetiche trattative per salvare il salvabile. Quella del premier Giuseppe Conte, al quale il socialista toscano dice che per andare avanti serve "una maggioranza forte, autorevole e stabile". Musica per le orecchie dell'avvocato. "Circolano indiscrezioni indecenti, secondo le quali mi sarei consegnato a lui. Totalmente falso. Vorrei ricordare che sono l'unico del gruppo Italia Viva-Psi che ha votato contro questo governo per ben due volte: sul decreto scuola della Azzolina e sulla legge Bonafede".


Ma ora si apre una fase nuova. "Bisogna utilizzare il tempo che ci separa dalla parlamentarizzazione della crisi, a inizio settimana, per ricostruire la maggioranza. Con Muratori, manovali, chiamateli come volete. Noi ci crediamo convintamente". Adesso il simbolo socialista vale oro, chi l'avrebbe detto, a quasi 30 anni dal tracollo craxiano e dall'ingresso di Nencini in Parlamento. Non è certo che sarà quello, alla fine, a essere utilizzato per la scialuppa dei "costruttori". Potrebbe tornare utile quello del Maie. "Sono abituato a parlare di scelte politiche, non di stratagemmi. E noi socialisti stiamo lavorando per ricomporre il quadro. Detto questo, se qualcuno è in grado di costruirne uno migliore, si faccia avanti".

Tra gli interlocutori telefonici di giornata anche Renzi. "Buoni rapporti con lui, sempre. Spero ancora che...ex malo bonum. Ma prendo le distanze da chi ritiene che possa esserci oggi un governo altrettanto autorevole e una maggioranza più ampia". L'ultima "fake" che vuole scacciare via riguarda il suo futuro politico. Entrerà nel Conte ter? "Ma che mi importa? In questo momento non è il problema".

#ioApro NON È "DISOBBEDIENZA CIVILE" MA SOLO "EGOISMO INCIVILE"

Di Mao Valpiana 

 NON È "DISOBBEDIENZA CIVILE"

MA SOLO "EGOISMO INCIVILE"

L'iniziativa "Io Apro" è sostenuta da alcuni ristoratori che hanno deciso di tenere aperti i loro locali in violazione delle regole antipandemiche. Una salvinata, con il solito motto "libertà!".

Se ne fregano dei sacrifici che tutti gli altri italiani stanno facendo (a partire dalla scuola, fino al personale sanitario) e mettono al primo posto il loro fatturato. Ci saranno sicuramente parecchi avventori che ne approfitteranno, per farsi una mangiata e irridere ai fessi che rispettano le norme restrittive. Poi, purtroppo, alcuni di loro si contageranno, finiranno in ospedale, e ovviamente saranno curati, a spese di quegli onesti che le tasse le hanno sempre pagate. Tutto ciò non ha niente a che fare con la Disobbedienza Civile, che è una cosa seria, tesa al miglioramento delle Leggi e al bene comune. Quella di "Io apro" è solo una manifestazione di egoismo di categoria, una provocazione negazionista, irrispettosa dei malati e dei morti di Covid. 

Vuoi fare il fenomeno e Tu apri? e io non verrò più nel tuo locale (anche perchè "dimenticavi" spesso di fare la ricevuta ...).

I NoDiscarica in diretta su Rai3 a BuongiornoRegione. foto e video

 In attesa del pronunciamento del TAR tribunale amministrativo regionale, sui vari ricorsi presentati dai Comuni del Parco del Roccolo, dalle associazioni ambientaliste e dai comitati, questa mattina, oltre 70 persone, tutte dotate di mascherina e buon senso, distanziati e attenti ad evitare situazioni di criticità, nel pieno rispetto delle normative previste dai DPCM, alle 7 di mattina, ancor prima dell'alba, si sono ritrovate al Presidio No Discarica tra Casorezzo e Busto Garolfo.

Servizio tg3 Lombardia

Il servizio di Buongiorno Regione RAI 3

Presenti i Sindaci di Casorezzo e Busto Garolfo, comuni interessati dal nefasto progetto, e il Sindaco di Canegrate, comune capofila del parco del Roccolo, presente anche Barbara Meggetto Presidente Regionale di Legambiente, esponenti di Salviamo il Paesaggio, dei Verdi, Rifondazione Comunista, di Sinistra italiana e tanti cittadini, nonostante l'orario non certo comodo. 

Grazie all'impianto luci della Rai, si è tenuta la diretta per BuongiornoRegione, molto suggestivo, perchè era proprio all'alba e le luci e i colori della campagna cambiavano repentinamente.

Il servizio televisivo è iniziato con l'ìntroduzione della conduttrice che ha dato la parola a Eleonora Bonecchi del comitato nodiscarica e ad un rappresentante di Salviamo il Paesaggio.

Si è puntualizzato sui temi cui si esprimerà il TAR il 9 febbraio.

