🟢 LETTERA APERTA AI CITTADINI E AGLI AMBIENTALISTI DI IMOLA
Alla crescente disillusione dei cittadini la politica risponde in modo confuso: da un lato dichiara di volere porvi rimedio, dall’altro sembra fare di tutto per esasperarla. Le contraddizioni sono tante e tali che viene il sospetto che non ci sia alcun interesse dei partiti a colmare la distanza dagli elettori.
Nei giorni scorsi in Parlamento abbiamo assistito a forti proteste dell’opposizione contro l'ennesimo Decreto Sicurezza. A indignarsi e a occupare i banchi del governo è stato lo stesso centrosinistra che a Bologna utilizza proprio quelle norme per reprimere proteste contro la cementificazione di un parco pubblico. Chi rivendica il diritto di difendere suolo, alberi e la propria salute viene manganellato e gasato dalla polizia con il beneplacito del “campo largo”.
Sempre nei giorni scorsi siamo stati travolti dall’immenso dolore per la scomparsa di Carlo Monguzzi, Verde storico di Milano che si è ritrovato isolato nel partito mentre conduceva importanti battaglie in Comune e sul territorio insieme ai cittadini. Chi l'aveva emarginato ha poi riconosciuto la sua coerenza. Ma nelle stesse ore i vertici del partito svilivano i Verdi coerenti di Bologna.
In tale sconfortante contesto si inseriscono le vicende di Imola. C’è una federazione provinciale di Europa Verde e ci sono iscritti che, critici verso l’attuale giunta, erano pronti a impegnarsi per proporre un’alternativa programmatica. La federazione nazionale, calpestando l’autonomia dei gruppi locali prevista dallo statuto del partito, ha deciso di procedere per conto suo con la lista AVS a sostegno della ricandidatura di Panieri.
Insomma, è stato esautorato il direttivo provinciale di Europa Verde e sono stati umiliati gli iscritti di Imola.
Alcune domande sorgono spontanee:
1. chi rappresenta la V di AVS?
2. i dirigenti nazionali, che impongono decisioni dall’alto, sanno come è stata governata Imola in questi cinque anni?
3. se il “campo largo” è una scelta irreversibile a ogni livello, che senso ha avere militanti che sul territorio portano avanti le istanze ecologiste (anche contrapponendosi alle amministrazioni di centrosinistra)?
Le risposte sono facilmente intuibili. È evidente che non ci sia alcuna libertà decisionale a livello locale e il giudizio sull’operato di un’amministrazione non conta nulla. Conta invece mostrarsi uniti e allineati all’alleanza nazionale per non spezzare equilibri elettorali e di potere che nulla hanno a che vedere con la Politica nobile che dovrebbe essere libera e al servizio delle persone e del bene comune.
I cittadini e gli ambientalisti di Imola hanno il diritto di sapere ciò che è accaduto nei Verdi, perché è la rappresentazione di un intero sistema che si occupa ormai solo della propria autoconservazione.
Ci auguriamo che delusione e disincanto possano trasformarsi in idee e impegno. Imola come Bologna: mobilitiamoci dal basso per costruire una città e un futuro migliori.
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