venerdì 6 novembre 2026

Datacenter. SENZA REGOLE CONDIVISE, NESSUNA SICUREZZA

 SENZA REGOLE CONDIVISE, NESSUNA SICUREZZA

In Italia manca ancora una disciplina nazionale organica che definisca criteri ambientali specifici per la localizzazione dei data center e stabilisca quale concentrazione di impianti un territorio possa sostenere. Le norme puntano soprattutto a semplificare e accelerare le autorizzazioni, mentre serve una programmazione capace di valutarne le conseguenze complessive.

Un data center, considerato isolatamente, può sembrare sostenibile. Ma quando gli impianti si moltiplicano nella stessa zona, si sommano consumi di energia e acqua, emissioni, rumore, calore, consumo di suolo e nuove infrastrutture elettriche. Valutare ogni progetto separatamente rischia di sottostimare il carico ambientale che ricade su chi vive in quel territorio.

Studi italiani e internazionali hanno aperto un dibattito su questi problemi. Anche cittadini e comitati hanno contribuito concretamente: hanno esaminato i progetti, presentato osservazioni e promosso approfondimenti tecnici e scientifici. Questo lavoro richiede ora un confronto pubblico più ampio, trasparente e fondato su dati verificabili.

Occorre considerare insieme le risorse naturali ed energetiche utilizzate, le conseguenze sulla salute e le possibili ricadute economiche e sociali, compreso il rischio di aumenti dei prezzi e del costo della vita.

La Lombardia e la Pianura Padana sono già sottoposte a forti pressioni ambientali, a partire dall’inquinamento dell’aria. Ogni nuovo impianto aggiunge un peso a una situazione già critica.

Serve valutare e governare l’effetto complessivo di tutti gli impianti concentrati nello stesso territorio. È su questo che chiediamo regole chiare, trasparenza e garanzie per i cittadini.

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