Ascoltiamo i loro interventi e il riepilogo prima della video diretta

click per video "prima della diretta"

Un tema, quello dei parchi locali, nati su pressione della popolazione, che da quando sono nati, aspettano di diventare "maggiorenni" non solo per gli anni, ma anche per le competenze.

Una nota di ringraziamento particolare, va a Rai3 e a report, che con le loro inchieste sul sistema di potere in Lombardia, in particolare tra Milano e Varese, hanno fatto luce su eventi che consentono di comprendere alcune dinamiche.

Da dicembre 2017, quando era stata preannunciata una nuova legge regionale, Borghetti/Cecchetti, dal nome dei due primi firmatari, nulla è cambiato; le elezioni del 2018 hanno confermato la destra in Regione, anche con il rimpasto di settimana scorsa, nessun assessore regionale si è fatto sentire; a onor di cronaca, ricordiamo nella legislatura precedente per l'altro tema che ha caratterizzato il parco del roccolo, quello del megaallevamento di galline ovaiole, si ricordano i non incontri con l'allora assessore Terzi, che convocava il comitato alle commissioni e non partecipava.

Va sottolineata la completa responsabilità politica di Regione lombardia che con la legge regionale n.32 del 2015, esautora Città Metropolitana delle competenze in tema di ambiente e progettazione, ma scarica sui tecnici le incombenze di adempiere ai progetti regionali.

L'accelerazione per quel che riguarda l'ipotesi di discarica si è avuta nel mese di agosto, alcuni sottolineano un incontro tra due consiglieri regionali della leganord il 17 luglio, con il proprietario della cava.

In attesa della sentenza del TAR ricordiamo che anche in vari comuni, sono state presentate mozioni non solo contro la discarica, ma per istituire un parco metropolitano, come nelle maggiori città europee.
















domenica 10 gennaio 2021

Genitori giocando on line lasciano morire di fame la figlia di 3 mesi

 Guardando un docufilm sulle insidie del web, hanno citato la notizia. Liberanotizie ha verificato. È del 2010.

Una coppia sudcoreana, impegnata a giocare a un MMORPG (abbreviazione di Massively Multiplayer Online Role-Playing Game, ovvero un gioco di ruolo online dove persone reali interagiscono tra loro in un mondo virtuale), si è dimenticata di dar da mangiare alla propria figlia di tre mesi, facendola morire di fame.

È questa l’ultima preoccupante notizia di cronaca arrivata dall’Oriente e legata al mondo dei videogiochi.
La coppia, un quarantunenne e una venticinquenne residenti vicino a Seoul, era diventata ossessionata dal MMORPG Prius Online, dove i giocatori hanno il compito di allevare una bambina virtuale chiamata Anima, che devono aiutare a far recuperare la memoria e a sviluppare emozioni. Per fare ciò, i coniugi coreani erano arrivati a fare tirate di dodici ore al vicino Internet Cafe, dando da mangiare una sola volta al giorno alla propria figlia nata precocemente. Lo scorso 24 settembre, tornati a casa, si sono accorti della morte della bambina e sono subito scappati.

La polizia è riuscita a rintracciarli e arrestarli lo scorso giovedì nella città di Suweon, a sud di Seoul. “I coniugi pare avessero perso la voglia di vivere una vita normale perché erano senza lavoro e avevano dato alla luce una bambina prematura.” ha affermato l’ufficiale di polizia Chung Jin-Won “Si sono buttati in un gioco online che prevede l’allevamento di un personaggio virtuale per fuggire dalla realtà, cosa che ha portato alla morte della loro vera figlia.”

Cina. Focolaio Hebei. Cosa stanno facendo?

 Dal fb di Gabriele Battaglia già corrispondente di Radiopopolare 

Da quello che leggo, nella vicenda dell’ultimo focolaio nello Hebei, si vede bene il “modello cinese” alla lotta contro il Covid, sia nella narrazione sia nelle soluzioni.

1) si tratta di un ceppo di virus che “viene da fuori” (ceppo russo)

2) test di massa: al momento almeno 12 milioni di persone tra Shijiazhuang e Xingtai. Questo perché la tecnologia dei test è al momento più sicura di quella del vaccino: cioè, “siamo all’avanguardia e abbiamo già vaccini funzionanti, ma se il gioco si fa duro è meglio andare sul sicuro”.

3) isolamento sociale (e geografico): due città isolate, intera provincia “zona rossa” (in “stato di guerra” dicono loro). Simile alla soluzione Wuhan

4) preservazione della capitale: anche le zone di Pechino più vicine allo Hebei sono in allarme

5) uso massiccio dei big data: persone di Pechino che sono state nelle zone a rischio dello Hebei anche un mese fa sono state chiamate a casa e invitate a fare un test gratuito prima di tornare alle proprie attività