Ospedale San Raffaele: le dimissioni di Paolo Rotelli nella giornata della Festa dei lavoratori
Dai social della confederazione unitaria di base
Mentre CUB sanità italiana, nel corteo della Mayday, denunciava l'affronto del vicepresidente del Gruppo San Donato, Paolo Rotelli, che nuotava tra le banconote, nel suo video diventato virale tra i lavoratori e le lavoratrici indignati dell'Ospedale San Raffaele, lo stesso annunciava le sue dimissioni.
Lunedì 27, gli RLS e i delegati sindacali di CUB sanità italiana e USI sanità avevano portato la protesta nella riunione annuale sulla sicurezza, mostrando cartelli che spiegavano che la situazione dell'Ospedale non è sostanzialmente cambiata rispetto a quanto denunciato lo scorso dicembre: continuano le dimissioni di personale perché l'accordo economico non è soddisfacente per quasi la metà dei lavoratori e le condizioni di lavoro rimangono critiche.
La gestione in appalto di molti servizi e reparti non garantisce continuità delle cure e la stessa qualità e sicurezza che possono garantire i professionisti assunti direttamente dall'Ospedale. La ricerca viene mortificata.
I risultati economici di cui si vanta Paolo Rotelli sono stati fatti a spese di lavoratori e pazienti.
Non sappiamo quale sarà la "buonuscita" del vicepresidente, ma vorremmo che i profitti fatti con i rimborsi regionali e ministeriali, quindi derivanti dalle tasse dei cittadini, o i proventi del 5 per mille, che dovrebbero servire a finanziare la ricerca sanitaria, fossero interamente investiti per garantire stipendi pari a quelli della sanità pubblica e cure di qualità per tutte e tutti i pazienti.
La grande espansione all'estero del gruppo San Donato, anche in affari che non riguardano la sanità, e la contrazione degli stipendi dei lavoratori, fanno pensare che il passaggio di testimone da Paolo Rotelli a suo fratello Marco e a Kamel Ghribi non migliorerà la situazione.
L'attuale dirigenza e, in particolare, chi gestisce le relazioni sindacali, rimane sorda rispetto a quanto diciamo da mesi: la fuga di personale si ferma solo aumentando i salari e migliorando le condizioni di lavoro; dare in appalto l'assistenza è un azzardo. Chi non riesce a fermare l'emorragia di professionisti deve farsi da parte.
La sanità va sottratta a chi ne fa esclusivamente una questione finanziaria e va riportata sotto il totale controllo pubblico. Regione Lombardia e il Governo stanno permettendo il drenaggio di risorse pubbliche per finanziare case discografiche in Francia e cogenerazione in Libia!
Gli Ospedali del Gruppo San Donato devono essere acquisiti e gestiti dal pubblico per restituire dignità a pazienti e lavoratori!

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